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il mio Zarathustra

Indice

2010

Le cose che non ci dicono

Ponderazioni energetiche

Clima vs. Economia

Inverno scacciapensieri

2009

La mia parabola sul clima




 
 
 

Pronuncio questa verità parafrasando i saggi del G8.
Il clima è cambiato infatti fa caldo! 13 Luglio 2009
 


Riflessioni

 

Il clima viene definito come l'insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti...) medie che caratterizzano una determinata regione geografica ottenute da rilevazioni omogenee dei dati per lunghi periodi di tempo, determinandone la flora e la fauna, influenzando anche le attività economiche, le abitudini e la cultura delle popolazioni che vi abitano. (Wikipedia)

Periodo 2010

Le cose che non ci dicono 20/08
Spesso ascoltiamo dire con superficialita "Non ha mai fatto tanto caldo come quest'anno" oppure "l'estate non è più come un tempo".Tanti luoghi comuni influenzano le nostre convinzioni, enfatizzate dai mass media, quando invece sarebbe più saggio mettere in evidenza il limite delle nostre conoscenze. Non essendo dei climatologi molti fenomeni ci sono oscuri. Il materiale per capire meglio come stia cambiato il clima è tutto disponibile nei libri o nella rete. Non capendo però alcuni principi di fisica elementari, i calcoli complessi sui dati ricevuti dai vari strumenti a noi del tutto sconosciuti, fanno si che siamo nelle mani dei guru o semplicemente addetti ai lavori.

Basterebbe giusto per tranquillizzarci darci quel tanto d'informazioni sufficienti a farci scegliere l'abbigliamento più consono al tempo previsto per le prossime 24 ore? Non è vero che la televisione non sacrifichi una piccola frazione dello spazio che dedica alla cronaca nera o rosa, ai film scarsamente seguiti o ai reality show, per dedicarsi ad un programma istruttivo sulla meteorologia. Infatti nella grande scelta dei canali digitali i programmi che informano sul tema del clima abbondano sempre più. Vi sono inoltre molte riviste specializzate, oltre a interi scaffali di librerie che si occupano di metereologia e cambio climatico. La questione io credo sia l'assenza di una cultura meteorologica e ambientale più diffusa. Una maggiore partecipazione e presa di coscienza da parte di tutti i noi per la tutela dell'ambiente e le conseguenze dell'inquinamento.

Il gridare che l'emissione di componenti della combustione di carburanti concorre ad allargare il " Buco nell'ozono " a 15-20.000 km sopra l'Antartide non è molto efficace per sensibilizzare gli abitanti di tante aree a rischio. Pochi sanno dove sia l'Antartide, o comunque, è talmente lontana per cui la maggioranza è scettica sulle eventuali conseguenze. Forse sarebbe più efficace, per sensibilizzare l'opinione pubblica, mostrare una documentazione medica, comprensibile all'uomo della strada circa gli immediati effetti dell'inquinamento sulla salute, a livello di quartiere senza scomodare il Polo Sud.

Inutili ed esagerati allarmismi, mescolano cause ed effetti tipici del tempo meteorologico con quelli del clima. Infatti sono sufficienti pochi gradi di temperatura per 3-4 giorni per far gridare che il clima non è più quello di una volta e che è colpa "dell'effetto serra", demonizzando un sistema ecologico. Senza riflettere che il nostro ecosistema si è instaurato sulla terra fin dai suoi primordi, cioè da quando si è venuta delineando un'atmosfera con gli stessi componenti che caratterizzano la stessa.

Alla luce dei dati sull'argomento e considerato che ci capiamo tutti veramente poco e l'interesse è minimo, come motivare le persone a salvaguardare l'ambiente? Considerando magari l'intero pianeta metaforicamente parlando, come un grande bar in cui hanno proibito di fumare. Ecco che allora con una legge scatta quel mecchanismo di obbedienza civile per una grande parte della popolazione. Con il tempo poi si acquista l'abitudine come fare le pulizie nella propria casa, e non lasciamo più per terra alcun oggetto. Un'altro stratagemma per invogliare i cittadini al rispetto dell'ambiente, sarebbe un incentivo all'utilizzo dei mezzi pubblici. Ma per rendere efficace questo mezzo di reale trasporto di massa, bisogna prima ristrutturare l'intera linea nazionale, ampliando il servizio a qualsiasi orario e flessibilità possibile. Creando poi vicino alle stazioni centri di raccolta per biciclette o mezzi elettrici ecc..
Invece osservando nel paese in cui vivo la Svizzera, per fare un'esempio diretto, si amplia prima la linea ferroviaria (per esempio) ma contemporaneamente si raddopiano i nodi delle tangenziali, costruendo nuove gallerie, ponti doppie corsie e rotonde all'infinito. Oltre all'aumento annuale delle tariffe dei biglietti per i trasporti pubblici, per potere sostenere le spese di ristrutturazione e di modernizzazione. Un metodo efficace sarebbe di rafforzare la struttura dei mezzi pubblici da potere fare a meno del proprio veicolo che dovrebbe costare il doppio insieme al carburante. Solo toccando il portafoglio della gente si otterebbe un'immediato successo. Un 'altra soluzione sarebbe incentivare il lavoro da casa con l'utilizzo dei mezzi telematici.

Ma qui entrano in gioco gli strumenti capitalistici che impongono in un illusorio mercato libero, fatto di un'offerta che punta nella direzione opposta alla salvaguardia del nostro pianeta. Il capitale non ragiona in periodi di tempi lunghi, è indifferente alla salute delle persone (anzi ci specula per averne anche li un rendiconto), fa uso della politica che tramite i loro (non nostri) rappresentanti fa uso e abuso dei conflitti di interesse legalizzati. Infatti spesso chi detiene il potere politico e membro di uno o più consiglio di amministrazione e spesso possiede una carica nelle forze armate. Andando le tre cose a braccietto, chi mai potrà difendere l'interesse comune se non siamo nemmeno rappresentati nelle leve di comando?

Così tra le tante cose che vengono dette dai politici e media, poche veramente oltrepassano il nostro filtro trapiantato ormai dell'indifferenza. Le cose che non ci dicono è una falsità in questa epoca. Tutti sappiamo i danni provocati dai veleni che il nostro tempo ci offre. Ogni segreto che la scienza possiede la trasforma in prodotto e si allontana sempre di più alla nostra comprensione. Siamo noi che dovremmo ricercare le cose che il nostro cuore e la nostra ragione hanno da dirci. Ma se l'oggettività che il nostro tempo ci segnala è, la depressione, non per lutto o malinconia come voleva Freud ma per indifferenza dell'anima che sfocia nel nichilismo, il crepuscolo dei valori e degli idoli "con i piedi d'argilla" che hanno dominato la storia dell'Occidente, non esistono più. Dovremmo sintonizzarci con il proprio spirito e scoprire l'origine del nostro generale malessere. Quanto poi al sentirsi felici, è tutta un'altra cosa!

Le cose che gli scienziati, i politici e chiunque ne sappia più di noi, dovrebbero raccontarci per seguire una vita più sana e il rispetto per l'ambiente ecc, servono a ben poco dato che la nostra identità è già stata assorbita dalla tecnica, così come la nostra libertà è ormai un'emulazione di schiavitù sommersa da quella cultura di massa propensa a cancellare la propria personalità interiore. Non servono più tranquillanti o terapie cui vediamo l'aspetto del rimedio e non quello di veleno. Ma spesso si ricorre al rimedio esterno , per fare tacere quel che non si ha più la voglia di dire. Un problema che vivo personalmente, è che c'è sempre meno gente disposta ad ascoltare. Così oggi le cose che non ci dicono non interessano a nessuno, essendo noi sempre più senza religione, senza filosofia e senza psicoanalisi. L'unico sedante sono i vari tipi di industrie farmaceutiche, automobilistiche, multimediali ecc, che riducono l'inquietudine. Chiunque si senta vivo e partecipe in qualsiasi progetto collettivo che serva a migliorarci la vita, lo indichi senza esitare, così eviterò di assorbire questo mondo che offre un senso di radicale impotenza. Non chiedo misuratori per definire le mie dinamiche chiamati giovinezza, bellezza, successo e denaro. Concludo citando una storiella sugli dei raccontata da Platone e trovata per caso nel bellissimo libro di Umberto Galimberti "I miti del nostro tempo".

"Un giorno Zeus volendo castigare l'uomo senza distruggerlo lo tagliò in due. Poi, per curare l'antica ferita, inviò Amore fra gli dèi, l'amico degli uomini, il medico, colui che che riconduce all'antica condizione. Cercando di fare uno ciò che è due, Amore tenta di medicarne l'umana natura. Vedi, essendo una metà troveremo la felicità incontrando l'altra e diventando una cosa sola. Platone non sarà mica un coglione. Non sei d'accordo su questo?"

" Certo che sono d'accordo. Ma l'altra metà da trovare non è una donna."
" Come non è una donna?"
"L'altra metà da trovare sei sempre tu. E' l'altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno. Allora, poi non c'è più niente di bello che condividere con una persona la propria vita. Però bisogna prima averne una. Una vita viva. E' la totalità che ci esalta."



Ponderazioni energetiche 17/06
Mi addentro in un'argomento a cui di solito si cimentano i specialisti, i politici e a volte gente comune che raccogliendo ciò che i mezzi di informazione (internet incluso) ci offrono, tentano non dico di proporre, ma di fare un pò di chiarezza. La gente della strada che non gira con le auto blu, è sempre meno interessata agli argomenti seri che veramente ci cambierebbe la vita. Il pretesto è la sfiducia dei cittadini nei confronti dei politici che non vogliono dialogare con la popolazione, ma soltanto imporre le proprie verità, usando i mezzi d’informazione per persuadere le persone, come si è fatto per i famigerati inceneritori, le centrali nucleari e le energie rinnovabili. Per noi diretti (dis) interessati, il problema non si pone dal momento che dalle nostre prese di corrente come per l'acqua d'altronde la disponibilità è eternamente garantita. Sembra che queste risorse facciano parte dell'edificio stesso o ufficio in cui viviamo. Le ultime generazioni a queste latitudini non hanno mai messo in discussione questa disponibilità. Ogni tanto durante le campagne elettorali o nei vari g8, g20 se ne parla per riempire l'agenda, ma niente più.

Le energie rinnovabili, senza sembrare banali e ripetitivi, sono considerate oramai da “quasi” tutti i più grandi leader mondiali (meno dall'industria) come il futuro nel sostentamento energetico planetario. Basta ricordare che nel 2007 ci fu il “sorpasso” a livello mondiale di una di queste energie rispetto al nucleare. L’eolico per la prima volta produceva più energia dell’atomo grazie all’installazione di nuovi impianti. L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in altre forme di energia.

Oggi si dice che realizzare centrali atomiche è importante ma per chi? Ma la vera domanda è, siamo noi informati dei rischi e dei non rischi? La libertà di scelta espressa tramite il voto di noi cittadini è giusto, a patto che veniamo informati correttamente. Si è mai parlato da parte dei sostenitori del nucleare dei prezzi che variano notevolmente da paese a paese: in Germania ha un prezzo di circa due volte e mezzo in più rispetto a quello francese. Ciò è dovuto al fatto che il nucleare in Francia è stato finanziato per anni dallo Stato, quindi dai cittadini. Ancora oggi, le 30.000 persone che lavorano per il nucleare francese sono pagate grazie agli investimenti massivi dello Stato. L’aumento del numero di centrali atomiche nel mondo in questi ultimi anni ha causato, inoltre, un considerevole aumento del costo dell’Uranio, che difficilmente tornerà a scendere. Il nucleare è dunque molto costoso, anche nel lungo periodo. Personalmente non penso che investire nel nucleare sia un buon investimento!

Trascurando il fatto che in un paese dove non riusciamo a smaltire nel giusto modo i rifiuti industriali e civili, come possiamo pensare di compiere…l’incenerimento e smaltimento di scorie nucleari? Sarebbe facile preda come in altri settori dove lo stato non agisce con fermezza, della criminalità organizzata che gestirebbe senza troppo disturbo questo affare lucrativo. Si legge dai promotori del nucleare che comunque una centrale nucleare per l'uomo è direttamente meno pericolosa dell'incrocio vicino casa mia, meno pericolosa di un'industria chimica o di una centrale idroelettrica. Dal lato opposto cioè coloro che promuovono le energie rinnovabili, ci verrà posto il quesito se preferiamo vivere sani e belli in un mondo migliore o prenderci un tumore e morire come mutanti?

Una certezza dobbiamo considerarla: Il nucleare è un’attività che si può fare soltanto in termini di tempo molto lunghi. Noi sappiamo che per costruire una centrale nucleare sono necessari da cinque o sei anni, in Italia anche dieci. Il banchiere che mette 4 - 5 miliardi di Euro per crearla riesce, se tutto va bene, a ripagare il proprio investimento in circa 40 - 50 anni.

Gli addetti ai lavori, ovvero numerosi ricercatori sovvenzionati dallo stato sono preoccupati per il futuro energetico dell'umanità! Essi fanno credere a chi li finanzia di volere un'emancipazione dall'utilizzo del petrolio come fonte energetica. Vengono investiti soldi pubblici, risorse per la ricerca e fondi nello sviluppo di fonti alternative di energia, che attualmente ricoprono una percentuale pari a circa il 20% della produzione energetica mondiale. Riassumendo le fonti energetiche alternative sono rappresentate da:

* energia nucleare (sia a fissione che a fusione)
* energia idroelettrica
* energia geotermica
* energia ricavata dalla biomassa e biogas (anche biodiesel)
* energia eolica
* energia solare (sia attraverso centrali solari termiche che fotovoltaiche)
* energia del moto ondoso e delle maree
* energia prodotta dalla dissociazione molecolare

Per non entrare in confusione tra queste fonti elencate sopra abbiamo poi le cosiddette"fonti di energia rinnovabili" come il sole, il vento, il mare, il calore della terra, ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro, mentre quelle "non rinnovabili", sia per avere lunghi periodi di formazione di molto superiori a quelli di consumo attuale (in particolare fonti fossili quali petrolio, carbone, gas naturale), sia per essere presenti in riserve non inesauribili sulla scala dei tempi umana.

Intanto assistiamo increduli o indifferenti che tutte le previsioni negative non si avverino. Non avendo noi paesi sviluppati, i pozzi di petrolio siamo beati perché erediteremo sia la pace come il benessere illimitato. Sono poi gli altri quelli cattivi (USA,Russia e Cina) che fanno le guerre in nome della democrazia, ad'assumersi ogni responsabilità. Noi paesi democratici siamo al di fuori di queste dispute, tranne che per il commercio di arsenale bellico ecc..

Dove è strategico il passaggio di petrolio c’è un conflitto armato (quasi sempre). I G8+1 (la Cina) e -1 (l’Italia) si riuniscono periodicamente per concordare le zone di influenza energetica. Tra queste nazioni i conflitti non possono scoppiare. Ovviamente mandano i contingenti di "pace" per farli massacrare. Avamposti mascherati che comprano (anche) le loro armi. Business doppio: armi e petrolio, anzi triplo con la ricostruzione in seguito e l'esportazione sia della tecnologia come dell'intera struttura economica che controllerà sia le risorse energetiche come l'intera società di quei paesi meno fortunati.

Queste condizioni createsi negli ultimi 100 anni e più formeranno io credo, per sfruttare al meglio gli interessi di che detiene il capitale, in media un livellamento e una mediocrizzazione dell’uomo – un utile laborioso, variamente adoperabile e duttile animale del branco. Tra di essi avranno origine uomini d’eccezione della qualità più pericolosa e attraente che possa proseguire questo aberrante rapporto tra lo sfruttamento delle risorse e la loro impari distribuzione.

L’avvenire sarà probabilmente quella di lavoratori di vari generi, abulici ed estremamente disponibili, che hanno bisogno del padrone, di chi li comandi, o li consigli come orientarsi, quali tendenze seguire in ogni campo. In altre parole lo sfociare di una generazione di un tipo preparato nel senso più sottile alla schiavitù.

Alcuni casi, isolati ed eccezionali, di uomini forti che grazie alle maggiori risorse, ricchezze e preparazione porteranno questi "superuomini" a tiranneggiare il branco ormai succube e fortemente dipendente non tanto nelle decisioni da prendere, bensì nelle possibilità limitate date dal proprio rango inferiore. Intendendo un'inferiorità in ogni senso, anche in quello più spirituale e di preparazione scolastica.

Non riuscendo a comprendere la nostra saggezza innata ma poco sviluppata, non sviluppando una necessaria conoscenza su temi come l'energia contribuiamo con la nostra ottusita allo sfascio oltre che del delicato equilibrio della natura, di lasciare in mano ogni decisione importante sui temi sopra esposti ai tiranni del denaro. L'unica consolazione è lo sviluppo di una coscienza ecologica individuale, che punti a rendere la nostra esistenza libera dalle manovre dei burattinai che espongono la loro fede di progresso e sviluppo tramite un costante martellamento mediatico, confondendoci e allontanandoci dal gusto del sapere per agire o meglio non agire più seguendo le indicazioni della nostra mente. Ritornando alla domanda iniziale "Energie rinnovabili o nucleare?" dopo questo lungo sermone politico, sociale e filosofico non sono in grado di rispondere obiettivamente, essendo privo di una conoscenza diretta del problema energetico.

Mi limito alla modesta ricerca di informazioni e dati sul tema, pubblicizzando il mio metodo di vita fatto di austerità verso lo spreco, e abbuffate di esperienze nuove nel mio viaggiare costante alla ricerca di attingere giorno per giorno al calice della felicità dato dai nostri sensi, l'istinto e sudore nel mio costante lavoro di divulgazione tramite il mio sito. Anch'esso come tutti i siti esistenti è collegato ad'un gruppo di server che a loro volta si collegano ad'altri all'infinito. Sviluppando una rete che in termini di energia è pari all'impiego di 20 centrali elettriche da 1000 megawatt. Queste centrali in un anno emettono la stessa quantità di anidride carbonica di tutto il traffico aereo. Senza nominare i 2 terzi del consumo di questo nostro navigare apparentemente gratuito, costituito dai computer e dai monitor, mentre solo una parte minore viene dagli apparati di networking come modem o router. A fare la parte del leone (e ti pareva) sono gli Stati Uniti che da soli consumano 350 miliardi di kWh, il 9,4% della totale esigenza energetica della federazione, mentre nel mondo la rete internet succhia 868 kWh, cioè il 5,3% del totale. Passiamo ore a navigare su internet, troviamo praticamente tutto quello che ci interessa, abbiamo per lo più linee dedicate e con una cifra fissa al mese possiamo rimanere collegati ventiquattro ore su ventiquattro; una finestra sul mondo talmente ampia che ci sembra ormai essere completamente gratis.

E così anche quest'ultima conquista (forse la più grande) in termine di libertà espressiva e di scambio di informazioni (oltre alla spazzatura gestita dalle organizzazioni criminali), si è svelata come fonte di inquinamento e consumo. E io che credevo che la rete fosse una nostra conquista e per anni ho contribuito tramite l'uso alla diffusione di questo inquinatore globale. Per avere un’idea ancora più chiara prendiamo in esame lo studio dell’IEA, l’International energy agency, che ha stabilito che il minuto che passiamo davanti ad una pagina web, è pari ad un grammo di CO2 nell’atmosfera e questo vuol dire che all’incirca in un anno noi internauti, con il nostro utilizzo delle rete, portiamo un’emissione di 50 milioni di tonnellate di ossido di carbonio nella nostra atmosfera. L’ossido di carbonio di cui noi tutti siamo a conoscenza (spero) prodotto da un semplice pc connesso a un server, è pari alla respirazione di una persona e mezzo.

Insomma gli unici a non inquinare sono quelle poche tribù ancora sconosciute che vivono felicemente isolate nelle forestetropicali, i poveri paesi africani che soffrono la fame e gli Aborigeni che vivono nelle riserve gentilmente concesse
dal governo australiano. Così come tutti io mi sento colpevole (parola grossa) di questa situazione, anche se non ho mai sviluppato un'automobile, costruito un computer o sviluppato un nuovo detersivo. È qui il punto finale, risolutore di ogni mio discorso fatto in questo scritto. Ho contribuito per il semplice fatto che, per mantenere in piedi questo sistema messo in piedi dall'uomo con l'evento dell'industrializzazione iniziato circa 250 anni fà, per sopravvivere tramite un lavoro e vivere adagiamente in questo modello di società mi adatto come tutti alla situazione.

Nessuno forza umana (quella naturale si) potrà fermare questo circolo anomale per la storia e destino del pianeta. Per il futuro bisogna puntare a un rinnovamento graduale, senza contrapporre nessuna fonte di energia all’altra. Perché nessuna fonte di energia può essere utilizzata da sola o risolvere da sola i problemi. I favorevoli che difendono l’industria nucleare di fronte alle crisi che stanno minacciando il nostro pianeta, motiveranno i loro slogan così:

- l’esaurimento di gas e petrolio;
- le necessità di sviluppo dei paesi del sud del mondo;
- gli stessi cambiamenti climatici.

Tali argomentazioni non reggono. Per cominciare, è semplicemente assurdo collegare il declino delle risorse di petrolio allo sviluppo del nucleare, dato che il petrolio viene utilizzato prevalentemente nel settore dei trasporti – un’area dove l’energia nucleare si usa molto poco. Inoltre anche le riserve di uranio si esauriranno in un futuro prossimo, forse persino prima della fine della vita operativa dei reattori, come attualmente previsto dall’industria nucleare. Lo sviluppo su grande scala di sistemi di reattori in grado di risolvere tale problema al momento esiste solo su carta e anche secondo i calcoli della stessa industria nucleare tali nuove strutture saranno operative troppo tardi per poter influenzare il ritmo dei cambiamenti climatici. Questi nuovi reattori necessiterebbero inoltre enormi quantità di plutonio per poter sostituire parte dell’uranio. Siamo ancora lontani dalle “tecniche ecologicamente corrette” auspicate nel protocollo di Kyoto!

Per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, non saranno in grado di utilizzare l’energia nucleare in nessun modo degno di nota, dato che la tecnologia che questa presuppone ha costi decisamente troppo elevati, si rivela inadatta alle situazioni locali, e in ogni caso è di applicazione troppo lenta.

Dopo questa panoramica sulle mie modeste conoscenze della questione energetica, vorrei sottolineare che il mio intento non era di propagandare visioni apocalittiche, o rendere noi poveri ignoranti perchè disinformati ancora più insicuri. Con le mie ponderazioni energetiche vorrei accendere l'interesse e la motivazione su come noi tutti, possiamo contribuire con il nostro seppur esiguo stile di vita a sconvolgere i guru del marketing che andrebbero in confusione per il semplice fatto non previsto; Ognuno deciderà in base ai propri criteri e metri di giudizio. Ognuno si creerà la sua moda personale, andrà in vacanza senza seguire il branco, comprera l'automobile che sarà adatta al proprio uso, acquistera il numero di scarpe che utilizzererà, voterà per i candidati che dopo avere fatto le loro promesse elettorali, dopo un'anno daranno un resoconto del loro operato. E così via all'infinito per arrivare ad' una società in cui vi sarà accesso gratuito per l'istruzione, le cure sanitarie e un lavoro per tutti. Come realizzare questi illusori propositi sperperando o sparlando come il sottoscritto ha fatto nelle ultime righe?

L'importante è capire bene la parabola tra gli aforismi, dedicata a tutti coloro che ancora hanno dei dubbi sul loro grande potere decisionale e sulle sorti dei temi da me esposti.

Clima vs. Economia 17/03
Se un team di laureati in scienze naturali, informatica, economia e commercio, umanisti, scrittori, geologi, meteorologi e laureandi in meteorologia, esperti in astronomia, contesta le posizioni di 2500 scienziati provenienti da tutto il mondo sul clima, noi semplici inquinatori non ci capiamo più nulla.

Vengono molti dubbi come per le organizzazioni umanitarie in cui un terzo delle entrate servono per pagare gli stipendi dei loro membri e dei congressi, in cui si parla e niente altro. Siamo sempre nel mondo delle supposizioni che potrebbero (queste ricerche sul clima) trattarsi solo di un polverone montato ad arte da un gruppo ben coordinato di occulti e malvagi politicanti. L'ambientalismo sarebbe una copertura per conquistare elettori di centro a vantaggio dell’estrema sinistra, è una teoria bizzarra ma plausibile secondo molti osservatori. È bastato che molti quotidiani ne accennassero senza molti approfondimenti, che la coscienza di molti di noi "sporchi" consumatori si sentisse sollevata e a posto con se stessi e nelle loro scelte favorevoli alla ripresa economica.

Raccogliendo qualche dato, le concentrazioni globali in atmosfera di anidride carbonica, metano e protossido di azoto sono notevolmente aumentate come risultato dell’attività umana dal 1750 e attualmente superano i valori pre-industriali, come dimostrato dall’analisi delle carote di ghiaccio che rappresentano molte migliaia di anni. L’incremento globale della concentrazione di anidride carbonica è principalmente dovuto all’uso di combustibili fossili ed a cambiamenti di uso del suolo, mentre gli incrementi di metano e protossido di azoto sono principalmente dovuti all’agricoltura. Molti si diranno che essendo la popolazione sempre più in aumento, è giusto sfruttare sempre più l'agricoltura come risorsa. Approfondendo poi questo tema si scoprono i lucrosi vantaggi delle varie multinazionali che sono dietro a queste attività di sfruttamento del suolo.

Non dico una grande verità affermando che il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, come è ora evidente dalle osservazioni dell’aumento delle temperature medie globali dell’aria e delle temperature degli oceani, dello scioglimento diffuso di neve e ghiaccio, e dell’innalzamento del livello del mare medio globale.
Ci sono osservazioni che mostrano un aumento dell’attività dei cicloni tropicali intensi nel Nord Atlantico a partire dal 1970, aumento correlato con un aumento delle temperature superficiali marine tropicali.

Secondo molti leader politici di destra, in particolare il nostro cavaliere tutto ciò che vada contro i loro interessi, è contro la democrazia e gli interessi comuni.
Ora non solo i comunisti, si sono messi di mezzo anche questi ambientalisti a distruggere il nostro comodo progresso che ha reso il mondo una latrina….

Vi è stato nel passato una disciplina scientifica chiamata "eugenetica" in cui si auspicava al perfezionamento della specie umana, attraverso lo studio e la selezione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positvi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica negativa). Si teorizzò una razza superiore mediante l’incrocio selettivo degli adatti (darwinismo sociale). Essa raggiunse il suo culmine durante il nazismo, quando fu utilizzata nel famigerato progetto per la “purezza della razza ariana”. Ora per salvare il nostro pianeta sarebbe auspicabile qualcosa di simile, nel senso che solo tramite l'informazione giusta e da ognuno selezionata, valutata ed'infine elaborata si possono capire i veri meccanismi sul cambiamento climatico. Chi di voi sa di cosa è composta l'aria? Come vengono prelevati i dati sull'inquinamento, il valore attuale delle polveri sottili nella nostra città e da cosa vengono provocate? Eugenetica potrebbe forse migliorarci se oltre alle nostre vite monotone aggiungessimo più valori positivi, applicazione per conoscere meglio la realtà e decidere sulle proprie azioni in base al ragionamento nostro e non di qualche scienziato che a detto ... Anche il marketing come attività di convincimento non avrebbe senso se le nostre scelte fossero indirizzate a ricerche personali. Invece dobbiamo subirci le estrapolazioni “complottiste”, le accuse di conquista del mondo e altre boiate che un giorno ci offrono visioni apocalittiche, e subito dopo qualcuno smentisce tutto! Come stupirsi che le industrie del tabacco neghino gli effetti negativi delle cicche? In fondo, in economia, ognuno porta soldi al proprio portafoglio, e chi se ne frega del vicino, anzi….

Quindi non servono tanti articoli per rendersi conto che la velocità dei cambiamenti attuali non è del tutto normale. È più credibile che questi tiranni e signori dell'economia, stanno cercando di boicottare l’ambientalismo foraggiati da petrolieri. È stato accertato che il governo Bush durante il suo mandato, prima di avere lo slancio ecologico, ha censurato articoli e rapporti che non gli facevano comodo.

Sul problema del riscaldamento globale la scienza rischia di perdere la sua credibilità. Io voglio sapere se è vero che le attività dell’uomo stanno portando a uno sconvolgimento delle caratteristiche climatiche di questo satellite del Sole. Vari gruppi sovvenzionati con del denaro pubblico ha lavorato per diversi anni portando l’opinione pubblica mondiale a credere che la scienza ha capito tutto sul clima: Presente, passato e futuro. Se fosse vero, il destino climatologico del nostro pianeta dovrebbe essere privo di incertezze e sotto il rigoroso controllo della Scienza. Non è così.

Da un libro scientifico riporto questa affermazione: "Non esiste l’equazione del clima. Detto in termini esatti, i modelli climatologici, sono un sistema di «equazioni differenziali non lineari fortemente accoppiate» che hanno come soluzioni soltanto approssimazioni numeriche per le quali è necessario l’uso di «parametri» liberi".

Stiamo parlando di modelli matematici le cui conseguenze si valutano in miliardi di dollari e coinvolgono la responsabilità di tutti i governi del mondo. Il grande pubblico vuole sapere quali sono le conclusioni che il rigore scientifico può permettere di derivare dall’analisi delle misure fatte. Ecco le risposte. Esistono due scuole di pensiero. Una fa capo a Richard Lindzen del prestigioso Mit, che critica i modelli usati dagli scienziati dell’Ipcc. L’altra fa capo a Ants Leetmaa del Geophysical Fluid Dynamics Laboratory di Princeton, massimo esponente scientifico dell’Ipcc.

Un’analisi sulle variazioni climatiche dei periodi trascorsi, da milioni di anni fino a pochi secoli fa, dimostra che i raggi cosmici influiscono molto sul destino del clima, ma nessun modello matematico ha finora introdotto questa variabile. La matematica dei modelli è molto complicata. Non voglio scoraggiare i costruttori di modelli matematici, anzi sono da incoraggiare a far meglio, senza però avallare come perfettamente valide le loro previsioni, quando esse vanno al di là del prevedibile.
Chiudo con una conclusione: le condizioni dettate dal trattato di Kyoto e li altri che sono seguiti, non avranno alcuna influenza sulle variazioni climatiche. Se ne può fare a meno. Non della lotta all’inquinamento planetario e del rigore scientifico! Senza un modello di pensiero cosiddetto"eugenetico" cioè un nostro comportamento attivo nelle scelte di ogni giorno, la nostra estinzione è solo questione di secoli.


Inverno scacciapensieri 15/03

È più forte il timore di apocalittici scenari
di surriscaldamenti climatici ancora da provare
e puntualmente smentiti, o questo inverno senza fine?

Scende la notte nessun fiore è nato
una desiderata primavera ho sognato

Invano leggo le previsioni ma sanno tutte di freddi a venire
e la rassegnazione dilaga che l'inverno non avrà più fine

Inizialmente parlavo di timori climatici e di catastrofi ambientali
ma erano pure allusioni o propagande mentali

La realtà è superiore alla nostra comprensione
che non avendo più adesione con la natura fa a botte

e ripensando alla notte senza nessun fiore nato
mi chiedo quanto serva essere garbato con le stagioni

Esse seguono un loro schema adattandosi
oltre le nostre azioni nocive

discende lieve lieve la fiorita neve.

Sapranno i miei umori superare tanta bellezza stagionale?


Periodo 2009


La mia parabola sul clima 16/07

Parlare del clima oggi è trendy e crea consenso ovunque. L'hanno fatto al G8, dove hanno stabilito la riduzione delle emissioni nocive entro il 2050. Per quella data, hanno affermato i leader mondiali, la Terra avrà esaurito tutte le sue risorse naturali, non esisteranno più boschi, fiumi, laghi e foreste, metà del suolo terrestre sarà sommerso dall'innalzamento dei mari e forme di vita umane e animali saranno sempre più rare. La riduzione dell'inquinamento sarà dunque una conseguenza inevitabile. Entro quella data molti di noi saranno 70enni altri saranno passati a vita migliore e poco ce ne potrà fregare del clima.

Diciamo che ho letto il pensiero di una maggioranza che assiste inerte dal punto di
vista delle decisioni importanti da prendere a livello politico ed economico. Dal punto invece pratico siamo noi maggioranza attiva a causare con le nostre azioni il danno più grande. I grandi della Terra si sono compattati sul clima e hanno trovato l'intesa, la riduzione dell'80% dei gas serra entro il 2050. Dobbiamo salvarci senza aspettare i politici grida qualcuno altrimenti sarà troppo tardi. Spetta a noi fare sacrifici e i sensi di colpa non mancherebbero di certo. Dovremmo inventarci personalmente un nuovo modo di spostarci senza inquinare. Magari potremmo compiere i 30 o 40 chilometri che ci separano dal posto di lavoro correndo così faremmo qualcosa per la nostra salute. Durante il tragitto muniti poi di robusti zaini caricheremo direttamente dai verdi pascoli i legumi ancora freschi che un contadino generoso ci venderà a buon prezzo.

Chi se ne frega poi se molti posti di lavoro andranno persi per il mio basso consumo di apparecchi domestici altamente tecnologici, vestiti alla moda o viaggi esotici per le vacanze. Il senso di colpa o il menefreghismo entrando in simbiosi con le mie modeste o esose pretese cambierebbe si la mia coscienza finalmente sollecitata dalle mie scelte, ma causerebbe la non credibilità come cittadino ottuso. Cioè i guardiani delle finanze con i vari strumenti creati dalle leggi della politica metterebbe a freno il mio liberalismo al contrario. Non più la ricerca del profitto personale ma la ricerca personale di scelte dettate dal proprio istinto. Un pazzo sano in poche parole. Come snobbare l’intero sistema dei servizi e strumenti, che ci danno ricchezza, gioventù eterna, successo e piaceri a portata di mano.

Il seguito di questi pensieri d’estate di natura “beppegrilliana” ed’eversiva ricalcano quel modello di pensiero che hanno un’effetto placebo sulla coscienza niente più. Fa parte dell’oceano di pensieri da consumare ed’alleviare le nostre nevrosi.

Contro i potenti:

Come resistere allo strapotere delle multinazionali, agli errori e ai crimini della politica globale, alla devastazione dell’ambiente ecc. Al G8 per entrare sul concreto c'è intesa sul clima. Hanno stabilito che fa caldo! Meno male che ci pensano loro a questa faccenda che a secondo dell'articolo che capita tra le mani è catastrofico o minimalista. Quelli dell'Enel ci tranquillizzano dichiarando: NESSUN PERICOLO PER L'AMBIENTE. E gli effetti sull’ambiente? Gli ingegneri dell’Enel spiegano che la centrale attingerà acqua dalla Bonifica all’origine del paese e, dopo aver raffreddato il reattore e aver imprigionato i fumi inquinati di diossina, la reimmetterà nel canale completamente disinfettata per effetto delle radiazioni e a una temperatura di 37°. La diossina però è fortemente cancerogena.

Gli scienziati dichiarano: “La diossina è cancerogena se dispersa nell’aria e inalata". "Quando invece è disciolta in acqua, assume incredibili proprietà benefiche per la pelle”. Meno male che loro pensano a queste cose dico e mi tranquillizzo.

Chi è dunque il nemico in questa situazione? Chi senza intermediari diffonde informazione? Dovremmo limitarci a guardare la TV e leggere (sempre meno) i quotidiani, che sparano disinformazione e mal informazione a tal punto da nausearci e a farci virare a un altro schermo sempre più in voga. Il Computer. Navigando in mezzo ai siti per ore e anche di più il tempo non rimane per guardar la Tv! Ecco perché è la rete, è il gran competitore, il nemico numero uno preso nel mirino dei potenti in un prossimo futuro.

E noi mansueti come greggi o schiavi moderni con il nostro click votiamo incoscientemente i prodotti pubblicizzati da questo nuovo fenomeno. I burattinai ci impongono di cambiare le leggi ci vogliono pecoroni e incapaci di riflettere. Il mondo non può attendere i cambiamenti urgenti sul clima, sull'economia sempre più allo sbando per non parlare dei servizi sociali sempre più dimezzati. È nostra
responsabilità attuare una svolta di comportamento verso la politica sempre più distante dal popolo e sempre più vicino o nelle mani dell'economia.

Noi esortiamo ai grandi della terra a stabilire obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2020, in linea con quanto gli scienziati ritengono sia necessario per evitare una catastrofe climatica. I paesi ricchi devono aiutare quelli in via di sviluppo ad adattarsi e adottare un futuro di energie pulite, e devono fare la loro parte per ridurre le emissioni in tempo!
L'umanità che condividiamo non chiede niente di meno di questo. Dobbiamo lasciare la soluzione del problema delle emissioni in eredità alle prossime generazioni purtroppo.

Io già educo mio figlio su ciò che lo attende e lui preoccupato si aspetta delle
spiegazioni che nella mia ignoranza non posso enunciare. In tutti questi decenni passati l'economia ha imposto la cultura della ‘deregolamentazione’; si è fatto del liberalismo, del libero mercato, della libera iniziativa una sorta di feticcio. Ora, però, si vedono le dannose conseguenze della mancanza di controllo da parte di stati, dei governi, ma forse, soprattutto, dell’assenza di autodisciplina da parte degli operatori interessati. Perché allora i governi insistono tanto sul nucleare? Perché non c’è un paese al mondo in cui si sia arrivato alla scelta del nucleare in maniera autenticamente democratica. Di solito le popolazioni e gli stessi Parlamenti sono contrari. Perché noi vogliamo migliori e più economici i trasporti pubblici e i governi continuano a incentivare le industrie che producono auto? In quest’ultimo caso, come in quello del nucleare, a spingere in una certa direzione è il potere delle grandi lobby, alle cui richieste purtroppo molto spesso
la politica tende a piegarsi. I nostri politici vivono nelle capitali, nelle loro ovattate stanze, da dove effettivamente non hanno una conoscenza della realtà. Anche la campagna elettorale ormai si fa via televisione, senza un contatto diretto con i problemi della gente.

Non si può tornare indietro e che, così facendo, si metterebbe a repentaglio un intero sistema industriale, con conseguenze negative anche per l’occupazione ci inculcano. In realtà, su quest’ultimo punto le cose sono all'opposto. Non c'era chi sosteneva che sono state le macchine o i fertilizzanti chimici che hanno prodotto
disoccupazione? Intanto leggo che un miliardo di persone che non hanno cibo a sufficienza. Non vi sono ricette e anche ciò che ho scritto perlopiù letto qua e là, non sconvolgerà nessuno.

La mia ricetta è semplice e l'ho ripetuta alla noia.

- Boicottiamo i prodotti superflui e smettiamola di alimentare sempre più seguendo ogni moda tecnologica o vestiari, musicale o altro prodotto per il semplice fatto che lo fanno tutti.

- Alimentiamoci in modo più sano evitando i prodotti imballati nelle scatole o lattine, cibi precucinati, bevendo acqua dal rubinetto come in una cittadina dell’Australia dove hanno bandito dal proprio territorio l’acqua imbottigliata. Uno spreco di energia e spesso una svendita della risorsa pubblica. Intanto anche il Congresso Usa affronta il problema dell’impronta ecologica dell’acqua confezionata. E mentre nel mondo i consumi di acqua imbottigliata calano, l’Italia resta il terzo consumatore al mondo.

- Pensare alla spazzatura già al momento dell’acquisto.

- Al momento dell’acquisto considerare la qualità, la durata del prodotto e la possibilità di riparazioni.

- Preferire le lampadine a risparmio energetico, le fluorescenti compatte.

- Evitare la posizione di stand-by negli apparecchi elettronici, almeno là dove si può.

- Usare i servizi in Internet per effettuare le chiamate telefoniche, l’acquisto delle merci più varie. Dai Computer ai mobili, viaggi, automobili ecc.. In pratica è quasi tutto disponibile dal web. L’importante è studiare attentamente senza frenesia le offerte.

- Conducendo una vita in cui fare dello sport sia integrato nelle abitudini settimanali, scegliendo sport meno costosi. Tipo nuoto, corsa, bicicletta o passeggiare.

- A tutti gli amanti della lettura consiglio la scelta di libri di seconda mano tramite amici, o librerie specializzate senza dimenticare Internet che giornalmente offre in media qualche millione di pagine nuove da leggere o consultare.

- Nel web inoltre vi sono molti siti specializzati nei consigli sul fai da te per il cibo, il vestiario, le feste e il tempo libero.

Vi rimando ad’una mia rubbrica in allestimento sul mio sito che avendo come tema l’ambiente si occupererà di tutti questi temi dedicati al risparmio. Basterebbe osservarci come esseri unici con le proprie idee e gusti e nessuna pubblicità avrebbe più senso di esistere! La domanda che nasce spontanea è quale scopo organizzare la propria vita con il motto del risparmio. Per accumiulare soldi e soddisfare qualche sogno nel cassetto? Non proprio per quel che mi riguarda. Bensì per mettere in ginocchio l’intero sistema produttivo affinchè succedano due cose importanti che cambierebbero il valore qualitativo delle nostre vite.

1) Avendo meno spese e sprechi l’industria si adatterebbe ai nostri bisogni e la parola marketing scomparirebbe, essendo noi stessi padroni delle nostre decisioni, inoltre l’ambiente ce ne sarebbe molto grato.

2) Essendo meno impegnati a rincorrere tramite il lavoro e gli impegni incessanti le merci da consumare e gettare, avremmo a disposizione unicamente solo per noi il bene più prezioso: il tempo. Questo costoso tempo diventerebbe gratuito in quanto a portata di mano e libero dagli orari e di incontrare finalmente le persone che prima non avevano mai tempo come noi del resto.

Una ultima notizia che mi ha colpito, riguardava l'esplosione dei prezzi delle casse malati e del consumo dei medicinali in Svizzera. Si è fatto notare che ben il 60% degli investimenti cade per pubblicizzare i vari farmaci immessi sul mercato. La maggior parte di essi non è poi così innovativa o migliore da giustificarne un aumento del prezzo. Così spendiamo qualche migliaio di franchi in medicine ogni anno e oltre a risentirne il portafoglio creiamo una dipendenza ben peggiore del fumo o quasi alla pari con la dipendenza all'alcol. Su questo i quotidiani fanno silenzio o ne parlano poco. Piuttosto si preoccupano di riempire meta delle loro pagine con inserti pubblicitari, perché di quelle ci vivono. Vi siete mai chiesti perché le città in questo paese ci regalano i giornali?

Conclusioni:

Unificando le teste con le non idee ma semplici dati, l'uomo moderno in balia delle proprie occupazioni, dei conti da pagare, dei leasing aperti ecc.. come potrà trovare il tempo per opporsi e non subire tutti queste leve di un meccanismo ormai fuori dal nostro controllo.

Battiamo cantava anticipando i tempi:

Tramonto occidentale

Tornerà la moda dei vichinghi,
torneremo a vivere come dei barbari.

Friedrich Nietzsche era vegetariano, scrisse molte lettere a Wagner

ed io mi sento un po' un cannibale e non scrivo mai a nessuno,
non ho voglia né di leggere o studiare,
solo passeggiare sempre avanti e indietro lungo il Corso o in Galleria,
e il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco, non mi fa male.

Tornerà la moda sedentaria dei viaggi immaginari e delle masturbazioni;

I'analista sa che la famiglia è in crisi, da più generazioni,
per mancanza di padri, ed io che sono un solitario non riesco;
per avere disciplina ci vuole troppa volontà.

Mi piace osservare i miei concittadini specie nei giorni di festa
con bandiere fuori dalle macchine all'uscita dello stadio
e mi diverte il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco.



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Last modified August 22, 2010