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il mio Zarathustra

Indice

2013

Libertà è partecipazione

Elezioni bistrattate

2012

Il fenomeno Occupy

Europa liberticida

L'oppio dei popoli

Il Titanic politico

I'origine dei debiti

Il tempo del non tempo

Assuefazione tecnologica

2011

Cittadini equizzati

Interessi Nazionali

Incubo estivo

Metafora sui giovani

Sfere private defraudate

Energia vs Democrazia

Le vicende mediatiche e noi

Il cavallo sanremese e il bunga-bunga

Per noi polli felici

Le mie formule inesatte

Inizio d'anno improvviso

2010

Un problema di attori

Anime spente

Omolagazione delle menti

L'angoscia dell'anonimato

I vecchi tempi

Incognite elettorali

Linfe vitali

2009

Chiacchere sul Natale

La crisi è finita

Noi viandanti del web

L'uomo subordinato

Timori e diffidenze

La decrescita
un'eresia?

2008

Armagheddon sull'economia globale

Sul razzismo globalizzato

Coriandoli di piazza

In mano ai calabroni

Evasione dalla natura

Educare rende forti

il saggio disubbidiente

La situazione nel 2008 è buona



2007

L'esaltazione della durezza

La civiltà degli Outlet

La bontà fraintesa

Cogito ergo non sum

Virus anarco-individualismo

Evasioni Estive

Follie Estive

La nostra agenda

Compito di genitore

Salvare il pianeta


Mamme con la valigia

La libertà di opinione

I mass media
oggi


Premessa ai
mei commenti

Siamo fottuti!

Il clima cambia noi no

2006
Noi emulatori
del potere

la proprietà privata

la diffidenza

Il sentimento
del "noi"

Essere gaudenti

La pubblica ottusita

Il valore
delle proprie convinzioni

pensieri di primavera


2005
Voto per corrispondenza

2004
Riflessione
di fine anno

Il mio Modo

Natale

Contro
corrente


Stiamo
Invecchiando


Lettera agli
amici








La mia pagina
su Nietzsche

 
 

Il mio Zarathustra vuole essere una finestra sul mondo per comunicare con degli spiriti liberi, e bisognosi di potere esprimere in piena sincerità il proprio pensiero.  Mario Pluchino / 12 Novembre 2004
 


Generale


Periodo 2010

Un problema di attori 12/12
Secondo l'opinione propagandata nei notiziari e ascoltando molti pareri autorevoli di noti politici e osservatori, attaccare "il potere" in modo casuale è un'approccio anarchico e crea per l'opinione pubblica a parte alcune notizie di gossip, confusione e imbarazzo e rovina relazioni diplomatiche inutilmente. Servirebbero le indagini giornalistiche che vogliono scoprire le molteplici verità sugli oltre 250'000 dossier pubblicati dal sito WL, che ha unicamente pubblicato un'ammasso di email private tra le ambasciate. Se poi vengono pubblicate da alcuni giornali prestigiosi non si parla di atto terroristico o attacco alla sicurezza nazionale, mentre se lo fa un privato si. Non capisco da che parte è la libertà di espressione, per coloro che hanno in mano i giornali e l'intero apparato mediatico, o per tutti noi che abbiamo se non ce lo fossimo scordati una testa per ragionare ed'esprimere la propria opinione. Siamo talmente presi dai nostri interessi personali da lasciare agli altri il compito di scegliere cosa è bene e cosa è male. Non partecipare attivamente alle scelte, nascondendosi dietro il muro dell'indifferenza o ignoranza è un fallimento per il bene comune, e un guadagno per chi già detiene le redini della società. Il paladino australiano diventato nel frattempo una specie di Robin Hood cybernauta, ha fino adesso mostrato attraverso le sue azioni di divulgazione di come sia fragile e illusoria la libertà di parola e cosa molto più marcante, di come da parte di tutti i governi interessati (la maggioranza del pianeta) non vi sia alcuna volontà di occuparsi dei contenuti di questi chilometrici dossier. È come se qualcuno avesse fatto una scoperta talmente incredibile da cambiare la vita di noi tutti, e l'attenzione fosse rivolta unicamente sulla persona che ha proposto tale idea.

La discussione ruota intorno ai due pilastri che reggono la libertà di stampa. Da una parte lo stato ha diritto di fare tutto quanto in suo potere per proteggersi dalla fuga di di informazioni, e dall'altra la stampa ha il pieno diritto di divulgare quanto le viene recapitato. I giornali poi vivono sulle notizie e sugli scandali. Dunque nel caso di WL che cosa è stato sbagliato da parte dell'autore che ha messo in gioco la sua stessa libertà? Non ha rubato, hackerato, sottratto alcuna informazione bensì pubblicato documenti che ha ricevuto. Come una buca delle lettere online sicura, dopo averne verificato la veridicità e ritenuto che fossero realmente notizie. La stessa cosa che fanno tutti i giornali di questo nostro mondo democratico. Perchè non sono stati accusati alcuni tra i più influenti e prestigiosi giornali che hanno anche'essi pubblicato molte delle rivelazioni fornite dallo stesso autore? Perchè viene criminalizzato l'autore australiano anticonformista, mentre i giornali controllati dai governi e dalle loro economie no?

Ritengo che in ultima analisi sia un problema non tanto se sia lecito o meno pubblicare informazioni vero o false che siano, ma di porre un limite e dall'altra parte, un problema di attori. Per limite intendo il pericolo reale che la libertà di espressione conquistato tramite Internet venga lentamente oscurata. Infatti ogni cittadino come il sottoscritto in questo momento può tramite i social networks o un proprio sito esprimere le sue idee, partecipare a delle discussioni online ecc. Questo diritto acquisito tramite lo sviluppo tecnologico dovrebbe rallegrarci, e renderci tutti solidali con chi si espone di prima persona. Le reazioni di queste ultime settimane invece tendono a confermare l'opinione che almeno per qualcuno la libertà di espressione va bene in astratto, ma non accessibile a tutti. Di fronte alla libertà di espressione siamo tutti uguali davanti ai diritti fondamentali.



Anime spente
29/09

Apparentemente siamo tutti disponibile e in buona fede nei rapporti con il prossimo. In realtà le aspettative che l'ambiente nel mondo lavorativo esigono aumentano ad'ogni nuova generazione. Sebbene seguendo le vicende che i media ci presentano di una gioventù bruciata e propensa più agli eccessi, ai vizi sempre più presenti in età precoce dia un'immagine paradossalmente opposta alle esigenze del mercato che ci vuole sempre più efficienti e spenti nell'animo. Dovè la verità nascosta? È tutto soggettivamente relativo all'esperienze di ognuno di noi che nel dare un giudizio si affida ai parametri a lui più congeniali. Pochi giovani e non, seguono le vicende sociali approfondendo i vari temi nel menù del giorno. Ci conformiamo negli interessi seguendo le regole stabilite, che indicano nell'età lo strato sociale e di istruzione l'orientamento sulla conoscenza del mondo. La religione, le trasgressioni e la soluzione della psichiatria come rimedio sono fuori moda e non attraggono più di tanto. Piuttosto come isolamento sociale pur essendo circondati nel tempo "libero" da tanti conoscenti con gli stessi interessi, preferiamo sedarci le idee ormai occultate tramite le droghe varie, l'alcol e i medicamenti di ogni sorte. Il tutto è disponibile senza la consulenza di specialisti, ma con un semplice clic di mouse e la nostra carta di credito sempre fedelmente da esibire. L'uomo moderno è in declino disse Nietzsche oltre un secolo fa, e le sue sembianze si avvicinano sempre più ad'un animale docile e poco propenso allo sviluppo della propria natura. L'amore e l'amicizia come rimedi estremi sono l'unico culto per cui valga la pena lottare, predica questo mio aforismo dal titolo inquietante e mai pronunciato essendo le anime spente e non più autorevoli.




Omologazione delle menti
15/09
Le comunità elettroniche fanno si che le interconnessioni tra gli individui vadano sempre più aumentando. Molte barriere tecniche sono cadute, per lasciare spazio a ciò che alcuni decenni fa sembrava pura fantasia. Lo spazio fisico e il tempo giocano sempre più un ruolo indifferente. Non sono più io che per conoscere le meraviglie del pianeta devo spostarmi, ma saranno loro a farmi visita tramite una proiezione a tre o quattro dimensioni, o come ologramma che entrerà attraverso degli occhiali particolari direttamente nel mio cervello. Senza volere demonizzare le enormi potenzialità dei mezzi tecnici oggi disponibili, sarebbe interessante capire non solo il loro cambiamento e sviluppo, ma anche di come noi senza escludere nessuno, stiamo modificando i nostri comportamenti. La nostra neutralità o diffidenza verso il nuovo che non più avanza, ma è già stabilmente integrato nelle nostre vite è superflua. Prova di questo sviluppo unidirezionale che lascia ben poco scampo alle abitudini tradizionali, è nel mutamento di ritmo e di schemi che si introduce nei rapporti umani. Il conflitto tra il mondo scritto e quello orale di percezione e interpretazione dell'esistenza. Nietzsche faceva notare che la comprensione interrompe l'azione, e noi non possiamo placare il costante e pulsante flusso di informazioni che entrano nelle nostre case, il conflitto che innesca l'azione farà sempre meno comprendere la realtà. L'omologazioni delle menti è in pieno corso e più avanzerà e più noi tutti ci allontaneremo da tutti quei valori che hanno costruito e modellato la società attraverso un percorso di varie epoche. Sarà sempre più il rapporto macchina-mondo a decidere le sorti delle nostre sempre più omologate menti.



L'angoscia dell'anonimato
02/09

Più andiamo in ansia per non essere visibili al mondo esterno e piu aumenta l'angoscia di essere anonimi al resto del mondo. Essendo la realtà sempre più una rappresentazione passiva ma costante dei mezzi telematici, l'io senza rendersene conto si dilegua sempre più nell'etere delle varie reti. In una costante infantilizzazione di tutti noi, che abbiamo perso l'abilità di abitare il mondo e di garantirci le relazioni affettive senza quel tramite che sono i cellulari o la posta elettronica. La cosa più buffa e allo stesso tempo tragica è questa tanto decantata era dell'informazione, che si è ridotta a delle primitive relazioni fatte analogicamente ai computer da dei si o dei no. Il mondo analogico fatto di paesaggi e profumi da vivere direttamente senza nessun ausilio e in solitudine, interiorizzando e instaurando un rapporto simbiotico con l'ambiente, ha fatto posto alla frenesia di consumare tanti luoghi già rivisti un'infinità di volte tramite internet o la televisione. È il mondo che viene a noi e non viceversa, privandoci di quell'esperienza unica del vissuto, dei volti, profumi, sorrisi ed'energie che ogni luogo e persona emana.

Assistiamo ad un'arresto dell'alfabetizzazione proprio ad'opera dell'uso sempre più diffuso e sfrenato di radio, telefono e televisione che hanno riportato in primo piano l'udito rispetto alla vista. La vista come organo di percezione si limita sempre più all'uso della decodificazione dei segni grafici ed'alla semplice percezione delle immagini che gli schermi presenti ovunque irradiano. Senza esagerazione e coscienza che non dipende più dall'uso che ne facciaomo, ma dall'uso che la tecnologia farà di noi, è già in atto una modificazione dell'intelligenza, che da una forma evoluta, regredira sempre più a una forma elementare. Le analogie sarebbero infinite confrontando le culture del passato e la nostra, in cui prendono sempre più campo la simbologia e la capacità di trattare nello stesso tempo più informazioni. Diremmo nel linguaggio moderno: la capacità del "multitasking". Il problema nasce se ci viene chiesto di stabilire una successione, una gerarchia e quindi un ordine. L'esempio più semplice è quando guardiamo un paesaggio, ed 'è impossibile stabilire cosa vada visto prima e cosa dopo. Nella lettura al contrario si usa una successione rigorosa che analizzando i simboli disposti in linea da vita alla cosiddetta intelligenza sequenziale. Se domina sempre più il "multitasking" nel osservare il mondo, essendo più facile guardare che leggere in che direzione andranno le prossime generazioni? Dall'homo sapiens all'homo videns? Senza neanche il pensiero che ognuno possa coltivare una propria enciclopedia di conoscenze personali. A quale pro?




I vecchi tempi 28/04
Un mio amico di vecchia data tempo fà mi ha inviato una slide dal titolo "noi siamo eroi". In questa breve ma divertentissima storiella il tema centrale eravamo noi nati negli anni 60/70, che pur privati di tutte le tecnologie e attenzioni dei giovani attuali, soppravivevamo magari più felici, meno stressati, più sani e con il valore dell'amicizia ancora posto come valore autentico. In questa divertentissima slida si spiegano i motivi per cui la generazione "pampers" debba leggere e riflettere queste affermazioni. È impensabile credere che noi giovani degli anni 60/70 siamo sopravvissuti pensando a quelle condizioni e confrontandole con le mutazioni susseguitesi. Per la sua originalità non essendo farina del mio sacco ho trovato la versione in italiano sul web che riporto integralmente:

"Da bambini andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza airbag... Uscivamo di casa al mattino e giocavamo tutto il giorno, i nostri genitori non sapevano esattamente dove eravamo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo. Ci sbucciavamo le ginocchia, ci rompevamo le ossa o i denti, ma erano solo incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo di casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo il campanello o entravamo e parlavamo con loro... Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e qualcuno doveva ripetere la seconda elementare, ma non si cambiavano i voti, per nessun motivo. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se avessimo trasgredito non ci sfiorava: loro erano sempre dalla parte della legge. Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo. Sapevamo che quando i genitori dicevano no significava proprio no. I giocattoli nuovi li ricevevamo a Natale e per il compleanno, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano i regali per amore, non per i sensi di colpa e le nostre vite non sono state rovinate perchè non ci hanno dato tutto quello che volevamo ...

L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: senza seggiolini facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. In macchina si cantava se non c’era l’autoradio. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era un po’ grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canalitelevisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto questo."


La mia valutazione e impressione su queste righe tanto veritiere per me che le ho vissute esattamente così, è di una banalita spudorata e ovvia per chi mi conosce. Ì giovani trascinati da noi adulti che non abbiamo saputo fare tesoro di quei tempi vissuti, crescono nel più totale e anarchico ateismo e materialismo. Queste due "qualità" accompagnate dalla rivoluzione tecnologica in atto da alcuni decenni fa si che siamo sempre meno propensi a degli scopi personali orientati al duro lavoro e sacrificio, che invece sono alla base del vero successo sia in ambito lavorativo come affettivo. Le mete principali vengono suggerite dai "consigli per gli acquisti", e i rapporti interpersonali sfociano sempre più nella superficialita e ipocrisia. Non vuole dire con queste parole che il mondo di oggi è più brutto e pieno di falsità, ma semplicemente che siamo sempre più omologati a seguire un certo cammino segnato da binari stabiliti da altri. Manca il coraggio del confronto del sentirsi leoni per un giorni piuttosto che pecore per 100 (come direbbe Totò). I costumi e le diversità si fondono in un palcoscenico dominato dal virtuale e mediatico. Essi stabiliscono chi è vivo e famosi e felice o meno. Tutti gli altri fanno da spettatori per non dire consumatori. Per comprendere ciò che intendo, una bellissima poesia del poeta, prosatore, drammaturgo, musicista e filosofo indiano "Rabindranath Tagore" che riferendosi alla capacità di vivere l'istante si esprime con questi versi:

"La farfalla non conta i mesi ma gli attimi ... fa che la tua vita danzi sui bordi del Tempo come rugiada sulla punta di una foglia!"

La mia poesia di vita e ricerca di vivere l'istante si è in parte espressa attraverso il mio sito ormai in piedi da 7 anni. Ho trascorso molti mesi, direi anni, senza aver nessun riscontro sugli scritti e così ho "sfruttato" questo mio spazio per me stesso, per dare sfogo a quanto avevo ed ho dentro, nei miei momenti di tristezza, e momenti di ricordi ... insomma è stato un po' la mia terapia nel riuscire ad esternare le sensazioni che ancora mi porto dentro, legate alla mancanza di interlocutori sulla mia stessa frequenza. I vecchi tempi li ricorderemo tutti un giorno e se ci lasceremo prendere dalla nostalgia è perchè oggi ci sentiamo meno felici, incompresi o più soli? Un po tutte queste cose messe insieme mi ridanno attraverso la fortunata esperienza di essere genitore di rivivere certe emozioni. Le cose e la società cambiano perchè è sempre stato così in ogni epoca. L'importanza maggiore è conservare lo spirito dei nostri tempi nella ricerca degli attimi di felicità che le cose semplici e da noi costruite e volute sanno donarci ad'ogni età. Il resto è tutta retorica buona per inviare pensieri formulati da altri che si ci appartengono ma che un seme a noi estraneo ha generato.




Incognite elettorali
02/03

È il periodo antecedente le elezioni di qualsiasi paese e schieramento politico, in cui l'ipocrisia e propagandistica azione conosce il massimo splendore. Non siamo in vista di attimi nascenti dettati da reali proposte che migliorino la vita del popolo. Siamo invece per noi privilegiati osservatori, in vista della più antica azione di convinzione per comprare un voto un seggio e quel successo politico che in realtà diventa una vittoria personale e di qualche schieramento. Per l'indole popolare dominata dal menefreghismo ognuno vorrebbe tale potere tra le mani, di cambiare realmente per il meglio di tutti le cose. Ma è di appartenenza di chi possiede già dei capitali di dare una istruzione adeguata e di crescere in un ambiente sano i propri figli. Essi saranno le nuove leve del potere per servire in un primo apprendistato coloro che li hanno cresciuti, insieme agli amici degli amici che condividono li stessi interessi e così via. Al "povero" operaio rimane la ghettizzazione dei propri valori insieme ai propri simili. La conservazione del potere passa già dalla scuola in cui vengono decisi i destini dei futuri operai e dei loro superiori. La sopravvalutazione del consumo legato alla telefonia e le droghe del fine settimana, contribuiscono oltre ad'arricchire le compagnie e lo stato, a mantenere mansuete le giovani generazioni ignare del loro grigio futuro. In attesa di veri momenti di solidarietà da parte di altre persone, rimaniamo legati alle nostre amicizie ben definite secondo classe e età, facendo caso e curando la poca contraddizione tra noi e loro. Siamo sul limite di un baratro senza speranza chiamato indifferenza, e la speranza o aspettativa di un mondo felice è parte di occulte prospettive o religiose oppure di sana pazzia. In tutto questa tempesta di sentimenti oppressi, vale l'azione di compiere da buon cittadino (non di serie b) di esprimere tramite il voto una speranza di cambiamento o mantenimento di condizioni favorevoli a noi stessi e niente più. Il benessere comune non è più immaginabile dato che sono sempre più i parassiti chiamati stranieri che mettono in pericolo la vera democrazia secondo la cattiva propaganda. I cattivi di turno danno qualche attimo di pausa ai penultimi, che finalmente avranno più spazio di sviluppo, e così via all'infinito. Le tribune elettorali si affidano a volti sorridenti che abili nel parlare espongono i loro slogan popolari. In realtà sono per loro stessi dato che oggi assistiamo ad un sempre più totale disinteresse politico e sociale anche delle questioni che ci interessano direttamente. Vengono proposte tramite dei referendum dei tagli assurdi ai nostri diritti che normalmente verrano rifiutati, mentre già sono in atto altre restrizioni o tagli ben più consistenti. Lo scopo della politica sarà in definitiva di dare l'illusione della democrazia, non motivandoci per la sua complessità e alleanze o conflitti di interessi spudorati, in modo che gli unici beneficiari siano i politicanti stessi mai toccati dalle crisi economiche, e dei loro padrini nei consigli di amministrazioni. Le speranze di un'agora giusta e sensibile ai reali problemi della gente è sempre rimasta un'illusione già ai tempi dei fondatori della democrazia "gli ellenici". Facciamoci anche noi furbi emulando chi il potere lo detiene pensa l'anarchico, o semplicemente noi pecorelle smarrite munite dell'ultimo iphone chiudiamoci nella nostra gabbia dorata che chiamiamo libertà.



Linfe vitali
27/02

Abbiamo delle reali passioni coltivate che appagano le nostre vite? Porsi questa domanda in questa epoca di abbondanza di offerte nel nostro tempo libero appare superfluo se non scontato. Dipende poi dalle epoche della vita, gli stimoli dell'ambiente, le amicizie ed'altro. Eppure siamo in pochi ad avere idee proprie. Ci consultiamo sulle riviste o i palinsesti delle emittenti televisive, gli eventi mondani e le mode dei cantanti, attori o chissà quali altri eroi moderni per decidere cosa valga la pena. Dire che il sesso mi appassiona più di ogni altra cosa è da pervertiti. Accennare a degli sport rischiosi è da incoscienti o irresponsabili. Poi signori miei dipinte tutto dall'età! Prendiamo le cose più appropriate che ci convengano e ci diano un certo prestigio, direbbe il buon senso ottuso.

Io nel mio mondo letterato e di studio ho sempre coltivato un'unica e grande passione, che sempre mi ha accompagnato come l'aria che respiro. La lettura. Essa è fonte dei più alti momenti di piacere e di ricordi che conservo. Per ogni mia attività essa mi accompagna come un maestro di vita. Sta a me poi decidere su cosa optare. Alcuni esempi di lettura che hanno tracciato la mia esistenza sono ben scolpiti nella mia memoria. Nell'epoca giovanile in cui la scuola definiva gli orientamenti mentali io mi dileguavo con i fumetti e un settimanale "il Giornalino" che ogni domenica ritiravo all'uscita della chiesa di cui ero assiduo frequentatore. In seguito durante tutto il periodo adolescenziale avevo 2 abbonamenti fissi. Panorama e Quattroruote, oltre alla Gazzetta dello sport che quasi giornalmente leggevo per intero. Venne poi il periodo "psicologico" fatto di vari libri sulla psicologia comportamentale, sociale e alcuni manuali di comportamento. Oltre ad'un corso per corrispondenza di un editore francese "Le mie 20 lezioni di cultura psichica" che mi arricchi moltissimo dal punto di vista comportamentale e di autostima. Senza fare un catalogo delle mie letture degli ultimi 30 anni, seguendo il detto socratico che traduce il senso di una vita felice nell'arricchimento culturale e spirituale, ho seguito con devozione questa necessità interiore e vivendo molti momenti gaudenti. La soddisfazione maggiore non sono tanto le letture in sè ma la pragmatica attuazione dei contenuti appresi. Altre passioni meno irrefrenabili ma non per questo meno importanti sono il mio lavoro di informatico e tutto il mondo che vi gira intorno. La costruzione di un proprio sito web per esprimere sotto forma di scrittura i miei pensieri liberi e incondizionati. La mia indole verso la conoscenza è dettata dalla convinzione che essere meglio informato porti più vantaggi che la ricerca superficiale del piacere emotivo, mondano e per questo effimero e non affidabile. Mettendo passione in tutte le cose della vita la felicità non è garantita, essendo la vita molto di più che pura e illimitata bonta e quiete spirituale da seguire tramite un cammino religioso o comunque di devozione. Le passioni spesso sono legate a delle privazioni o rischi non sempre calcolabili, ma essendo lo scopo della missione concludere un'attività prefissa io pago volentieri pedaggio. La mia passione per i viaggi in moto o per i continenti è nata una ventina di anni fa e per quanto riguarda i viaggi culturali la devo all'amicizia in particolare con Piero, fedele amico e compagno di avventura nei seguenti paesi: Ex Jugoslavia, Israele, Singapore, Malesia, Tailandia, Messico, Colombia, Ungeria, Cecoslovacchia,Inghilterra, Spagna, Portogallo oltre a diverse capitali europee. Senza dimenticare i miei due viaggi in India che hanno segnato profondamente sia il mio modo di pensare e la mia conoscenza sulla cultura indiana tanto affascinante e mistica. Con la venuta dei miei due figli si sono aperti nuovi scenari nella vita famigliare e di relazione con Patty. Le mie attenzioni si sono spostate sulla conoscenza educativa e ancora una volta ho aggiunto alla mia biblioteca una nuova rubrica, cioè la pedagogia. Mentre i viaggi venivano ancora vissuti come grandi eventi culturali, diminuivano le frequenze universitarie sui temi più vari, che per un 7,8 anni avevo seguito con grande passione e profitto. Nacque in seguito la necessità di tentare l'approccio con le arti marziali da parte di Leonardo. La nostra fortuna fu l' incontro casuale con Amaro Bento e la sua scuola a Bassersdorf. Ecco così che gli utlimi 5 anni si sono rivelati molto fertili per i numerosi tornei disputati da Leonardo e io al seguito in giro per la Svizzera tedesca. Marianna invece più creativa e ribelle (in senso positivo) ha riempito le nostre vite con altre gioie di uguale peso e intensità. Così due anni fa circa ho avuto la fortuna di incontrare una scuola di Kickbox che avendo rilevato la scuola di Amaro che decise di rientrare nel suo paese di origine, mi diede la linfa giusta per mettermi ancora una volta in discussione. Così ho ripreso da dove avevo lasciato 23 anni prima con il pugilato. Le mie letture per concludere questo mio breve saggio sulle passioni personali, si sono sempre più ampliate e fungendo da fonte alla nuova passione scoperta quasi una decina di anni fa. Cioè la scrittura personale. Inoltre facendo tesoro delle mie conoscenze informatiche, e creandomi 6 anni fa un sito personale ho visto realizzarsi un sogno inaspettato. Pubblicare i miei pensieri, le mie vedute, proteste, saggezze, distorsioni, angosce e gioie spirituali sulla mia home page battezzata "Pluchinik". Con essa sono cresciuto a tal punto che scrivo unicamente per il gusto personale, senza pretese di successo o notorietà. Tramite un settimanale di emigrazione poi che gentilmente pubblicava alcuni miei articoli sui più svariati temi ho preso il gusto di dedicarmi alla cura di un stile proprio e provando sempre una grande emozione ogni qualvolta un mio scritto venisse pubblicato. Cosa voglio da Pluchinik? Comunicare, scrivere, inondare i miei (ipotetici) lettori con quello che mi frulla in testa, a livello personale, sociopolitico, filosofico-calcistico, ecologico, e rendere tutto un'aforismo senza fine, come ho appreso da un maestro quale F. Nietzsche. È inutile spiegare, lo leggerete, se mai lo ritenete utile. Fino che avrò l'ultimo fiabile filo di voce non mi stanchero di raccontare la mia essenza per quanto questa possa essere imperfetta, attraverso le mie passioni e linfe vitali.



Periodo 2009

Chiacchere sul Natale 02/12
Tra una crisi con pochi sorrisi, l'anno si conclude e ci illude che quello che verrà come tutti dicono, migliore sarà. Abbondano i buoni propositi, gli auguri e i brindisi seguiti da abbracci e baci. Le notizie in tutto questo splendore di stelle luccicanti, parlano di grandi esodi di lamiere e panettoni. Di guerre ormai dimenticate, giudizi e discorsi ben studiati dei nostri capi di qualcosa. Il bilancio e la previsione la fanno da padrone, oltre al tanto atteso soldone. Soldone da spendere e scialare appagando le nostre attese soppresse di amore e amicizia, pace nel mondo e benessere. Ovvio che tutto spetta realizzarlo da altri personaggi, più saggi e autorevoli. Non mi dilungo per convinzione che niente potranno le mie parole, all'arrivo dei regali tanto attesi. Sapere donare e rispettare è il mio motto che io mi auguro voi tutti possiate nei vostri cuori ospitare.



La crisi è finita
21/10
Ma l'Armageddon che fine ha fatto? La "madre di tutte le crisi" che avrebbe dovuto sradicare le vecchie oligarchie e ridisegnare la mappa del potere finanziario mondiale azzerando gruppi di potere, lobbies e regole finora in vigore per sostituirle con nuovi accordi e patti tra generazioni, classi, popoli è già finita? Ditelo ai senza lavoro inc..zz neri con coloro che prima di distribuire false promesse si vantavano del buon andamento dell'economia, del successo della globalita dei mercati e dei vantaggi legati alla modernizzazione dello stato, delle istituzioni ecc. Oggi dopo tanti blabla e molti prestiti in ogni angolo del pianeta da parte dello stato alle varie banche e istituti di credito o industrie, l'intera oligarchia è salva. Nessuno a parte qualche eccezione dei membri delle varie caste del potere ha rinunciato al proprio interesse, mentre tutti noi ancora doppiamente disinformatimanipolatieimbrogliati ci beviamo la favola della crisi che è finita. Forse chi detiene il controllo dell'informazione si è dimenticato di dire per chi è finita. Ma forse siamo troppo permalosi a volerci attaccare a certe quisquilie. Accontentiamoci degli incentivi che il governo sborsa in Italia per salvare il bilancio dei costruttori di automobili, che poi siano stati sborsati 12 Milioni e i maghi del successo siano i top manager è un'altra balla mostruosa. Le nostre droghe a parte l'aumento della cocaina in tutto il continente, sono il grossip, le trasmissioni trash e il calcio. Di più non chiediamo. Ufficialmente si dirà un giorno che fu la saggezza e la sagacia dei nostri governanti a compiere il miracolo, riuscendo dove tutti gli altri, quelli che ci hanno messo miliardi di euro e di provvedimenti, non sono riusciti. Prendo il giornale e leggo che: La crisi, purtroppo, non è finita e, come conferma l’onda lunga di cassa integrazione e disoccupazione deve ancora dispiegare tutti i suoi effetti negativi. Ciò contribuirà ad abbattere ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, già ridotto ai minimi termini, influenzando così negativamente l’intero sistema economico. Non vorremmo - aggiungono - che questo perverso meccanismo a spirale diventasse un fatto strutturale".
Non essendosi avverato il boicottaggio dei prodotti, la costrizione sotto l'effetto della diminuzione del potere di acquisto provochera mi auguro il vero Armageddon tanto invocato.




Noi viandanti del web 17/09
Ogni epoca ha sempre avuto le sue divinità da adorare e a ogni crepuscolo di vecchi dei, sorgevano nuove credenze ancora più potenti. I sacerdoti Maya o egiziani per esercitare il loro potere si definivano portatori di sapienze ispirate dagli dei stessi, di cui essi erano i portatori la personalizzazione stessa di tale essenza. Si ricorreva per invocare la clemenza e il buon raccolto al sacrificio di animali e senza troppo pudore ad'esseri umani. Questi malcapitati erano o prigionieri di recenti conquiste o appartenenti a classi inferiori. Vi erano diversi espedienti per dissuadere la plebe di quelle culture arcane. Il timore di una vita ultraterrena peggiore di quella vissuta, il ripudio della comunità e come metodo più convincente, la forza senza pietà dei guardiani del tiranno o casta sacerdotale, che incuteva il terrore terreno più reale di quello ultraterreno.
Noi occidentali siamo maestri con i nostri passati imperi, di uguali scempi e dopo avere prodotto guerre in ogni epoca che si ricordi, ed'avere poi esportato grazie alle nostre invenzioni seguite dalle tecnologie, ci siamo con il tempo liberati delle credenze più ingombranti quali il movimento dello Sturm und Drang (romanticismo), delle credenze e superstizioni popolari per finire con il declino della religione.

Oggi parole come "spiritualità", "emotività", "fantasia" e l'affermazione personale degli artisti sono fuori uso (a meno che non vi sia uno sponsor pronto ad'appoggiare un progetto in tale direzione. Nell'era moderna la spiritualità non possiede più neanche il ricordo di ciò che veniva intesa dalle culture passate.

Seppure le risorse appaiano infinite in un mondo finito e già confezionato dall'industria dei consumi, io vedo più limiti alle nostre arcane risorse innate ma poste in letargo per i più tanti di noi.

I pochi privilegiati che potendo vivere della loro opera e creatività fanno parte sempre più di un mondo per artisti che insieme ad'altri creativi apprezzano le proprie opere. Niente più, che non sia commerciabile ha oggi valore affermo con poca convinzione, essendo di indole creativa e speranzoso che come nell’era romantica in cui un grande progresso nell'esplorazione dell'irrazionale: la follia, il sogno, le visioni assumono un ruolo di primaria importanza. Al contrario dell'illuminismo che cercando di spiegare la ragione delle cose fallisce nella spiegazione dell'essenziale delle cose intorno a noi. Quali esse siano non è da me indicarle in quanto sono soggettive ai nostri sensi e sentimenti.

Per tornare al nostro mondo senza idee ma dai mezzi illimitati e dettati dal lucro, mancando le idee personali queste risorse risultano come limitate o effimere. Un quasi usa e getta di concetti che si sviluppano ogni qualvolta osserviamo e esprimiamo un concetto per noi giusto. Mentre il fenomeno dei "social network" spopolano ad un ritmo vertiginoso, coloro che vi partecipano si illudono di protagonismo e partecipazione di un movimento virtuale, creato dal nostro individualismo che ci isola sempre più dai contatti reali.


Mi sento vuoto, come una mancanza, che potrebbe relegarmi in una inevitabile situazione di infelicità. Così mi sento ascoltando le aspirazione dei cittadini di ogni strato sociale e generazionale. Il possesso dei beni esterni raggiungono il culmine nel momento che ne veniamo a contatto fisico. Il non fisico invece provoca dubbi ed'incertezze, che non essendo immediato ma duraturo e in parte eterno, non farebbe andare avanti la macchina con tutti i suoi ingranaggi dell'industria, che darebbe il benessere all'intera società. Lo spauracchio della perdità del possesso, supera ogni ragionevole giudizio.

Oggi esiste rispetto al passato uno strumento nuovo alla portata di tutti (almeno per un terzo della popolazione mondiale), chiamata "web".

Smontando ogni concetto relativo allo spazio e tempo il web è innanzitutto un luogo più che un mezzo di comunicazione. Cambiano le modalità e i meccanismi sono assai diversi rispetto alla comunicazione tradizionale. Una mia idea oggi la penso, la scrivo e immediatamente la pubblico. Che meraviglia per le mie tendenze comunicative a volte ecumeniche di voler trasmettere ad'altri il mio pensiero! Sia chiaro che la motivazione principale oggi di chi progetta e crea un sito, è a scopo di lucro. Più di 8 milioni di pagine create al giorno rendono questo contenitore globale il più grande diffusore di informazioni, dati, notizie e tanta spazzatura mai esistito nella storia dell'umanità.

Jean-Antoine-Nicolas de Caritat, noto alla storia come marchese di Condorcet (1743–1794), è stato un matematico, economista, filosofo e politico francese. Fece parte del gruppo degli "enciclopedisti", stringendo una proficua collaborazione in particolare con Voltaire. Sto parlando di uno dei più famosi enciclopedisti del XVII secolo. Lui come tanti altri compilatori "dell'Encyclopédie" e intellettuali dell'epoca, come Montesquieu, Voltaire, Rousseau animarono l'epoca dell’illuminismo è soprattutto il nuovo spirito scientifico dell’età moderna, cioè la convinzione che, invece di consultare autorità come Aristotele e la Bibbia, occorresse rifarsi da un lato all’osservazione diretta dei fenomeni, dall’altro all’uso autonomo della ragione. Per tornare a Condorcet il suo pensiero riguardo il progresso umano; in precedenza era inconcepibile credere che l'uomo potesse capire tutto del mondo naturale. La sua principale convinzione, motivo della mia dedizione e accurata ricerca, era la convinzione che ogni uomo potesse arrivare alla comprensione di tutti gli eventi nel mondo naturale. Condorcet credeva che non fosse possibile definire l'esistenza umana perfetta e quindi credeva che il progresso della specie umana sarebbe stato eterno. Citando il suo pensiero: "Considero l'uomo come in costante avvicinamento verso l'utopica società perfetta". Perché ciò fosse davvero possibile, comunque, Condorcet insisteva sulla necessità di unione tra gli uomini, indipendentemente da razza, religione, cultura o sesso. Di conseguenza dice: "gli uomini non possono più oltre essere divisi in padroni e servi, in ingannatori e ingannati". E oggi come siamo messi con il funzionamento delle nostre società? È tuttora in corso un progresso della nostra specie definito come eterno? Siamo sempre più uniti come egli auspicava nel nostro villaggio globale?

La rete di relazioni sociali fenomeno in continua espansione nell'era del Web 2.0., è estremamente ampia e coinvolge vari aspetti della vita riconducibili principalmente a tre filoni tematici: amicizia, relazioni sentimentali e ambito professionale. Dal lato dell'unione tra le persone è positivamente auspicabile un'allargamento e scambio di idee, esperienze ma anche tutto ciò che coinvolge le più varie aberrazioni tipo la pedofilia, la vendita di armi, droghe o medicinali e tante altre attività degradanti.

l'uso esteso delle emoticons creano un linguaggio comune a tutti, superando le barriere linguistiche e creandoci una personalità altrimenti persa nella vita reale. Da mente modestamente acuta e sensibile, intravedo dietro la possibile virtualizzazione dei rapporti una colossale promozione online di prodotti commerciabili abilmente nascosti.

Invitare qualcuno ad entrare nel proprio network significa invitare tutto il suo gruppo e di conseguenza poter raggiungere ogni contatto presente nei network dei membri di tale gruppo, fino a comprendere potenzialmente l'intera popolazione mondiale, in accordo con la teoria dei “6 gradi di separazione” formulata dallo psicologo statunitense Stanley Milgram. Questa strategia di proporzioni bibliche per un settore come il web marketing, alla costante ricerca di strumenti sempre più incisivi per la promozione online di qualsiasi prodotto o servizio, come dicevo prima, sono il vero motore che anima l'intera rete. Questo mio parere negativo sull'uso di massa di questo formidabile strumento, ha l'intento di essere una critica costruttiva di come distinguersi dalla corrente impietosa di questo trend, che è effimero e socialmente dannoso. Lo dico per la perdita di tempo sacrificato davanti al pc "in compagnia" di altri davanti al pc anch'essi "in compagnia" ma soli più che mai. Conoscendo a malapena i propri vicini di casa, avendo rapporti molto superficiali con i colleghi di lavoro ecc.

Un ulteriore sviluppo interessa il crescente numero di servizi disponibili su dispositivo mobile, con la possibilità di caricare contenuti, inviare messaggi e rispondere a quelli ricevuti, gestire insomma il proprio profilo e i propri contatti. Questo enorme mole di informazioni pubblicate sui siti hanno cominciato a essere utilizzate dalle aziende come strumento per monitorare la reputazione dei brand. Facebook, Twitter e via dicendo valgono solo circa un ventesimo dell'intero volume di business generato dalla pubblicità on line negli Stati Uniti - altre forme di entrate, compresi i servizi a pagamento. Siamo solo all'inizio di una completa evaporazione dei nostri contenuti di Homo Sapiens (per quel poco che sfruttiamo), per divenire Homo Consumatore e basta. Ho voluto dare una mia interpretazione sul mio concetto di come utilizzare le nuove tecnologie, facendo un confronto sul uso e abuso del potere nelle varie epoche, per dimostrare che se non saremo noi a deciderne l'uso saremmo vittime e parte di un ingranaggio al servizio dei sacerdoti della finanza. Come nelle epoche passate in cui il timore delle divinità o di un dio erano sufficenti alla sottomissione.

Sembra abbiamo un profondo terrore dell'individualità che sa esercitare una analisi critica, che sappia dire ciò che pensa o prova, dire un sì o un no non dettato dalla massa e soprattutto dagli organi che la controllano -partiti, giornali, televisioni e così via -. Tutto è condizionato da quello che Nietzsche chiamava 'istinto del gregge': Ho certi compertamenti perchè dettati dalla massa. Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni e la nostra piccola vita è avvolta nel sonno." Così diceva Shakespere ne "la tempesta". Sono gli uomini più saggi coloro che coltivano una propria indole di serenità interiore, fatta di reali convinzioni e abitudini a vivere una vita piena fatta di felicità interiore che si espande al mondo reale, e al prossimo in una continua ricerca di approvazione, e amore per tutto ciò che è bello e unisce. Se i timore di uscire dal gregge diminuisce aumentererà e si rafforzererà la nostra forza interiere e volonta di potenza che governa al di sopra di ogni conoscenza e dotta cultura. Non più una aristocrazia di eletti al potere ma una consapevole gerarchia di valori dettati dalle proprie capacità e scelte. In fondo basta prendere la natura come modello, il resto è materia dura (hardware) che verrà sostituita.

Il viandante disse alla sua ombra: Lo sai tu, lo so io, se tu da schiava non diventeresti improvvisamente padrona? Oppure se tu rimarresti schiava ma, disprezzando il tuo padrone, condurresti una vita di umiliazione, di disgusto? Accontentiamoci ambedue della libertà, così come è rimasta a te - a te e a me! Giacché la vista di un essere non libero amareggerebbe le mie gioie più grandi; le migliori cose mi ripugnerebbero, se qualcuno dovesse dividerle con me, - non voglio sapere di schiavi intorno a me. Per questo non amo il cane, il pigro e scodinzolante parassita, che è diventato "cane" solo come servo degli uomini, e di cui essi sogliono addirittura decantare la fedeltà al padrone e il fatto di seguirlo come la sua. (Nietzsche)



L'uomo subordinato
04/05

Illuso di essere lui la causa delle proprie scelte, elettrizzato dalla frenesia del prendere tutto e subito dalla ricchezza facile alla portata di tutti. Non mancano i modelli televisivi e gli eroi moderni. Un tempo assai più mitologico e riflessivo ma remoto, molto remoto e ormai dimenticato, si ascoltavano le favoloso imprese degli eroi della mitologia greca. Ad'esempio la vita di Giasone è legata alla favolosa impresa degli Argonauti ed alla ricerca del vello d'oro. Oggi come un gregge seguiamo gli eroi hollywoodiani che con i loro eccitanti effetti, ci parlano di eroi americani pronti in nome di Dio a salvare l'America e l'intero pianeta dal nemico di turno.

Tutto questo educarci dove sta il giusto e chi sono i nemici da combattere crea un'incoerenza di un meccanismo che genera si benessere, ma alimentando stress e spegnendo le pulsioni di gloria e di sacrificio dell'individuo subordinandole al profitto a tutti i costi.

Le ambizioni della democrazia, dal tempo di Atene ad'oggi, erano la partecipazione, l'eguaglianza sia nei diritti come nei doveri. Nella realtà di allora era tutto abbastanza teorico, ma c'erano. Oggi la new economy le nega tutte in blocco queste ambizioni. Siamo tutti convinti che è sufficiente un buon tenore di vita a farci sentire uniti e felici. L'indifferenza morale trionfa nella politica dove le malefatte vengono esibite come dei trofei. La domanda o l'utopia è chiedersi se una democrazia possa vivere senza una morale? Ma come sopravvive una politica se non subordinandosi al soldo, senza pretese di riformare la società e agire secondo le reali pretese dei cittadini. Ormai il ruolo della politica è lasciare al capitale e al suo mercato il governo reale. Esso si occupererà di lavori pubblici quali le grandi imprese edili togliendo molti quattrini ai cittadini e facendoli poi fluire nelle mani di pochi. Insomma uno spettacolo per stomaci forti c'è da crederci. Per dirla in senso metaforico (ma non troppo); L’antichissima irresponsabilità del capitale, di quel migliaio di aziende che oggi si arricchiscono sulla testa dei sei miliardi di uomini che abitano il pianeta.


La ragione per cui la new economy con il suo esercito di computer, telefonini e Internet resta senza un vangelo comprensibile da tutti.Al nostro posto abbiamo i soldi e le macchine e forse qualcosa non torna. L’impresa capitalista ha un solo dio: il denaro...". In sintesi io capisco realmente che il mondo della nuova economia non sono tutte rose e fiori anzi la globalizzazione non fa altro che aumentare le disuguaglianze sociali i ricchi diventeranno sempre piu ricchi e i poveri sempre piu poveri. Oppure sono loro i possessori del capitale che ci prendono per il lato b, ossia questi annunci di apocalisse vengono fatti e lo ripete Giorgio Bocca nel suo libro il Pandemonio, perché chi li fa sa benissimo che non avranno alcun effetto. Lo sanno bene che l’Apocalisse no ha mai spaventato nessuno. Basta allora con falsi allarmismi, con profeti apocrifi al soldo del pensiero unico del neo liberismo . Facciamoci gli affari nostri, scriviamo ogni giorno il nostro futuro con le nostre mani ma soprattutto con la nostra testa. Qualcuno sta veramente cercando di farci lo scherzetto del Grande Fratello, ma finchè la testa mi funziona dovrei esserne immune.



Timori e diffidenze 14.02
Oggi il sentimento del timore della perdita del nostro tenore di vita, tramite la perdita dell'impiego, l'aumento dei prezzi e in genere per il futuro ascoltando i media è sempre più dominante. La crisi economica allargandosi a macchia d'oglio su altri settori non necessariamente collegati. Ecco che così ogni cambiamento o inversione di rotta sia nei comportamenti o nelle decisioni politiche anche se razionalmente necessario suscita timore. Ecco che così per citare un esempio di attualità l'allargamento a più paesi sulla libera circolazione delle persone sia nella nostra minuscola Svizzera come in genere in qualsiasi altra comunità suscitano motivo di timore e diffidenza. Vengono liberati i più apocalittici scenari di fantomatiche invasioni di popolazioni incline alla violenza, stupri e criminalità. Come se noi ne fossimo privi e avessimo risolto ogni problema in tale direzione. Questi meccanismi sono antichi come la storia dell'uomo, come anche i problemi che essi pongono.

I timori e le diffidenze tendono ad'alzare il livello di tensione sociale, all'insegna dell'ostilità e dello scontro. Le forze politiche sono al loro volta vittime dello stesso meccanismo, trovandosi in maggiore conflitto nel difendere da un lato le aree sociali e dall'altro quelli dell'economia non sempre unite da comuni interessi. L'industria per salvarsi chiede aiuti allo stato e a noi cittadini di comprare i loro beni di consumo, minacciando la chiusura degli stabilimenti di produzioni (che verranno trasferiti in altri paesi più convenienti), lo spettro della disoccupazione ecc.. Per salvare il mercato dominato dall'etica del movimento (chi si ferma è perduto) dovremmo noi stessi continuare ad'essere in continuo movimento. Le strutture che portano camion vuoti e macchine con una persona sempre più grandi e costose e sempre più accessoriate, sono sempre più succube del petrolio. Dovremmo auspicare altre priorità in questa epoca ad'alta connettività. Come i servizi online a tutte le famiglie gratuiti, per pagare ogni forma di pagamento, richiedere un documento per le varie forme di pratiche burocratiche. La scelta del pediatra, dottore tramite un tabulato che indichi le date disponibili e i prezzi da confrontare con la concorrenza. Invece di pagare centinaia di franchi ad un notaio (per esempio) per dire che io sono io. Tutto queste non sono priorità? Incentivare il telelavoro per diminuire il traffico non è una priorità? Liberalizzare il cosiddetto"ultimo miglio" diminuirebbe se son azzererebbe i costi dell'ADSL. Liberare la rete dando la possibilità di uno scambio di idee e progetti nuovi per migliorarci la vita sociale con azioni di sostegno e solidarietà verso i più bisognosi che lo stato ignora o ridicolizza con aiutini e sostegni effimeri. L'etica del tempo che domini la nostra società, contro le code del traffico, dei centri commerciali per decidere noi cosa farne del nostro tempo per attività culturali o a contatto con la natura ecc.. Liberiamo il tempo e i timori con le sue diffidenze tramite la mobilità forzata e imposta da chi ne trae profitto. Tempo per oziare senza eccedere è la nostra unica e ultima arma di scambio, contro i manipolatori del tempo e del nostro denaro.




La decrescita un'eresia? 02/01
Da troppo tempo il mondo finanziario è lontano dalla nostra realtà. Anzi non lo abbiamo mai percepito come nostro, essendo noi unicamente parte dell'intero ingranaggio e come nel corpo umano abbiamo specializzato alcune qualità che determinano si l'intero meccanismo, ma non ci danno la consapevolezza del tutto. Ma chi lo possiede questo senso della realtà? Il ricco finanziere o il politico vivono nel loro mondo d'orato e predicando oltremodo le loro parabole fatte di promesse nel loro linguaggio gentile e studiato. E noi popolo dove vaghiamo? Non avendo accesso al superfluo eccessivo ci accontentiamo del superfluo concesso. I risultati aimè vedi la crisi finanziaria del sistema bancario sono in parte figli della troppa generosità nell'elargire crediti per tutti.

Ma d'altronde l'intera struttura economica è basata sulla produzione ad'ogni costo con il conseguente consumo. La crisi finanziaria avvantaggia la teoria di Karl Marx e i suoi eredi. "Il Capitale" va a ruba nelle librerie, forse i manager vogliono capire dove hanno sbagliato. Una nuova generazione di lettori è turbata dalla crisi finanziaria, riconosce che il neoliberalismo è fallito e si è rivelato un sogno irrealizzabile, quindi cerca di recuperare vecchi ideali. L'aumento della ricchezza prodotta dalla forza-lavoro salariata porta ad una crescita del capitale ed anche (ma non necessariamente) dei salari. In effetti aumentano le ricchezze di chi già possiede molto, e diminuisce il potere di acquisto di noi non ricchi. Qualcuno li ha poi capiti i meccanismi che regolano l'economia? L'illusione che avere rende più che essere prevale ogni altro ragionamento e quindi cesso di sforzarmi di capire e scrivere cose già presenti a fiumi sia in internet come anche su numerosi libri e articoli poco letti. Trovandomi a contatto durante un viaggio con una giovane ragazza che accompagnata dalla propria madre esclamò; "Mamma perchè non sono ricca, la mia vita sarebbe molto meglio", ho riflettuto che esistono si altre realtà giovanili come coloro che tramite l'impegno allo studio e l'autoresponsabilità si prodigano in attività anche in ambito sociale o sono "semplice" mamme o padri che con il loro sacrificio sostengono la loro famiglia. Ebbene il trend è secondo la mia osservazione quello della prima ragazza che non avendo altre responsabilità che il divertimento-consumo, resiste alle incombenze dettate da noi adulti tramite il lavoro o le numerose regole che la società dall'alto ci impone durante la settimana. Arrivati i momenti di svago del fine settimana le valvole di sfogo vanno più o meno nella trasgressione ad'ogni costo.

Sono sempre esistite le trasgressioni e anche i conflitti generazionali. Così da presunto trasgressore mi ritrovo a parlare di coloro che oggi per diritto di età praticano ciò che io oggi critico? È della sostanza di ciò che queste generazioni di masochisti del proprio corpo che vorrei parlare, ma trovo pochi argomenti coerenti ad'essa. Altro problema ben più impegnativo è di stabilire chi oggi è giovane. L'adolescente che finita l'epoca di apprendimento diventa adulto, oppure l'adulto che superati di alcuni decenni l'età della pubertà è a buon diritto considerato per dirla in termini economici "un giovane consumatore". Che dire poi della seconda giovinezza o vita che più della meta dei coniugati inizia in nuove relazioni e sfociando in nuove paternità si assume il diritto di essere ancora giovani per altri ventanni? Insomma la complessità aumenta e farne di un erba un fascio è forse più sensato anche se pregiudizialmente imputabile. Sarebbe noiosissimo introdurre nel mio discorso i ragionamenti sulle generazioni dei padri incapaci sia di dialogare come di insegnare ai loro figli. Come ancora più uggioso l'esempio degli anziani sempre più numerosi che pur avendo le leve del potere nella nostra società non comprendono o non vogliono lasciare le loro posizioni per il nuovo che avanza. Che rottura i soliti discorsi che facevano i nostri genitori ormai diventati anziani! Torno all'inizio del mio discorso sull'economia chiedendomi se, è giusto introdurre il quesito se abbia senso che la crescita economica possa continuare all'infinito in un mondo finito?

Proponendo sullo stesso piano follia ed economia. Quando parliamo di crescita si intende quella fede che investe tutta la nostra esistenza e governa tutti i nostri comportamenti. Gli economisti la racchiudono in una sigla "pil", alle scuole i bimbi e in seguito ragazzi crescono nel loro percorso istruttivo che li porterà nella scelta di una professione o studio che li farà crescere tramite l'esperienza ecc.. I bilanci di ogni spa o slr devono per dare credito a propri azionisti crescere. Siamo costruiti su una semplice equazione che si pretende onnipotente: più=meglio. L'economia può/deve solo crescere espandersi producendo prodotti utili ma anche (sempre più) superflui. L'economia è cosi intrinseca al nostro vivere quotidiano che riferendoci ad'essa non intendiamo solo industria, agricoltura, commercio e finanza. Intendiamo anche una mentalità diffusa, modi di essere e pensare di questa nostra epoca. Appena questa crescita di cui parlavo prima si arresta o viene frenata, il dubbio ci invade che sarà imminente una crisi. Subito subentra una sorta di paralisi del pensiero, d'inquietudine e angoscia per il futuro. Intanto continuiamo ad ignorare le conseguenze sull'ambiente, sulla salute, sulla qualità di vita. Insomma viviamo nell'assurdità di un sistema che ci obbliga a espanderci, consumare senza senso. Così facendo ipotecando e impoverendo le generazioni future.

Leggendo nel web ho trovato tre possibili scenari che approvo in pieno come possibili vie d'uscita.

Primo rimedio: L'evoluzione della tecnologia nei vari campi risolveranno i nostri problemi.

Secondo rimedio: Continuare con questo sistema economico basato sulla produttività ad ogni costo, rispettando l'ambiente e sostenendo un benessere sociale uguale per tutti. Evitando che delle multinazionale ad esempio decidano le sorti di intere nazioni, oppure tramite un governo centrale regolato ed'accettato da tutte le nazioni, si evitino le guerre per procurarsi le materie prime (vedi Iraq).

La terza che non pongo come rimedio ma come soluzione più convincente e più assurda è questa: Una "DECRESCITA" come risposta piu radicale ma razionalmente più giusta. Se questa crescita iniziata con tanto impeto alcuni secoli ha si causato tanto benessere e modernizzazione, allungandoci la vita per esempio, o sostituendo il lavoro manuale con quello delle macchine e dei computer, ha avuto come rovescio della medaglia lo sterminio di interi popoli, diverse guerre di stampo imperialista-coloniale, lo sfascio del nucleo familiare e degli affetti ecc.. ecc.. Perchè volere continuare a pedalare in salita se al minimo disturbo che può avere 1000 cause diverse, l'intero motore si arresta. Se la crescita ci conduce a tanto e ci fa sbattere contro il muro, l'unica via d'uscita è quella di invertire la direzione.

Pura follia e utopiche teorie? Seguendo i principi matematici o fisici direi invece che la decrescita è la risposta più logica. Invertire l'equazione più=meglio con meno=meglio. Così anche il benessere personale, la felicità il maggiore equilibrio faranno da capolinea ai termini: minore consumo e meno economia. L'altruismo prende il posto dell'egoismo e la vita sociale sul consumo sfrenato. Senza passare ad'atteggiamenti di messianicità oserei dire il bene sul male tramite la decrescita trionferebbe. Forse esistono nuove frontiere inesplorate del pensiero che qualcuno dei miei lettori non ha osato ancora rivelare per pudore e mancanza di autostima. Ebbene attendo con trepidazione un quarto rimedio. E se dicessi che nel leggere queste mie righe sento nascere più del sarcasmo piuttosto che una riflessione sul tema? Un tempo prima che tutto questa crescita non esisteva neanche come parola, coloro che mettevano in dubbio la parola della chiesa-stato veniva considerato un eretico e messo al rogo. Oggi di quelle idee non se ne parla più dato che la parola di Dio viene sempre meno considerata. Ebbene essere eretico per motivi terreni e non campati in cielo è sempre stata una mia brama.


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Last modified Mai 1, 2013