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il mio Zarathustra

Indice

2014

Vittime di noi stessi

Strategia antisolitudine

La solitudine

2013

Demenza digitale

Tutti siamo colpevoli

Miti errati

Il nuovo progettista

Il vecchio progettista

Le stelle cadenti

Un ritorno del pendolo?

Patriotismo globale

Libertà è partecipazione

Elezioni bistrattate

2012

Il fenomeno Occupy

Europa liberticida

L'oppio dei popoli

Il Titanic politico

I'origine dei debiti

Il tempo del non tempo

Assuefazione tecnologica

2011

Cittadini equizzati

Interessi Nazionali

Incubo estivo

Metafora sui giovani

Sfere private defraudate

Energia vs Democrazia

Le vicende mediatiche e noi

Il cavallo sanremese e il bunga-bunga

Per noi polli felici

Le mie formule inesatte

Inizio d'anno improvviso

2010

Un problema di attori

Anime spente

Omolagazione delle menti

L'angoscia dell'anonimato

I vecchi tempi

Incognite elettorali

Linfe vitali

2009

Chiacchere sul Natale

La crisi è finita

Noi viandanti del web

L'uomo subordinato

Timori e diffidenze

La decrescita
un'eresia?

2008

Armagheddon sull'economia globale

Sul razzismo globalizzato

Coriandoli di piazza

In mano ai calabroni

Evasione dalla natura

Educare rende forti

il saggio disubbidiente

La situazione nel 2008 è buona



2007

L'esaltazione della durezza

La civiltà degli Outlet

La bontà fraintesa

Cogito ergo non sum

Virus anarco-individualismo

Evasioni Estive

Follie Estive

La nostra agenda

Compito di genitore

Salvare il pianeta


Mamme con la valigia

La libertą di opinione

I mass media
oggi


Premessa ai
mei commenti

Siamo fottuti!

Il clima cambia noi no

2006
Noi emulatori
del potere

la proprietą privata

la diffidenza

Il sentimento
del "noi"

Essere gaudenti

La pubblica ottusita

Il valore
delle proprie convinzioni

pensieri di primavera


2005
Voto per corrispondenza

2004
Riflessione
di fine anno

Il mio Modo

Natale

Contro
corrente


Stiamo
Invecchiando


Lettera agli
amici







La mia pagina
su Nietzsche

 
 

Il mio Zarathustra vuole essere una finestra sul mondo per comunicare
con degli spiriti liberi, e bisognosi di potere esprimere in piena sinceritą
il proprio pensiero.  Mario Pluchino / 12 Novembre 2004
 


Generale

Periodo 2014

 

 

Vittime di noi stessi 21/02
Mentre l’immagine del nostro paese e la speranza di uscire alla fine da una crisi che più che economica è palesemente sempre più sistemica, non era necessaria questa ennesima crisi di governo, risolta con la salita al colle dell’ex sindaco di Firenze Renzi, senza peraltro essere stato eletto dal popolo. Questa instabilità politica che uccide ormai da anni la stabilità nazionale, nel nostro paese sembra essere diventata parte integrante della nostra Repubblica. Bisognerebbe aggiungere un articolo aggiuntivo nella costituzione: "L'Italia è fondata sull'instabilità politica e la minaccia costante di far crollare i governi". Troppo presi dalle bagarre politiche, interne o esterne dei politicanti, non si capisce più nulla. Lo stesso dicasi per le nostre associazioni italiane in Svizzera. Dopo alcuni mesi di bagarre su temi abbastanza noti come la tassa sull’Imu, i soldi rubati delle pensioni dei nostri connazionali, il silenzio regna incontrastato. A volte dubito delle mie capacità comprensive di tali progetti "politici" molto "importanti" che noi umani comuni non siamo in grado di comprendere. Sempre nel frattempo, gli stessi "dirigenti politici" continuano a comportarsi come se fossero i padroni non solo della nazione, ma della vita di ogni singolo cittadino "comune" il cui solo scopo di vita appare essere continuare a sopportare l'assurdo perché, "loro" hanno deciso così.

È pur vero che c'è una parte di questi "cittadini comuni" che non battono ciglio di fronte agli eccessi esagerati di una classe politica che - col beneplacito della "grande capacità di sopportazione" dei cittadini - che pensa solo a far di conto, ma in un solo senso: togliere ai poveri per dare molto ai pochissimi veri ricchi. Probabilmente, anche questo "accettare" fa parte del DNA italiano e dovremo farcene tutti una ragione. Seguendo la politica molto appassionante degli "amici" Stati Uniti, chi già povero era probabilmente fa parte dell'unica classe sociale cui, tutto sommato, non è accaduto granché di diverso da prima, a parte la negazione totale di qualsiasi beneficio economico per mano dello Stato. Come a molti ignari delle faccende molto più grandi di noi come la politica e l’alta finanza io mi stupisco di una popolazione, o parte di essa, che non ha mai fatto nulla per mettersi in grado di capire e formarsi almeno un po’, allo scopo di non darla sempre vinta (tramite il voto) a coloro che si lustrano d’impegno sociale e politico in nome delle minoranze o di noi emigrati. M’indegno di tutto ciò che è permesso a un ristretto gruppo di paraculi personaggi politici che da anni tengono in ostaggio il parlamento, Grillini compresi seppur da poco tempo, e conseguentemente un'intera popolazione per scopi molto, molto personali e non parlo certamente solo del condannato. Più o meno ogni personaggio politico nasconde nemmeno troppo in qualche armadio i suoi scheletri. A cosa serve indignarsi, se quest’indignazione non è seguita dall'azione? Sono stanco di troppe parole, reiterazioni, inutili proteste civiche fine a se stesse. Stanco di una popolazione che si lamenta, ma non fa nulla per cambiare. Forse ancor oggi nessuno sta capendo, che il paese non potrà mai cambiarlo chi l'ha rovinato fino ad oggi. Dovevamo cambiarlo noi questo sistema! Non so cosa accadrà dopo l'ennesima rappresentazione di follia politica nazionale e l’entrata in scena del rottamatore Renzi. Ha promesso che ogni mese vi sarà un provvedimento approvato alla camera, che saranno eliminati i rimborsi ai partiti ecc. Perché non usano il troppo denaro di cui si appropriano tutti allegramente, partiti e fondazioni ed ex partiti, per sanare un po’ il  caos disonorevole in cui ci hanno ficcato? Ah già, come potrebbero? L’hanno rubato loro fin qui, ci hanno calato nella melma apposta, vuoi che ora ci tirino pure fuori dai guai che ci hanno e ci stanno procurando?
Come possiamo ancora pensare che possa essere l'ambiente politico a "salvarci" se è proprio l'ambiente politico che ci portiamo appresso da trent'anni ad averci messo nei guai? Mi chiedo: cosa rende possibile che una popolazione rimanga costantemente vittima di se stessa? Ignoranza? Incapacità a rendersi conto che la responsabilità di un intero paese non può essere sempre lasciata in mano ad altri? O la scoperta che, tutto sommato, in questo paese non si vive poi male? Per finire parlando delle proteste dei vari rappresentanti di associazioni, Comites e deputati in Svizzera la loro preoccupazione non è tanto lo smaltimento ormai inarrestabile dei contributi, o delle chiusure degli sportelli consolari, o dei corsi di lingua e cultura (?) sempre più in difficoltà. Negli ultimi anni la torta sta finendo e soprattutto la classe politica tende a lasciare sempre meno briciole, divora anche quelle. Ecco che coloro che fino ad’oggi ne traevano dei vantaggi personali, in attesa col bavaglino la sua piccola dose di magna magna, s’incazzano. Non perché il paese va in rovina o perché le associazioni in Svizzera hanno sempre meno simpatizzanti, semplicemente perché non ha più la sua briciolina, mangiano solo gli altri. Non esiste legge che garantisca assenza di corruzione se l’animo di chi è eletto ha un prezzo.

 

 


Strategia antisolitudine 17/01
La strategia antisolitudine è quella di avere oggetti d'amore che riempiano la nostra vita. Ed è così. Il requisito per potere attuare questa strategia è che spesso per avere molti oggetti d'amore, per essere avidi di vita, occorre avere una grande capacità d'amare. I deboli sono troppo inclini a scambiare la compagnia per amicizia, salvo poi avvertire una profonda solitudine interiore quando la superficialità del rapporto viene a galla. Per le persone violente la loro natura rovina molti rapporti umani perché la loro violenza esplode con difetti molto gravi come, per esempio, la  gelosia  e la superbia . Vi sono poi i romantici che avvertono in modo particolare l'oppressione della solitudine perché idee classicamente romantiche sono l'amore o la famiglia che sono visti come condizioni necessarie alla felicità. Spesso, il romantico risolve (male) il problema della solitudine con la strategia dell'ultima spiaggia. Altri sentimenti come l' invidia  possano facilitare molto la solitudine.
Poiché tali difficoltà aumentano con l'invecchiamento del soggetto (molte persone rimpiangono i tempi dell'adolescenza o della scuola in cui era molto facile avere amici e la solitudine era una parola sconosciuta), si può ritenere che, se non si corre ai ripari, sia naturale evolvere verso la solitudine dei vecchi.   Le strategie sbagliate possono essere anche di riempire la propria vita con attività di gestione come la casa, il giardino, l'auto, lo shopping, lo sport ecc. Senza amare veramente questi oggetti, che quindi non sono oggetti d'amore, li si usa per riempire il tempo. Si arriva persino a negare la solitudine convinti che "non si ha mai tempo". Io credo in ultima analisi che per sopportare o coinvivere con la solitudine, sia necessario riuscire a stare da soli e bene con se stessi. Si apprezzerà ancora meglio la compagnia degli altri, sarà la ciliegina sulla torta. E per star bene da soli non c'è che un modo, amare ciò che si fa, penetrando dentro di esso e fondendosi con esso fino a dimenticare tutto ciò che ci circonda.

In definitiva, fare una cosa da soli non deve essere frustrante. Non sono un solitario perché ho una moglie fantastica e i miei figli ancora riempono in gran parte il mio tempo “libero”, ma sono sicuro che li apprezzo proprio perché saprei star bene anche da solo, li vedo come uno splendido regalo che la vita mi ha fatto, non come ancore di salvezza. Invece che piangersi addosso, diciamo al mondo ciò che amiamo e il mondo ci ricompenserà permettendoci di incontrare altre persone che amano gli stessi oggetti d'amore. È importante soprattutto non lasciare che i pensieri negativi offuschino ciò che amiamo, in tal caso non possiamo poi pretendere di essere felici. La strategia antisolitudine migliore è quella di farsela amica la solitudine.

 

 


La solitudine 04/01
È un problema che tocca drammaticamente milioni di persone. In sé la solitudine non può essere considerata un fattore penalizzante. Dipende dall’atteggiamento di ogni persona, e dagli interessi personali in cui la solitudini può essere un vantaggio. Vi sono poi persone che nonostante siano piene d’interessi per la vita, schiacciate dalla solitudine, farebbero qualunque cosa per avere un qualche rapporto umano.

Mi chiedo dunque quando la solitudine è realmente un ostacolo alla qualità della vita e quando invece è il soggetto che non sa gestirla. Come dicevo prima vi sono molti aspetti positivi nella solitudine. La libertà assoluta di decidere ogni scelta fatta, senza alcun compromesso, tanto che la solitudine può anche essere positiva, tanto che a volte è ricercata. Vi sono poi i rapporti personali positivi che amplificano gli oggetti d'amore o d’amicizia. Purtroppo capita che vi sono dei casi disperati di solitudine, che preferiscono una compagnia devastante piuttosto che la solitudine. Insomma una strategia dell'ultima spiaggia .

È come se fosse necessario avere delle persone intorno, tanto da condizionare il nostro grado di felicità. Così per molti è necessaria la ricchezza per essere felici, avere un partner altrettanto, fino ad arrivare alla "necessità di non essere soli". Credo che si ami stare soli, quando abbiamo un’attività che ci appassiona. In quei momenti di frenetica euforia, non conta, che io sia solo o meno, poco importa. Quando noi abbiamo qualcosa da amare siamo già in compagnia di un amico. Ricordo innumerevoli istanti trascorsi non in solitudine, ma a volte immerso in un bellissimo libro a contatto con la natura in una giornata di primavera. Spesso mi ritrovo nella profondità di lunghe riflessioni su vari temi, e niente o nessuno può redimermi dallo scrivere i pensieri di quei momenti.

In questa epoca vi sono sempre più persone single che hanno una vita molto intensa, riempita dal lavoro e/o da hobby cui tengono molto, e non soffrono affatto la solitudine. Ciò evidenzia che è possibile svincolarsi dalla necessità del rapporto umano. Io non darei una definizione generale della solitudine, ma a seconda dei casi può essere vissuta come devastante o un arricchimento per avere del tempo per se stessi e dedicarsi alle proprie passioni. Inoltre la storia è piena di personaggi famosi e inclini alla solitudine. Senza di essa la loro opera non avrebbe mai potuto compiersi. La solitudine è parente stretta della creatività; l’intuizione appare e si fa viva, quando tutto attorno è silenzio. Ricordo con quale passione e vitale motivazione, m’immergevo nella solitudine delle mie letture filosofiche, addirittura leggendo ad alta voce alcuni libri e registrando la mia voce. Mi appassionavo nella costruzione di apparecchi elettronici, oltre alle visite universitarie che accompagnavano la mia settimana di studi e lavoro. Inoltre con il mio amico di viaggi Piero per una decina di anni, ho visitato dei paesi molto interessanti (culturalmente parlando), e la preparazione sull’itinerario da scegliere legati spesso a delle culture scomparse, mi hanno accompagnato per diversi anni. Oggi in famiglia le cose sono cambiate ovviamente, ma il desiderio di ritagliarmi i mie spazi di solitudine per curare i miei interessi “letterari” e tanto altro, niente e nessuno possono negarmeli.

 

 

   
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Last modified Mai 25, 2014