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Quando la ripresa economica dipende anche dal sacrificio da parte
delle classi meno adiacenti, ecco allora si puņ parlare di ripresa
ma degli utili delle aziende.
- 10 settembre 2007
 



Lavoro


 

 

 

Periodo 2013

La distruzione del lavoro 15/11

Primo esempio - "Tradato de Libre Comercio"
Ecco alcuni esempi di come il neocolonialismo riduca alla fame i contadini in Colombia e in altre succursali dei paesi più ricchi. Tramite un trattato stipulato con il governo Obama (Tradato de Libre Comercio) il governo colombiano ha approvato una legge che proibisce ai contadini di usare delle sementi naturali. In pratica l’agricoltore vive del commercio del mais che produce con il suo sudore. Una parte la vende e l’altra la utilizza per sfamare se stesso e la sua famiglia. I semi più belli e grandi sono invece utilizzati per la semina successiva. Il TLC vieta tutto questo e trasforma i contadini, in fuorilegge. I semi “non certificati” sono di fatto proibiti. Quali sono gli unici semi certificati? Gli OGM! Il TLC obbliga quattordici milioni di contadini colombiani a utilizzare semi OGM, li costringe a comprarli ogni anno (gli OGM sono semi sterili), li costringe a utilizzare pesticidi e fertilizzanti chimici, li costringe a essere sempre meno indipendenti, li costringe a vendere la terra prima di finire in qualche degradata periferia. Ovviamente le principali multinazionali del mercato transgenico sono tutte nordamericane: Monsanto, Cargill, Dupont. Ho visitato circa venti anni fa questo meraviglioso paese, e vi posso assicurare che a parte le caotiche citta, i contadini e gli stupendi paesaggi sono qualcosa di veramente stupefacente per quanto riguarda l’allegria e l’impegno che questo popolo ogni giorno dell’anno dona per vivere dignitosamente. Ma i tecnocrati del FMI e della Banca Mondiale torneranno presto alla carica, questo e poco ma sicuro. Il tutto sarà tenuto all’oscuro all’opinione pubblica mondiale, che di questo paese comunicherà le solite notizie sui Narcos e il degrado sociale. Grazie alla rete e a tutti gli interessati, qualcosa sembra muoversi anche a queste latitudini. A oggi Santos ha bloccato la "resolucion 9.70", ma per quanto questo paese, succursale degli USA da quando, nel 1948, il Presidente Gaitan fu ucciso a Bogotá, resisterà? Sapranno i contadini e il resto della popolazione abituati ad abbassare la testa opporsi? Che Guevara insegna:

O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.

Secondo esempio - Self-Scanning
La Migros ha creato una nuova tecnologia che permette alla clientela di fare la spesa ancora più comodamente e velocemente. Con il Self-Scanning (pensato per la grande spesa) e il Self-Checkout (pensato invece per i piccoli acquisti) ogni cliente può passare allo scanner i prodotti, imbustarli e pagarli comodamente da solo.

Leggendo sul sito del grande distributore i vantaggi per il cliente sarebbero i seguenti:

I clienti non dovranno più fare lunghe code alla cassa, perché potranno pagare da soli la propria spesa. Si ridurranno così i tempi di attesa.

Ho osservato per caso sia il “Self-Scanning” come anche il “Self-Checkout” nelle filiali dell’aeroporto di Zurigo e nella filiale di Oerlikon, e devo dire che dopo circa quindici minuti seduto comodamente su di una panchina (in attesa di mio figlio), il risultato proclamato sul sito (vedi in alto), era alquanto incoraggiante. Per il sistema “Self-Scanning” la Migros richiede la carta Cumulus per consegnare a ogni cliente uno scanner. Per il sistema self-checkout non è necessaria la carta Cumulus. La fila che avevo davanti ad una normale cassa era di circa quattro clienti, che in meno di 6-7 minuti si era liberata. Ho impiegato per sbrigare il mio pagamento un sabato pomeriggio una decina di minuti. Ebbene osservando i malcapitati clienti alle tanto innovative e futuristiche casse “Self Service”, ho calcolato per cliente con un minimo di dieci articoli dagli otto ai dieci minuti di tempo impiegato per compiere l’intera operazione. Ovviamente il sistema non automatizzerà tutte le filiali, e vi saranno sempre (al momento) le casse tradizionali. Ho fatto un’ultima riflessione sociale che è poi il fine ultimo di ogni innovazione (ecco il populista di turno). Come per ogni progresso meccanico di automatismo di processi ripetitivi, il fine ultimo sono la razionalizzazione e riduzione dei costi. Se poi il venditore vuole convincerci che Il progetto "Subito" non mira in alcun modo a ridurre il personale, e che i collaboratori sono il capitale più prezioso di una filiale e questo principio non cambierà, sta a ognuno di noi crederci o no. Nelle filiali pilota ci sono persone appositamente formate che possono consigliare e aiutare i clienti in ogni fase dell'acquisto, leggo sempre sul sito del distributore. Facendo quattro calcoli per 8 “Self-Service” installati, ho contato due cosiddette “persone appositamente formate”. Che fino hanno fatto le altre 6 che prima lavoravano alle casse tradizionali? Di cosa m’impiccio io “Davide” della situazione, di fronte ai “Golia” dell’industria alimentare? Un giorno o un futuro da pecora sarà questo il modo migliore di vivere?

Terzo esempio – i mestieri fantasma
Vi sono paradossalmente dei mestieri fantasma, che sembrano in forte contraddizione con una realtà economica che apparentemente è avara di posti disponibili. Quali sono, con esattezza, questi mestieri ‘fantasma’? Soprattutto le aziende che cercano idraulici, falegnami, parrucchieri ed estetisti, saldatori e addetti a macchine utensili automatici o robot industriali. Il posto di lavoro dovrebbe essere un traguardo ambito, soprattutto da parte dei giovani. Per capire perché questi lavori, nonostante tutto, non piacciono, si scopre che le difficoltà nel reperimento di questa manodopera sono legate alla mancanza di esperienza o di qualificazione, per mancanza delle strutture formative e per la forte concorrenza tra le imprese sul mercato. A mio parere le insufficienti motivazioni di carriera e la mancata disponibilità a fare turni, notturni o festivi: insomma, una scarsa propensione generale ad accettare un lavoro che richiede qualche sacrificio, sono le ragioni di questa situazione. La ‘nuova’ economia non guarda più al lavoro. In barba ai proclami di molti politici, gli impieghi scompaiono mensilmente, coinvolgendo ormai anche le classi a medio e alto reddito. L’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, cuore del capitalismo avanzato, alla quale aderiscono i trenta paesi più ricchi, tra cui la Svizzera) ci dice che l’anno prossimo nella sua area ci saranno cinquantasette milioni di disoccupati, venticinque milioni in più della fine del 2007. La ripresa non crea posti di lavoro, e tantomeno il tanto proclamato PIL che a tutti noi è ovvio come bere un bicchiere d’acqua. Da Wikipedia, infatti, cito: La produzione totale di beni e servizi dell'economia, diminuita dei consumi intermedi e aumentata delle imposte nette sui prodotti (aggiunte poiché componenti del prezzo finale pagato dagli acquirenti); tale ammontare è pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica, aumentata delle imposte sui prodotti (IVA, imposte di fabbricazione, imposte sulle importazioni) e al netto dei contributi ai prodotti (contributi agli olivicoltori, alle aziende comunali di trasporto, ecc.); il PIL è, infatti, il PIL è detto interno poiché comprende il valore dei beni e servizi prodotti all'interno di un paese.

Le mie conclusioni
E’ possibile che il nostro sistema non solo economico ma anche sociale si poggi su dei principi riguardanti l’essere umano come un soggetto mosso da un unico sentimento: quello del profitto e tornaconto personale e basta? Per chi vede dei complotti ovunque, vi sarebbe un gruppo di menti più che geniali e diaboliche, impiegate dai tempi della guerra fredda, che ha trasformato uno dei tratti dell’animo umano, l’egoismo, in una formula matematica, che è quello che oggi governa il mondo? Non credo proprio, anche se molti analisti o come va di moda per chi è all’opposizione nella politica nostrana, vedono menti diaboliche ovunque.

Come lavorare dunque senza fissa dimora se necessario, o adattarsi a dei drastici cambi della propria vita? Le nuove tecnologie hanno cancellato le distanze, annullando lo spazio fisico che separa i soggetti al punto che l’uomo contemporaneo è costretto a rielaborare i propri modelli d’interazione sociale al di là del senso del luogo. Così, nasce la necessità di connettersi all’innovazione. Ogni giorno assistiamo alla nascita di nuove opportunità di business, in un mercato che ha come suo cliente il mondo intero e che sarà sempre più orientato verso i piccoli settori, cioè le NICCHIE DI MERCATO. Partendo dalle proprie passioni e dalle proprie competenze, tutti possono accaparrarsi uno spazio, la propria NICCHIA e svilupparla. In fondo anche l’occupazione si modernizza e adegua a cambiamenti del proprio tempo. Il problema principale è nella mente delle persone, che non solo nell’ambito occupazionale ma anche sociale, spesso arranca nella fase decisionale e si adegua alle scelte meno rischiose o perlomeno più comode. Con il rischio di trasformare la società in sciami di parassiti che succhiano il midollo dello stato sociale e assistenziale.





Lavorare per vivere 10/11

Quali cure neo liberiste per risolvere il problema del debito sovrano, la situazione c’è già sfuggita di mano.

Esse mortificano le risorse e i talenti dell’Europa avvantaggiando gli interessi di gruppi finanziari cui i nostri politici sono tanto cari.

Gli interessi dei cittadini, e la svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni delle nazioni sono il risultato delle loro azioni.

Sarà demagogia o populismo, questo mio non asservismo? Agli ignari di giudizio critico ma d’individualismo, lascio la sentenza sperando da ciò che segua una clemenza.

Io dico, non si può continuare a prestare soldi alle banche per salvare gli Stati e agli Stati per salvare le banche.

Chi salverà noi senza più capitale? Non parlo da manovale sarebbe un pregiudizio, ma tantomeno approvo l’armistizio.

Per tutti quei galeotti ed evasori che come ricompensa non solo salvano i loro malloppi ma la passano anche liscia.

Povera patria cantava Battiato io sono ormai senza fiato, vi sono in giro troppe facce toste.

Tornando e rivangando sul problema principale che affligge lo stivale, in altre parole la spesa sociale.

Non capisco perché altri paesi situati più a nord avendo uscite più elevate hanno tripla A assegnate?

Se il problema è il debito, i Paesi più indebitati del mondo (Giappone e USA) godono di valutazioni elevate o sono tutte storie inventate?

Forte sono i sospetti, del conflitto d’interessi, perché chi emette titoli speculativi contro i Paesi indebitati, fa parte degli stessi gruppi sopra citati.

Non è concentrandosi sulle finanze pubbliche e trascurando il problema urgente dell'impoverimento della gente con la disoccupazione che dilaga, che avremmo tutti un’adeguata paga.

Non è il rigore imposto dai tedeschi o l'austerity difesa da tutti i leader europei che potrà cacciare questi Sadducei del capitale che già ha seminato tanto male.

In altre parole, un’economia subordinata ai cittadini ormai sempre più poveri e pellegrini.

Chi avrebbe predicato una logica mercantilistica in cui la finanza e i mercati sempre più soggiogati si sostituiscono alla democrazia?

L’impotenza della politica è questa la mia critica.

Sulle fonti energetiche concentrate, che hanno creato una società altrettanto concentrata con ricchezza e potere nelle mani di un’élite mondiale sempre a caccia di più capitale.

Diciamocelo. Questo modello ha prodotto ingiustizia sociale e danni ambientali tra i più gravi.

Sogno tanto posti di lavoro che forniscono un reddito adeguato e meritato, senza distruggere la vita sociale e ambientale.

Lasciando il tempo di occuparsi della vita personale, degli affetti, e delle relazioni umane.

Perché si lavora per vivere, e non si vive per lavorare, è questo il pilastro su cui poggiare.

In un futuro non troppo venturo in cui i beni saranno prodotti dalle macchine, tutte le nostre tattiche politiche saranno vane.

Il “Sogno Europeo" per il momento è diventato un incubo per mancanza d’incompatibilità e responsabilità.

Delle forze politiche tradizionali e rassegnate

Assurde come tutte le associazioni legate ai partiti che con le loro procedure burocratiche e statiche e regole instabili e mutevoli, rendono tutto per niente agevole ma deplorevole.

Non è svendendo i nostri beni comuni che si fermeranno i lupi.

Dobbiamo ripartire dalla valorizzazione dell'essere umano che al suo interno è sano.

La soluzione è in pratiche commerciali a rifiuti zero, pratiche energetiche e industriali a emissioni zero e pratiche alimentari a chilometro zero.

Lo zero come vera manna quasi fosse una mamma

Una mamma che possa rapidamente creare sviluppo e occupazione in alternativa ad una rivoluzione

Lavorare per vivere lo vogliamo capire? Si può fare si può fare basterebbe cantare.

Periodo 2011

Mobilitazione al contrario 17/10
Molti segnali di protesta stanno nascendo un pò dappertutto laddove regna sempre più carenza di lavoro e servizi sociali. Alcuni vedono delle somiglianze con i movimenti della primavera araba, che ha di fatto rovesciato quei governi nordafricani. In pratica migliaia di giovani sopra tutto, nei vari paesi sviluppati e dove in apparenza il benessere dovrebbe essere distribuito in modo equo, avendo sempre meno speranza (secondo l'opinione diffusa) di un lavoro e sostegno sociale, chiedono un cambiamento radicale dell'attuale modello di (sotto) sviluppo e la partecipazione diretta alla democrazia.

La miccia che ha fatto accendere i vari focolari in molte città europee e americane, sono i ragazzi chiamati "Los indignados". Gli indignati, ma il loro nome è "Movimiento 15-M", dal 15 maggio, il giorno in cui è nata la protesta. Non si riconoscono in alcun partito. Non ci ricordano qualcosa? Dallo scorso 15 Maggio nella Piazza Puerta del Sol di Madrid si stanno accampando migliaia di spagnoli, per manifestare in difesa dei propri diritti di cittadini contro il fallimento dell’attuale sistema politico. L’obiettivo è semplicemente quello di farsi ascoltare dal proprio governo, al grido di “non siamo mercanzia in mano a banchieri e politici”. Come direbbe il re dei populisti italiano Beppe Grillo? Vogliono cambiare il sistema, fermare i poteri occulti che dominano il Paese, distribuire il potere al basso.

Leggendo alcuni siti di questi movimenti scopro che accanto a loro si muove un esercito di adulti, anziani, con gli occhi che luccicano per il risveglio insperato di figli e nipoti. Gli imputati chiamati a gran voce in tutte queste manifestazioni da Wallstreet, Roma, Parigi e anche la nella tranquilla Zurigo sono i banchieri, il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e tutto il mondo della finanza in generale.

Mi fermo nella descrizione di fatti già ampiamente commentati da tutte le testate giornalistiche, dei vari telegiornali e internet, per porre la seguente domanda:

È davvero giusto protestare in massa su temi e argomenti che a malapena conosciamo, o essendo l'informazione in mano a chi ci governa che a sua volta è succube del mondo della finanza spaccera sempre e solo verità distorte? Arriverà tra non molto un bavaglio dell'unico vero strumento non ancora del tutto sotto controllo del capitalismo ovvero Internet. È da questo media favoloso e allo stesso tempo pericoloso che molti movimenti si sono sviluppati, e formati in prevalenza nelle giovani generazioni che non vedono prospettive per il loro futuro (tramite Internet lo stesso Obama è stato eletto presidente). Si chiamano tutti "Movimento" e hanno un 5 tutti e due nel nome ("Gimme five!"), vogliono una riforma del sistema elettorale, l'abolizione di leggi ingiuste, l'esclusione degli indagati dalle liste elettorali, il divieto di finanziamento ai partiti e sono contro l'oligarchia dei partiti e per una democrazia partecipata.

Le vere rivoluzioni nascono si dal basso, ma guardandoci più da vicino, a parte questi incappucciati che si fanno chiamare "Black bloc", il resto del corpo sociale é molle, manca di prassi politica e di potenza. Finisce preda del populismo becero di un Grillo o di un Dipietro che ne traggono altrettanto lucro come coloro che essi combattono.

Il vero fallimento di queste manifestazioni che spingono migliaia di onesti cittadini a manifestare la loro si reale indignazione, è che le attenzioni maggiori sono verso gli atti di violenza, i danni recati e le forze dell'ordine impiegate. Qualcuno credeva forse che le manifestazioni di Roma potessero finire diversamente? È andata esattamente come previsto. Demonizzare i movimenti da parte dei partiti della maggioranza e dell'opposizione è perfettamente riuscito!

Si dirà che tutti gli Indignados, Pirati, o in genere i cittadini che esprimono il loro malcontento di vari continenti sono dei violenti che devono essere fermati per la difesa della democrazia e dell'ordine pubblico. Alla fine questi ragazzi vengono trattati come carne da macello dai partiti e da alcuni giornali.

Io invece dico che il popolo ha una parte di complicità, complice nell'essersi fatto abbindolare dalle promesse dei camerieri delle élite, complice di non essersi mai voluto informare e impegnare, quello stesso popolo che poi va a chiedere raccomandazioni per posti di lavoro, quello stesso popolo che tenta varie "furbate" per fregare il prossimo, che se trova una scorciatoia non si fa problemi a imboccarla, quel popolo ipnotizzato davanti alla TV. Sono convinto che i fatti avvenuti a Roma non dipendono dall' italianità, che non esiste! Francamente ho i miei forti dubbi che un cosiddetto tedesco o francese in italia si comporterebbe in maniera diversa dai cosiddetti italiani.

Le mie formule come sempre sono inesatte e a volte contraddittorie ma sono certo che l'uso della violenza oggi non è efficace. Essa porta solo alla rivoluzione, da cui discendono regimi autoritari e non democratici. Altro fattore importante è la nostra più totale mancanze di formazione militare, e non saremmo mai in grado di confrontarci con tecniche e tattiche di guerriglia urbana con la polizia, se non facendosi scudo di cittadini inermi dentro manifestazioni pacifiche. Cosa dire poi di questa violenza strumentalizzata, e attuata in modo codardo, alla cieca a viso coperto?

Io sono per una rivoluzione pacifica e di indignazione da attuare seguendo questo semplice principio: Le città e le periferie sono mobilitate perennemente. Basta guardare i grandi centri commerciali la sera o nei fine settimana, oppure per andare al lavoro. Ci mobilitiamo compiendo giornalmente dei veri mini esodi. In sostanza Il popolo è mobilitato per il guadagno e per il consumo o i grandi esodi per le vacanze. Senza queste mobilitazioni l'intero sistema crollerebbe nel giro di poche settimane giusto? Occorre dunque solo concentrare l'azione non di come mobilitarci ma di su ciò che non dobbiamo fare. Smettiamola di acquistare il superfluo, di rincorrere ogni moda e stato sociale elevato possibile. Comportiamoci in modo onesto con il prossimo, sul lavoro con i nostri vicini e famigliari. Il problema sono e restano i politici, le banche, i finanzieri? Bene non investiamo più in mutui a pagamento a vita, smettiamola di vivere al di sopra delle proprie possibilità facendo dei leasing a raffica perchè non sappiamo privarci di niente. Non andiamo dal medico anche quando potremmo farne a meno, diminuiamo il consumo di medicamenti e alcol. Mancando il nostro contributo di consumatori a tutte queste aziende del consumo, la lotta sarebbe si impari dato che noi costituiamo la maggioranza.

Invece scendiamo in piazza per avere diritto tutti al benessere e al lavoro, senza accorgerci di fare il gioco delle banche, e dei finanzieri. Oggi ogni organismo di democrazia è stato superato da sigle misteriose per la gente: WTO, BCE, FMI. Il nostro destino è nelle loro mani, ma non sappiamo chi li dirige, chi ne decide gli obiettivi. Sappiamo però che decidono dei nostri destini, ed 'è per questo che l'unica vera arma di lotta è il boicottaggio dei loro prodotti, vivendo una vita di austerità e pace interiore. Vi sono state altre grandi crisi nel passato che in nostri padri hanno sempre saputo con l'impegno e il sacrificio risolvere. Io sono per la rinuncia del consumo come arma da affilare. Ecco l'ultima ed'efficace strategia che metterebbe tutto il sistema in ginocchio. Basta con la crescita ad'ohni costo?

L'ideologia Neoliberista 26/01
Nasce a Chicago negli anni ’60, il padre si chiama Milton Friedman, conquista la politica di tutto il mondo ricco in soli 20 anni, attraverso i finanziamenti immani della Commissione Trilaterale, del Gruppo Bilderberg, e della maggiori fondazioni di destra americane. Dai sostenitori questo pensiero e modi di agire viene chiamato "Efficienza economica e libertà". Dato che è evidente ai più che non vi può essere alcuna società libera se le fondamentali libertà economiche vengono negate, chi si occupererà di controllare che oltre alle libertà economiche, anche i diritti fondamentali all'istruzione e alimentazione per tutti, senza dimenticare il rispetto per la natura vengano rispettati? In realtà gli stessi usurpatori fungono da controllori definendo a loro piacimento in modo legale le vie più vantaggiose per arricchirsi, sfruttare e poi fuggire verso altre mete più lucrative. Questa politica del laissez-faire per imporsi ha usato come strumenti, i colpi di stato e di torture perpetuate nei confronti dei ribelli che hanno osato opporsi alle scelte neoliberiste spesso a favore di multinazionali straniere.


Pollo, vuoi lavorare? 20/01
Sull'articolo riguardo al "SI" a Mirafiori vorrei esprimermi non come esperto in materia, ma facendo dei semplici ragionamenti generali sull'economia e su noi dipendenti.
Ritengo opportuno inoltre che il vostro giornale dia spazio per faccende spesso difficili da capire anche a noi profani lettori. Così facendo potremmo noi tutti, comprendere ed'esprimere delle opinioni diverse se non opposte, a ciò che si legge dall'autorevole articolo di turno scritto da dei professionisti. È una grossa bufala parlare di svolta storica e di risultato positivo, l'accordo raggiunto nel referendum dei lavoratori di Mirafiori. Che i tempi stanno cambiando ce ne rendiamo sempre più conto, ma non in senso positivo per i lavoratori (questo discorso vale anche nella nostra benestante Svizzera). Il nuovi contratti che verranno proposti in futuro sono fortissimamente autoritari, e lasciano poco spazio di trattative e tantomeno vantaggi per chi lavora in catene di montaggio. In Svizzera per fare un paragone, già dal lontano 1937 con la "pace del lavoro" parte pregnante della democrazia fondata sulla concordanza, lo sciopero è praticamente scomparso dal panorama sociale nazionale. Questa situazione è stata, evidentemente, molto profittevole per il padronato, molto meno per i salariati, qualunque cosa ne pensino alcuni. In Italia o in altri paesi europei ci stiamo arrivando. Seguendo i discorsi dei sindacalisti o politici, ciò che i paesi non possono più permettersi è di seguire la filosofia del rispetto e diritto dei lavoratori, in quanto i tempi sono cambiati come dice il vostro articolo, e dobbiamo adattarci ai grandi colossi come Cina e India che entreranno presto nel mercato dell’auto, e quando questo accadrà, saltera l’intero sistema produttivo mondiale. Perchè, giusto per dimostrare trasparenza non avete voi o altre testate nazionali italiane pubblicato l'intero accordo/contratto stipulato a Mirafiori? Questa è trasparenza e essere al di sopra delle parti!

In Italia si registra per l'industria una perdita di 4,6 miliardi di euro in busta paga, circa 8.000 euro per ogni lavoratore messo in cassa integrazione. La crisi ha lasciato il segno e, anche con il massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, il risultato è stato quello di un impoverimento dei lavoratori che nel 2010, con il ricorso alla cassa integrazione, hanno comunque visto una decisa riduzione del reddito percepito. Sbraitare è inutile per il lavoratori dell'industria e non solo per il loro degradante stato precario e salariale. Non valgono le parole dissuasive di chi percepisce stipendi da nababbi, evadendo poi il fisco nel paese in cui vive, dire che lui è sempre stato in una situazione di precariato. O altri imprenditori strapagati che attribuiscono i loro introiti alle grosse responsabilità che pesano sulle loro teste.

Il vero pericolo non si riunisce nel nei partiti o nei sindacati. Tra i principali fattori della crisi figurano gli alti prezzi delle materie prime, una crisi alimentare mondiale, un'elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione in tutto il mondo, così come una crisi creditizia ed una conseguente crisi di fiducia dei mercati borsistici. I manovratori stanno nella Federal Reserve in USA, nella Commissione Europea, nella Banca Centrale Europea, nelle Banche Centrali dei Paesi dell’euro, nei ministeri del Tesoro di Francia e Germania e Stati Uniti, ma soprattutto SONO GLI INVESTITORI nella City di Londra, negli Hedge Funds, nei Fondi Pensione europei, a Wall Street, a Pechino. E dettano legge sulle teste di ogni governo, senza eccezione. Chi è a capo delle grandi imprese a loro risponde, sempre. Sono un loro pupazzo. Da qui capite che sbraitare su diritti, salari e occupazione è inutile, è esattamente come sbraitare col cassiere della vostra banca perché i mutui costano troppo. Cedendo la propria sovranità economica al mercato un’azienda, dopo avere succhiato il sangue dei contribuenti, ricatta arrogantemente gli stati minacciando di andarsene, se non saranno loro a dettare le condizioni sociali e lavorative. Avendo indebitato gli stati, l’unico attore in grado di spendere per noi è quello delle multinazionali che domandano: “Investimento sì… investimento no… Lo volete?", "Sììì… per carità”, gridiamo tutti. E allora fate quello che vogliamo noi, quello che voglio io dice l'industriale di turno.

“Pollo, vuoi lavorare?” “Devo, per carità!”, allora adattati sì e stai nel pollaio (e lì crepa), se no niente investimento. Uno Stato a moneta sovrana che spende per la piena occupazione, il piano sociale e la produttività, direbbe ai polli: “Pollo, vuoi lavorare?” “Sì, ma a condizioni di dignità. Iscriviti pollo al programma di Piena Occupazione del mio governo, percepisci un pieno stipendio e ho anche il pieno welfare.” Fantasie? Affatto. La presenza umana in catena di montaggio sarà eliminata. In Korea i nuovi stabilimenti auto non hanno illuminazione, perché non esistono umani là dentro. Inutile versare sofferenze per anni con la sola certezza che sarà per nulla. "Noi pensiamo a come far uscire i lavoratori dalla precarietà” ribadiscono i sindacati. Cretinate, è precisamente il contrario, voi perderete ogni singolo posto di lavoro, è già deciso ma non ve lo dicono. Siamo giustificati, perché non abbiamo il tempo materiale per capire, sapere, orientarci. Da un'aforismo di Nietzsche leggo: "Io amo gli uomini che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano."


Periodo 2010

L'unica soluzione 12/07
Non dimentichiamoci che le risorse materiali per vivere in armonia con se stessi e sviluppare pensieri sublimi, sono anch'esse importanti.

Una delle poche soluzioni pur rimanendo perbenisti e nemici della prepotenza, e salvaguardare questo nostro benessere è quello da parte dei nostri governi di esportare al più presto (anche tramite sanzioni) le nostre conquiste sociali. Il mercato globale è l'identità del mercato, e noi ci ostiniamo a difendere i piccoli orticelli domestici, con atteggiamenti antiquati. La pensione, gli straordinari, il diritto allo sciopero, la malattia pagata, le ferie… sono tutte importanti e irrinunciabili conquiste.

È questa l'unica soluzione irrinunciabile se davvero vogliamo difenderle e fare in modo che non ci vengano negate. Esportiamo la nostre conquiste sociali!

Il perbenista 08/07
Sapere vivere in pace con se stessi reputiamo sia una delle maggiori aspirazioni disse l'uomo della strada.
Fare quadrare il bilancio e aumentare i profitti oltre al benessere famigliare erano le aspirazioni del top manager.

L'uomo della strada che altro non siamo che noi anonimi cittadini perbenisti, comprese che continuando per un cammino fatto di sole soddisfazioni interiori non sarebbe progredito nella scala sociale, a cui influenzato dall'ambiente circostante mirava sempre più assiduamente. Vedendosi poi avanti con gli anni "lavorativi" pensò fosse giunto il tempo di mettere da parte il suo perbenismo fatto di laborioso impegno sul lavoro e genitore modello. Escogitò e si impegnò con ardore nel lavoro fino a giungere ad'una promozione tanto meritata per le sue capacità. Aveva appreso l'indifferenza verso le esigenze altrui, la forza decisionale insieme all'esperienza acquisita li davano il dovuto rispetto da parte dei colleghi che più che ammirazione provavano timore per la sua ormai invidiabile posizione decisionale.

Intanto il top manager incassando svariati successi e salendo sempre più di rango aveva perso, essendo sempre più impegnato il contatto famigliare e anche i suoi amici più intimi erano ormai ignorati. Ogni istante della sua vita aveva come scopo di alimentare sempre più la sua scalata verso l'olimpo del potere. Infine dopo alcune amanti arriviste, qualche truffa aziendale, alcuni avvisi di garanzia e non pochi problemi di salute la sua vita si trasformò in una prigione d'orata senza via d'uscita.

l'ex uomo di strada girava in limousine e vedendo da lontano i suoi ex colleghi rimasti alla loro vita "vuota" ai suoi occhi, penso di come era stato fortunato e capace di dare una simile svolta alla sua esistenza. Vi era inoltre la sua segretaria che da un pò di tempo lo scrutava con occhi ammiccanti. Era giunto ormai all'apice della sua vita e poteva permettersi di soddisfare ogni desiderio tangibile. Così seguendo la strada del top manager divenne l'esatta copia di tutti coloro che amano la parvenza, preferendola ai contenuti.

Mentre tutto questo era accaduto un'infinità di volte nella storia di questa nostra epoca, uno scrittore che aveva soppesato ogni valida strada per la sua vita, in apparenza piena di rischi e di instabilità sociale, decise che era giunto il momento di raccontare questa storia vissuta di propria persona anni prima.

Nel farlo pronunciò queste sue verità:

Io sono legge al cospetto di me stesso, non per tutti. Chi intende deve possedere ossa robuste e ali per volare. Voglioso mi sento di sfide ma anche di feste. Non sognatore svanito, ma accorto sano e integro guerriero della vita. L'optimum appartiene ai miei e a me. Dovessero negarmi il miglior nutrimento di me stesso, i cieli e l'aria più pura, le riflessioni più profonde e il godimento spirituale più vibrante, me lo riprenderei! Siamo tutti plebe ammiccai, siamo tutti perbenisti! Per dirla in senso comprensibile e moderno, siamo tutti conformisti! È preferibile disperarsi e lottare che arrendersi, sapendo vivere oggi nel modo superiore!



Periodo 2008

1) Noi siamo sempre destinati a traguardi professionali meno gloriosi di quelli immaginati, avendo oltre alle origini, il fato
e altri fattori come ostacoli. Spesso però è la nostra scarsa propensione al sacrificio a deteriminare il nostro destino e di ciò quasi mai ne prendiamo atto.

2) Nei primi mesi del nuovo impiego diamo il massimo delle nostre capacità, essendo motivati a dare la migliore impressione. Dopo questo periodo secondo la personalità tendiamo ad accomodarci per trovare una nostra dimensione adatta. Dopo alcuni anni o mesi (secondo il proprio ritmo) se veniamo messi nelle condizioni e se la scelta si è rivelata giusta, sviluppiamo tramite le nostre idee nuove proposte e metodi personali di lavoro. Nel caso di scarsa attitudine al sacrificio cerchiamo dapprima dei pretesti, poi lasciamo l'impresa nell'illusione che sia la scelta migliore. Spesso è la decisione giusta, altre invece non arriviamo a morderci il gomito per la rabbia.

3) Nel lavoro poniamo troppe energie non più disponibili durante il tempo "libero". Nei giovani poco impegnati succede il contrario.

4) Il lavoro nobilità l'uomo e lo rende simile alla bestia, o come diremmo oggi allo schiavo moderno.

5) Che fortuna o condanna unire il lavoro con il resto della propria vita

6) Laddove ci sentiamo in colpa qualcuno ci guadagna.

7) È intollerabile assistere alla cupidigia dei secchioni del lavoro. Essi non hanno altre aspirazioni.

8) Io vengo da vigneti lontani in cui la raccolta avviene dopo la stagione più calda ma anche quella più interessante.



Periodo 2007

La mia definizione 09/09

"È definito come ambiente sicuro e salutare, nel quale le persone possono esprimere il loro potenziale attraverso un lavoro essenzialmente gratificante e per il quale vengono ricompensate in modo equo". Nella mia ventennale esperienza nel settore informatico posso dire senza ombra di dubbio che amo la preofessione che ho scelto. Che poi l'ambiente debba essere sicuro, salutare e goioso, ciò dipende esclusivamente dai singoli prodagonisti, e dagli scopi personali. Ovviamente spesso si accetta un'attività che non appaga completamente le propie aspirazioni, ma sicuramente all'interno di questa piccola società chiamata "ambiente di lavoro" si troverà chi ci saprà apprezzare e in seguito elevare a mansioni più meritevoli. L'imortante è amare le propie azioni sia nel lavoro come anche in famiglia o in qualsiasi ambito noi agiamo.




1. Perchè dichiararsi durante le interviste di colloquio per ciò che non si è? Si tenta di sforzarsi di piacere, di essere simpatici, competenti e professionali per poi, una volta assunti rendersi conto di quanta superficalità regni da ambo le parti.

2. Capire cosa si vuole fare da grandi è relativo ai modelli che durante l'infanzia abbiamo sognato. Nei casi più noti di personaggi famosi però ciò non coincide. La capacità o genialità di professionisti ad alto livello, dipende unicamente dalla propria natura innata già predisposta a seguire il cammino predestinato.

3. I genitori sono lo strumento a cui i futuri lavoratori devono riconoscere nel caso di successo la gratitudine. Mentre se la propria sorte professionale è mediocre o insufficente l'unica responsabilità e verso i propri limiti.

4. Essere un buon lavoratore o avere successo, è questo il dilemma che regna per un pò gli arrivisti. Anche se ben presto prevale la seconda opzione.

 

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Last modified April 28, 2014