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Parlare della società degradata e consumata dall'apparenza, o piuttosto gioire delle varie iniziative che singoli cittadini verso le ingiustizie e lottare per un mondo migliore? A noi l'ardua scelta - 3 settembre 2007
 


Società


Periodo 2013

Alterazioni democratiche 22/08
In Egitto è avvenuto da tempo un colpo di Stato, ma nessuno vuole ammetterlo pubblicamente. I vari stati portatori di democrazia e armamenti, a differenza di altre volte, si sono voltati subito da un'altra parte. Morsi nominato presidente in regolari elezioni è stato deposto dopo manifestazioni di piazza nell'indifferenza generale. I militari dopo avere preso il posto di Morsi, hanno difeso il potere usando il pugno forte e seminando morte e distruzione tra le masse scese in piazza. Gli Stati Uniti versano alle casse egiziane 1,3 miliardi di dollari all’anno per forniture militari. Non è un atto di beneficenza. Questa montagna di denaro serve per lo sviluppo degli armamenti egiziani e a mantenere il trattato di pace tra Egitto e Israele. Il principale interlocutore degli americani in Egitto è sempre stato l'esercito. Siamo sempre pronti noi occidente a condannare e a intervenire, anche con la forza, come è avvenuto in Libia, ora in parte sotto il controllo di Al Qaeda, (ma nessuno deve dirlo) o in Mali, per proteggere i nostri interessi. La democrazia è un concetto relativo, che si applica caso per caso, quando conviene. Nel caso dell’Egitto non si applica o mostra indignazione con gli interventi politici alla camomilla. Le polveriere Egitto e Libia rischiano di travolgere ogni equilibrio in Medio Oriente e in tutto il Mediterraneo mentre l'Italia fa da comparsa. Il ruolo che le riesce meglio. Per mantenere le dorate poltrone la coerenza non è di casa. Risparmiateci le messe in scena nei notiziari con frasi di circostanza. Abbiamo da tempo capito la vostra sudditanza verso chi veramente comanda.

 

Populismi bistrattati 22/05
Se un tempo qualcuno parlava sui diritti dei lavoratori, delle casalinghe e mettiamoci in genere i diritti sociali, veniva marcato come di sinistra o di un irriducibile comunista non più al passo con i tempi. La modernità si distingue dal lavoro che si è talmente integrato nella vita di ognuno di noi, da esserne sempre più parte integrante se non prioritaria rispetto a tutto il resto. Le amicizie e il tempo libero possono in parte ridurre le tensioni createsi durante l’impiego giornaliero sul lavoro, ma la bramosità di avanzamento, o al contrario l’apatia e l’inerzia nella propria attività, rendono la vita sempre più faticosa e frustrante. Ecco che uno dei pochi momenti di gioia collettiva è il consumo sfrenato di merci apparentemente necessarie. Si stimolano le zone celebrali più consoni al mondo apparente, sin dalla prima infanzia, tramite i mezzi di comunicazione, per occultare e mai attivare le altre zone celebrali addette alla cultura, l’arte e la spiritualità. Se poi dei personaggi leggermente bizzarri e controcorrente, esprimono la loro natura autenticamente conservata e spontanea, corrono il rischio di passare per degli egocentrici. Così come le loro affermazioni e vedute sul mondo sempre più omologato e standardizzato in cui la modernità ci spinge sempre più. Ecco un altro populista che spara sulle istituzioni e gli organismi di competenza nel gestire e ammaestrare le nostre vite. Chi avrà mai il coraggio di uscire dal proprio guscio per urlare tutte le ingiustizie sotto gli occhi di tutti. Ma un unico e determinate particolare impedirà codesta eresia. Parlo dell’individualismo ormai padrone unico e incontrastato di questa società. Forse sarebbe opportuno riascoltare quel profeta famoso, che duemila anni fa apparve sulla terra per convincerci tramite il suo sacrificio del contrario? La parola popolo amici miei, purtroppo è in disuso o maltrattata. Oggi contano parole come amici, opportunità, associazionismo e altre forme di comunità e associazioni legate da interessi comuni spesso con scopo di lucro.

L'idea è espressa dal "folle" come segue: “Dio è morto. Dio resta morto. E noi l'abbiamo ucciso. Come potremmo sentirci a posto, noi assassini di tutti gli assassini? Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? Che acqua useremo per lavarci? Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?“ Ogni populismo bistrattato è per natura contradditorio. Spesso è rivelatore d’interessi propagandistici da parte di chi ne fa uso, dall’altro uso frequente, esso sintetizza ermeticamente la decadenza del mondo contemporaneo.

 

Richieste impulsive 19/04
Sentendo altre persone che sparlano spesso in modo negativo, su dei conoscenti comuni, la tentazione di aggiungere ulteriore veleno riguardo a delle esperienze personali e forte. Il più delle volte caschiamo in certi giochini ipocriti. Il colmo avviene quando poi ci troviamo con la persona interessata che a sua volta ci riferirà solo alcuni "dettagli" guarda caso negativi sulla persona non presente. È solo in quel preciso istante che smascheriamo la nostra ipocrisia, fatta di sorrisi compiacenti e di comodo. Distribuiamo a vicenda gentilezze e presunte amicizie, mentre dentro di noi abbiamo ben chiaro di come comportarci in ogni situazione. Ecco i manichini della società, senza eccezione e pregiudizio. Controllando appunto ciò che in apparenza sembra istintivo, arrivati al punto di fare delle richieste impulsive perché complici dello stesso "apparente" nemico comune, ci spingiamo laddove la nostra educazione iniziale non avrebbe mai osato. Questa strategia è applicabile sia nelle relazioni personali, come anche in una scala molto più ampia come la società. Lo dimostrano l'abbattimento del welfare degli ultimi dieci anni, che con il pretesto della crisi economica, provocata ^più che dall’economia dalla finanza, tramite i camerieri di turno (i politici), ci chiedono il conto delle loro bravate. Lo stesso vale per l'amico che avendo fatto molti favori apparenti, si spinge oltre il normale buonsenso, ed esige da noi ogni tipo di favore immaginabile. Se poi di natura siamo dei generosi, possiamo considerarci come le migliori e più appetibili prede. In natura vige la regola che è il più scaltro ad ‘avere la meglio. Perché dovrebbe essere diverso per noi uomini, che facciamo parte di questo grande progetto "divino". In conclusione la cosa più saggia da suggerire è di non fare mai come i fagioli che parlano dietro. Rischiando brutte figure o perdita d’immagine, l'uomo sincero ad'ogni costo, sarà il più rispettato e stimato

 

Periodo 2009

La mia primavera 9/04
Con soddisfazione raccolgo i frutti di alcuni anni di riflessioni e previsioni sulla nostra società, in cui profettizzavo senza molto consenso la strada che avrebbe percorso questo mondo del consumo di merci e di consumo delle nostre anime da tempo vendute ai vari Belzebù ispiratori e responsabili del nostro presente. Le ondate di pessimismo sulla ormai dichiarata crisi finanziaria non può più venire enfatizzata dai media che anzi si sprecano in aggettivi sempre più cupi e oscurando le noste ultime speranze di potere almeno pagarci per quest'anno le vacanze, il leasing sulla macchina, il televisore al plasma e vari strumenti tecnologici di cui a malapena ne conosciamo l'utilità.

Abbiamo si il libretto delle istruzioni, ma a noi servono poche funzioni ci diciamo. È così che pagheremo i disastri provocati dai manager, responsabili a vari livelli. Essi sono ancora ai loro posti al riparo dietro stipendi intoccabili e cospicui. Nessuno li ha ancora chiamati alla cassa. Gli esperti economici come i venditori di tecnologia avanzata non hanno tra le loro mansioni di preoccuparsi di cosa noi faremmo con le merci o azioni comprate. È il loro lavoro come lo è il nostro di vendere il nostro lavoro al migliore offerente. Dovrei forse criticare il calciatore strapagato e la domenica acclamarne le sue gesta? Siamo seri amici nel chiedere le teste di chi a nostra conoscenza ha spremuto le nostre illusioni vendendoci del fumo (anche scarso), e ora ci presenta il conto dei danni che noi già paghiamo.

Di cosa ci lamentiamo noi gregge inerte che abbiamo messo da parte prima gli affetti più stretti e poi piano piano le amicizie più vere in nome degli dei tempo e denaro. I legami trasversali tra potere politico e interessi economici esitevano sin dall'epoca romana in cui il senato decideva le sorti della plebe e i territori da distribuire come il commercio a favore dell'impero.

Per colui che ancora gode di questo lungo inverno di letargo dalla realtà al di fuori dei nostri confini, da un certo reddito in giù, pagherà gli errori di tutte queste persone: Con la perdita di posti di lavoro, con l'abbassamento delle pensioni, pagando i debiti dello stato attraverso l'aumento delle tasse, con l'innalzamento dei premi malattia, i trasporti, l'IVA, le sigarette ecc..

Saremo noi stipendiati "normali" confrontati con la realtà quotidiana, capiremmo esattamente di cosa stò parlando. Da certi stipendi in su, si percepisce un'altro mondo e si tenta di minimizzare. I mecchanismi nonostante la parata al G20 rimangono inalterati, e come la storia insegna pagheremo gli errori solo noi cittadini. Ai primi accenni di ripresa vi prometto che il sistema in apparente coma, gli stessi autori ricominceranno a far danni e i colpevoli la faranno ancora franca. Esternate le vostre riflessioni e possibili soluzioni cominciando dalla propria consapevolezza che la soluzione migliore è forse nella parola magica "slow ife".

Oggi viaggiamo tutti all'insegna della velocità, della nostra civiltà simbolo e vanto, che sempre più prodigiose tecnologie vanno spingendo oltre l'immaginabile, e di cui ognuno doverosamente ma anche orgogliosamente si sente partecipe e "trendy". All'interno di un impianto esistenziale, in cui far quadrare i tempi quotidiani diventa spesso più difficile che far quadrare i conti mensili, e di cui il correre non è che una delle tante aberrazioni cui tutti si adeguano. E' l'inevitabile modello produttivo che da sempre va assimilando a sé, in piena coerenza di modelli e segni pubblicizzati, fino all'identificazione della razionalità sociale con la razionalità economica. Così, mentre per un lungo periodo il capitalismo industriale (sia pure con tutte le iniquità e gli sfruttamenti tremendi che sappiamo) andava oggettivamente migliorando le condizioni di vita dei lavoratori, al contempo si diffondeva e metteva radici un'ideologia che concepisce progresso e benessere solo in base alla quantità di merci prodotte, e all'incremento del reddito che ne consenta il consumo. Oggi, è vero, interrogativi del genere incominciano a circolare, e a trovare spazio e ascolto più che non appaia.

Non voglio che si accetti nulla di ciò che dico. Non voglio nulla da nessuno che mi legge o conosce, non desidero la popolarità, non voglio l'adulazione, non voglio che si seguano le mie teorie forse folli. Dato che sono innamorato della vita, non desidero nulla che già non possiedo. Ha importanza il fatto che tutti noi obbediamo e permettiamo al nostro giudizio di essere pervertito dall’autorità del materialismo. Il nostro giudizio, la nostra
mente, il nostro affetto, la nostra vita, sono pervertiti da cose che non hanno valore, e proprio in questo risiede il dolore”.


 

 

Periodo 2008

1. Ci si appella al buon senso quando si va a votare. La scelta dei candidati è data dalle liste create dai partiti, che seguono un preciso (a volte) piano politico. Le aggregazioni finiscono poi in coalizioni che per una certo periodo "dovrebbero" coesistere affinchè il programma presentato durante il periodo elettorale venga rispettato ecc.. Tutte cose vecchie e da sempre conosciute nelle democrazie moderne. Il difetto è altrove. La mancanza di un organo al di sopra delle parti che funge da controllore e in ultima analisi abbia la facoltà di giudicare se le promesse fatte in campagna elettorale siano state ripettate. Chi di noi conosce i vari programmi politici? Come districarsi nelle molteplici sigle di partiti e partitini? Per il comune cittadino di intelligenza medio bassa oltre al basso interesso si aggiunge l'incapacità di comprendere l'intero teatro messo in piedi, e come se non bastasse l'informazione che anch'essa dovrebbe essere al di sopra delle parti è finanziata da chi già detiene i capitali necessari per comprare sia le televisioni e l'intero sistema mediale come anche dei partiti stessi. Così la situazione attuale nelle nostre democrazie cosidette avanzate è un'individualismo dato da chi governa e sfociato inevitabilmente nelle masse di potenziali elettori. Disinteresse totale per la casta che indisturbata segue mantenendo il proprio impero intatto e sempre più potente.

2. Il possesso non rende più liberi bensì più schiavi. In effetti per conservare ciò che si possiede si necessita molto tempo, riflessione, preoccupazioni, rapporti più stretti con le persone, ai luoghi, le leggi e lo stato ecc.. Chi aspira ad'una vita meno faziosa e umile è sicuramente più libero. Molto tempo libero, pochi bisogni. Ovviamente sapendo fare uso di tanto tempo disponibile si è in grado di compensare con altri valori la mancanza di possesso. Perchè la richezza suscita invidia? Bensì essa è spesso il risultato di inferiorità spirituale? Forse è grazie alla richezza che si può mascherare tramite la cultura la propria piccolezza spirituale. Ecco la ragione di tanta ignoranza accompagnata o dall'impossibilità di dedicare del tempo a se stessi per accumulare nuovi beni, o al contrario per la povertà che ci obbliga a dedicare tutte le nostre energie alla sopravivenza.


 


Periodo 2007

1. Non deleghiamo le nostre responsabilità alle istituzioni, ma scendiamo "idealmente" in piazza piuttosto che allo stadio. Quanto talento ed'energie sprecate senza alcun ideale.

2. In quale società l'individuo ha libertà d'espressione? Nella nostra cosidetta democratica in cui si va a votare per difendere unicamente i propri interessi, o in quelle represse in cui l'individuo appena ha la possibilità si reca in massa? Nella nostra verebbe da dire senza esitare, ma come la mettiamo con i diritti calpestati dai ceti più poveri e indifesi come gli emmigrati, donne, bambini ecc..È buffo l'uso sproporzionato nell'uso delle parole per riempirsi di credibilità, mentre all'atto si compie esattamente il contrario.

3. Quale forma politica rappresenta di più gli interessi del popolo?
Quale popolo rappresenta di più gli interessi dei politici? Due domande a cui formulerei una stessa risposta. La rappresentanza ad una forma di progetto in cui vi è uno stato nascente guidato da degli scopi comuni è la più autentica.

4. A quale predicatore credere che non di con il proprio esempio, più che con i lunghi sermoni esprime i suoi concetti. Tramite il mezzo mediadico gli inganni sono molteplici, essendo colui che prende la parola individualmente legato ai propri interessi. Io seguo con assoluta fede coloro che usando uno stile di vita "francescano" e sacrificando la loro esistenza sull'altare degli ideali da loro propagandati. Tutti gli altri sono dei ciarlatani.

5. Come comprendere la differenza tra Avere ed Essere? Quando sono gli oggetti a possederci viviamo nella modalità dell'Avere. Come uscirne nella nostra società basata esclusivamente su questo stile di vita?

6. Le troppe domande inopportune in società suscitano sospetto e subito etichettiamo il curioso di turno come qualunquista.

7. Il problema non è tanto l'impegno sociale o pubblico, per dare alito ai propri ideali, ma essere fisicamente legato a persone o gruppi interessato al tuo progetto per ricavarne un proprio vantaggio economico.

8. Non vi è speranza per noi sciocchi idealisti vedere realizzata una società più giusta e meno improntata sull'egoismo. Il danno maggiore per i cosidetti intellettuali, è l'estinzione dell'interesse per tutto ciò che richiede impegno e sacrificio morale.

9. Baby cubiste e bulli, sesso sfrenato, esibizionismo, prostituizione, ossessione per soldi e successo. I genitori increduli che propio il loro amati figli possano esserne partecipi. Mancano quelle regole che i giovani stessi non hanno appreso da genitori troppo occupati ad 'avere piuttosto che essere. Diremo che ogni generazione sucessiva era in qualche modo ribelle, ma la base era spesso di natura contraria al presente per rivendicare un nuovo cammino. Oggi tutto ciò suona così antico. Live is now, e chi se ne frega del domani.

10. Nello stato nascente un piccolo gruppo a delle idee innovative e tramite proclami, e promesse per un futuro migliore. I partecipanti sono guidati da alcune figure carismatiche, che al di la delle istituzioni sfidano le regole vigenti. Poco a poco il gruppo si allarga, e per fare veramente sul serio adattandosi al già esistente essi si conformano, e sempre più persone che dell'ideale iniziale hanno un lontano ricordo ricorrono al nuovo come strumento per soddisfarre i propri interessi personale. È la prassi politica.


 

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Last modified Dezember 9, 2013