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il mio Zarathustra

Indice

2013

Libertà è partecipazione

Elezioni bistrattate

2012

Il fenomeno Occupy

Europa liberticida

L'oppio dei popoli

Il Titanic politico

I'origine dei debiti

Il tempo del non tempo

Assuefazione tecnologica

2011

Cittadini equizzati

Interessi Nazionali

Incubo estivo

Metafora sui giovani

Sfere private defraudate

Energia vs Democrazia

Le vicende mediatiche e noi

Il cavallo sanremese e il bunga-bunga

Per noi polli felici

Le mie formule inesatte

Inizio d'anno improvviso

2010

Un problema di attori

Anime spente

Omolagazione delle menti

L'angoscia dell'anonimato

I vecchi tempi

Incognite elettorali

Linfe vitali

2009

Chiacchere sul Natale

La crisi è finita

Noi viandanti del web

L'uomo subordinato

Timori e diffidenze

La decrescita
un'eresia?

2008

Armagheddon sull'economia globale

Sul razzismo globalizzato

Coriandoli di piazza

In mano ai calabroni

Evasione dalla natura

Educare rende forti

il saggio disubbidiente

La situazione nel 2008 è buona



2007

L'esaltazione della durezza

La civiltà degli Outlet

La bontà fraintesa

Cogito ergo non sum

Virus anarco-individualismo

Evasioni Estive

Follie Estive

La nostra agenda

Compito di genitore

Salvare il pianeta


Mamme con la valigia

La libertà di opinione

I mass media
oggi


Premessa ai
mei commenti

Siamo fottuti!

Il clima cambia noi no

2006
Noi emulatori
del potere

la proprietà privata

la diffidenza

Il sentimento
del "noi"

Essere gaudenti

La pubblica ottusita

Il valore
delle proprie convinzioni

pensieri di primavera


2005
Voto per corrispondenza

2004
Riflessione
di fine anno

Il mio Modo

Natale

Contro
corrente


Stiamo
Invecchiando


Lettera agli
amici








La mia pagina
su Nietzsche

 
 

Il mio Zarathustra vuole essere una finestra sul mondo per comunicare con degli spiriti liberi, e bisognosi di potere esprimere in piena sincerità il proprio pensiero.  Mario Pluchino / 12 Novembre 2004
 


Generale

Periodo 2006

Noi emulatori del potere 09/11
Premetto che questa ispirazione di ciò che scrivo non è premeditata o rivolta ad'una certa categoria di persone ma è un semplice passagio in parole di pensieri inespressi in azioni.

Mi chiedo se noi esseri individualisti siamo o meno spontanei nelle azioni, o per consenso degli altri ci sforziamo di apparire seguendo un modello preconfezionato.

Mi chiedo se abbia un senso investire mia. di dollari in campagne elettorali per convincere il popolo a votare un candidato piuttosto che un'altro.

Mi chiedo del perchè le grandi imprese investano tanto denaro per la pubblicità.

Mi chiedo del perchè noi seguiamo le mode, e modelliamo il nostro modo di pensare secondo il paese in cui viviamo, o la nostra provenenzia, gruppo sociale o religioso.. Mi chiedo infine la ragione di tanto consumo di beni superflui, mentre il pianeta e i popoli opressi si stanno ribellando.

Le mie singole risposte hanno un punto in comune che cerchero di esprimere:

La nostra esistenza è formata da dolore, piacere, noia e desiderio. Quindi si desidera ciò che non si possiede e nel farlo soffriamo.  Quindi la volontà del desiderio provoca la sofferenza. In tutto questo vi sono antichi concetti sia buddisti piuttosto che Schopenaurianie sentenze che esprimono il dualismo desiderio-dolore. Io correggo il tiro trasformando la parola sofferenza in ansietà e nevrosi. Appagando uno dei numerosi desideri che la società ci offre, altri rimangono innappagati non dandoci la felicità ma per un pò cessa l'ansia. È preferibile affidarsi a dei modelli comuni che crearne dei nuovi, anzi è più comodo agire in questo modo. Le macchine hanno automatizzato gran parte della nostra vita e questo è solo l'inizio. Verrà il giorno in cui l'unico organo ancora in funzione sarà il cervello, che costretto ad agire unicamente per se stesso soccomberà per la troppa noia e atrofizzazione degli altri organi ormai sostituibili da organi mecchanici/biologici. Il mezzo tecnologico viene usato da chi ha il potere per controllare le nostre vite facendoci illudere di un libero arbitrio da parte di noi uomini occidentali e presto asiatici (cinesi, indiani). Dato che senza la sofferenza non subentra in modo presumibile il piacere, ma solo la cessazione del dolore sarà la mancanza di desiderio che farà subentrare la noia. La noia è l'assenza di tensione e come assenza alla fine dà dolore. È in questo circolo senza sbocchi che sempre più ci troviamo seguendo l'istinto comune di inseguire valori esteriori. Mentre la pace interiore seguita dalla riflessione, la lettura, la cura del propio corpo espirito vanno nella direzione opposta. Anche questo cammino è aimè già stato commercializzato dall'industria che attrae i cosidetti diversi che non vogliono seguire il flusso delle mode consumistiche, proponedo e convincendo che seguire una via aternativa e la soluzione migliore. Ecco allora crescere il fatturato di aziende che offrono servizi per il benessere corporale, spirituale e biologico. Il settarismo religioso è un'alternativa che va molto forte nel paese di riferimento per capire come saremo noi nel futuro. Ossia gli USA che ci danno una previsione esatta del nostro futuro come società e custumi da adottare.  Sotto tutto questo nostro istinto di brama di affermazione si nasconde un'unico motivo. L'Eros. L'eros è tanto forte perchè è uno strumento della volontà per mantenere la riproduzione della specie. Credendo noi di agire per nostro convincimento umanamente ci sentiamo realizzati. In realtà siamo in balia ai nostri più arcani istinti e non c'è modernità che può frenarci. Anzi può accrescere l'istinto ma indirizzarlo per vie opposto a quella che è la ragione unica di esistere, ovvero la riproduzione. Quale altro scopo ci avrebbe donato madre natura se non quello di agire per conservarci nella specie. In fondo non agiamo diversamente dagli altri esseri viventi anche se attraverso la cultura ci convinciamo del contrario. La nostra grande illusione è che emulando le abitudini di che detiene il potere, possiamo raggiungere i più ambiti scopi terreni, mentre avviene esattamente il contrario. Emulare i VIP o i farabutti al potere è controproducente per il mio spirito, che chiede unicamente di esprimersi tramite il propio mezzo ossia la propia natura libera e indipendente. Abbasso alle mode e ai falsi costumi di falsi profeti che per mezzo di falsi valori spacciano la felicità a scapito dei più deboli o meno dodati. La vera libertà come disse un noto cantautore è partecipazione e amore per tutto (i) ciò che ci circonda.


 



la proprietà privata 23/08
Borghese moderna è l'ultima e la più perfetta espressione della produzione e dell'appropriazione dei prodotti che poggia su antagonismi di classe, sullo sfruttamento degli uni da parte degli altri.

Cos'altro dimostra la storia delle idee, se non che la produzione intellettuale si trasforma assieme a quella materiale? Le idee dominanti di un'epoca sono sempre state soltanto le idee della classe dominante. Sono i padroni del capitale che decidono per noi grazie al nostro irrinuciable contributo. Facendoci credere che per vivere si debba possedere un cellulare, una macchina, diversi computer, vestiti firmati, visitare certi luoghi alla moda, conoscere Europark, Disneyland. Il tutto circondato da un'alone del superfluo.

Si parla di idee che rivoluzionano un'intera società; con queste parole si esprime semplicemente il fatto che entro la vecchia società si sono formati gli elementi di una nuova, e che la dissoluzione delle vecchie idee procede di pari passo con la dissoluzione dei vecchi rapporti d'esistenza. Quale nuove idee si prospettano da pasrte di ognuno di noi. Nessuna!!! Siamo in un fiume dalle correnti in piena e pochi riescono a raggiungere la riva. Questo fiume chiamato progresso porterà alla rovina di ogni valore che l'uomo in 10'000 di cultura ha faticosamente costruito e conquistato. Di cosa ci stupiamo seguendo gli eventi del calcio, della politica o delle guerre messe in piedi dai grossi gruppi finanziari con l'ipocresia della democrazia.

Quando il mondo antico fu al tramonto, le antiche religioni furono vinte dalla religione cristiana. Quando nel secolo XVIII le idee cristiane soggiacquero alle idee dell'illuminismo, la società feudale dovette combattere la sua ultima lotta con la borghesia allora rivoluzionaria. Le idee della libertà di coscienza e della libertà di religione furono soltanto l'espressione del dominio della libera concorrenza nel campo della coscienza. Oggi questa libertà è sfociata nell'individualismo sfrenato. Ognuno ha diritto a calpestare l'altro o usando le persone per acquisire più potere o prestigio personale. La propietà privata è nata quando l'uomo decise di non dividere con gli altri le propie fatiche. Per difendere questo regime economico e di produzione che nelle società avanzate viene a svilupparsi in periodi di crescita, riconducibile a pratiche di monopolio, di speculazione e di potenza, vi sono molti strumenti di protezione.

Il  liberalismo classico: difende una forma "pura" di economia di mercato con interventi statali ridotti al minimo. È questa la tendenza imperante di un modello di società che tutti i paesi vorebbero adottare. Il capitalismo è etico? Le sue regole, contratti e sistemi di applicazione possono essere resi totalmente obiettivi di coloro che li amministrano, ad un livello superiore rispetto ad altri sistemi.Il capitalismo è efficiente? Dati gli scopi morali o gli standard etici che potrebbe servire, qualunque essi siano, si può dire che esso distribuisca l'energia, le risorse naturali, la creatività umana, meglio di qualsiasi alternativa. Ecco il vero credo religioso della nostra cultura occidentale. Spesso essendo disinformati o pigri di capire, ripetiamo i contenuti dei telegiornali o del Blick di turno. Questo rende molto difficile uscire dal coro per affermare le propie naturali esigenze, che non coincido con quelle di mercato.

 




la diffidenza 25/09
l'istinto del gregge valuta le capacità medie e il mediocre come il valore più alto e prezioso. Queste capacità, modi di pensare e di agire è il modo in cui si trova la maggioranza. Questo istinto innato è contrario ad ogni gerarchia, considerando lo sviluppo personale che porta dal basso (ignoranza) all'alto come una separazione dal greggie al singolo separato e isolato. Il gregge avverte l'eccezione, tanto quella che è sopra, quanto quella che è sotto di lui. Questa eccezione viene percepita in modo ostile e pericoloso contro di lui. Spesso per persuadere le eccezioni di nature fortemente superiori, di non superare i limiti posti dalla gerarchia sociale, li si pone come guardiani o pastori del gregge. In questo modo per coloro che possiedono il potere si trasforma un possibile pericolo in un vantaggio. Essere un'eccezione può significare molte cose che cercherò di descrivere secondo la mia interpretazione.

  • primeggiare in qualsiasi campo lavorativo, artistico, sportivo ecc...

  • dominare le cose o le persone dal'altezza della superiorità conoscitiva

  • padroneggiare il linguaggio scientifico, letterario ecc...

  • avere accumulato sufficiente esperienza di vita in situazioni critiche ed averle superate

  • avere una malformazione fisica

Probabimente ho dimenticato molte altre caratteristiche che definiscono l'eccezione in un'individuo, ma spero di essere stato chiaro nella mia analisi. Vivere in società implica l'accettazione e l'approvazione per ottenere la linfa sufficiente per continuare la propia esistenza con armonia. Spesso però si confondo l'accettazione con la sottomissione e assimilazione di costumi e modi di pensare. I più insicuri interiormente esprimono un'eccessiva sicurezza e sforzo, rivolta tutta sul mondo esteriore. Seguendo mode di consumo o di pensiero sperando che il prossimo ci giudichi per ciò che possiediamo o appariamo. È questa la legge imperante nel mondo di oggi per venire accettati dai propi simili. Sempre più similmente consumatori e anonimi. Il prezzo da pagare avendo in dono una dote o diversità rispetto alla massa, è in molti casi l'isolamento e la diffidenza. Niente di più gioioso e piacevole vivere pienamente la propia natura, fregandosene del gregge!!! Per queste mie ragioni esposte in questo breve saggio sulla diffidenza affermo la seguente massima:

la diffidenza colpisce le eccezioni; essere un'eccezione è ritenuto una colpa da conformare.

 




Il sentimento del "noi" 14/07
Pensiamo alla forza d'urto che avrebbe una comunità come quella vista in questi giorni a Zurigo di italiani così uniti e fratellamente insieme. Potremmo contestare molte leggi che discriminano noi stranieri, semplicemente unendoci in una pacifica marcia di protesta. Pensate all'energia umana prodotta per qualcosa che in fondo riempie solo il nostro orgoglio nazionale, tradotto i questioni che ci interessano direttamente!!! La verità o realtà è un'altra cari amici lettori. Non potremmo più esporci per questioni sociali in quanto avremmo il timore di mettere in pericolo la nostra incoluminità, il nostro stato o benessere sarebbe messo in pericolo. In questo siamo tutti uguali noi popoli del benessere. Ci sentiamo appartenenti ad'un gruppo quando è vincente, e invochiamo la nostra appartenenza con slogan e comportamenti schimmieschi, e mettiamo la testa nella sabbia quando il governo ci chiede di pagare sempre di più le spese sanitarie, della benzina degli affitti ecc...

Io vorrei che molti di noi avessero acquisito tramite questi giorni di festeggiamento per la vittoria dell'Italia ai mondiali, uno spirito sociale diverso. Che lottassero anche solo verbalmente per le cose che ritengono ingiuste. Che uscissero dall'egoismo tipico di chi si sente in pericolo di perdere ciò che "faticosamente" ha costruito. Dice un saggio indiano che le uniche cose che un giorno rimarranno di noi saranno il nome e il ricordo della nostra capacità di donare qualcosa. Giunge un momento in cui l'uomo dispone di energie in eccesso. La scienza o technologia tende appunto a realizzare questo asservimento della natura. Così dopo esserci sfogati in gruppo torniamo ad'oziare. In questo ozio come nell'antica Grecia, potremmo perfezionare noi stessi, per fare di sè qualcosa di nuovo di più alto. Una nuova categoria di persone. Non più legate allo strato sociale, origine ma a degli obiettivi comuni. Come nei gironi dei mondiali. Molte virtù risultano così  superate che prima costituivano delle condizioni di esistenza.

Il pericolo consiste che non essendo più necessario avere delle virtù speciali che ognuno sicuramente possiede, le si perdono, e così perdiamo la morale dell'unica cosa necessaria, quella della simbiosi nel prossimo, nel donare noi stessi a servizio della comunità. I più deboli o disadattati devono rimboccarsi le maniche come abbiamo fatto noi così anche tutti quei stranieri non integrati che vorrebbero mettere in pericolo il nostro benessere. Così ragioniamo (quasi tutti) dopo il 9 luglio quando ancora ci sentivamo uniti per una questione di appartenenza.

Questa mia italianità si è sfoggiata di un trionfo sportivo e ne sono fiero, ma la mia natura e costume si esprime nella vita quotidiana, nell'educazione dei miei figli, nel sentirmi parte di una comunità (quella italiana), che non può prescindere i propi valori e la propia cultura, per i propi egoismi. Io non chiedo nessuna lode, faccio quello che è utile, o che mi fà piacere, o quello che si deve fare. Sapendo di correre il pericolo di isolarmi in questa mia costante ricerca intellettuale, provo appagamento nel potere esprimere le mie idee e comunicarle, oltre alla messa in pratica. Sapendo in sintesi che contano più i fatti, mi esprimo con una proposta fattibile. Ogni qualvolta otteniamo una vittoria nella nostra vita quotidiana, depositiamola nel nostro schrigno delle esperienze da ricordare positivamente. Ecco la vittoria del 9 luglio è una prova che se noi tutti ci uniamo per uno scopo unico possiamo vincere ogni ingiustizia. L'amicizia poi viene da se in questi casi, come il tempo dedicato alle cose per noi interessanti.

 




Essere gaudenti 21/06
La parola gaudente per chi non fosse pratico secondo il dizionario significa:
Che gode di q.c., chi ama vivere tra gli agi e piaceri, festaiolo godereccio ecc...
Io spesso mi sono chiesto se sia possibile possedere questa qualità o caratteristica, pur dovendo affrontare gli ostacoli che la vita spesso ci presenta. Non ho una risposta precisa ma molte certezze e alcuni dubbi che vorrei esprimere. Se molte persone si differenziano per la loro vitalità, energia o semplicemente volontà sono esse da definire come felici? Andiamo per gradi. Felice è colui che possiede tutto ciò che desidera o colui che vive senza il desiderio di possedere? Secondo la nostra cultura occidentale vale la prima dichiarazione. Ebbene supponiamo che sia così e poniamoci la seguente domanda: È corretta la definizione di "gaudente" descritta nel dizionario? Si è corretta per la nostra interpretazione della realtà. Cosa direbbe un'asceta se dovesse dare lui una definizione di "gaudente". Sicuramente l'opposto, ossia che non desiderare più nulla e vivere della massima semplicità e austerità significa essere "gudenti". Come uscirne da questo dilemma? Io citrei un dialogo di Socrate con Alcibiade che tratta della felicità:

So. Non è dunque possibile che sia felice chi non è ne saggio nè buono.
Al. Non è possibile.
So. I cattivi dunque sono infelici.
Al. E quanto!

So. E per conseguenza nemmeno la ricchezza ci libera dall'infelicità, ma la saggezza.
Al. Così pare.
So. Se vorrai amministrar rettamente e bene le faccende pubbliche, quello che devi comuicare ai cittadini è la virtù.
Al. Senza dubbio
So. Ma si può comunicare quel che non s'ha?

In conclusione per essere gaudenti per davvero e non secondo il concetto radicalizzato in questa società consumistica, basta godere delle propie virtù, cercarle e una volte scoperte vivere per esse.

 

 



La pubblica ottusità 05/06
Con questo titolo insolito mi ispiro pensando in genere al potere che le masse di popoli, o semplicemente le società hanno sulle epoche passate e presenti. Tutto è stato sempre regolato da una cosidetta casta di persone di alto rango che possedevano il sapere. Sapere inteso come divino nelle epoche preistoriche, poi occulto in quelle antiche o se vogliamo esoterico. Oggi secondo la mia osservazione, avendo un bombardamento ininterrotto di dati da parti dei molteplici media (TV, Internet, giornali e libri), la questione si è complicata in forma esponenziale.

Come si può accedere alla conoscenza nel senzo più vero senza venire influenzati da ciò che i potenti di turno vogliono offrirci. Si sceglie la via più breve e comoda ovviamente. Spegnendo in molti casi il nostro cervello o ragionamento, e affidandoci all'esperto di turno. Vivendo in un mondo sempre più complesso la specializzazione è inevitabile in ogni settore. Deleghiamo ogni nostra necessità al mezzo di informazione più vicino e rapido. Questo vale in ogni campo. Per parlare di scienza mi devo affidare a degli esperti che praticano codesta materia, leggere diversi articoli, analizzare e trarne se ho la competenza una mia conclusione. Ma ciò non è materialmente possibile essendo impossibilizzato di avere un specializzazione per ogni tema che richiama la mia attenzione. Come ne usciamo da questo vortice? Semplice ce ne allontaniamoDiventiamo dei consumatori di ciò che l'industria produce per noi e poniamo le priorità a dei valori esterni. Questa astrofizzazione delle nostre cellule celebrali è irrever-sibile, lenta ma sicura! Ecco così creata la pubblica ottusità che segue dei modelli di pensiero preconfezionati da "mode, pubblicità, tendenze" ecc...  Questo dal lato consumistico. Mentre da quello comportamentale ci viene offerta: linea politica, pregiudizii, educazione e morale. Questo rende tutti noi parte di uno standard oramai creato su misura in questo modello societario di questa nostra epoca moderna. Siamo ottusi perchè non riusciamo a costruire quasi niente con le nostre mani. Non conosciamo quasi niente di ciò che ci circonda al di fuori del mondo virtuale. Senza volere profetizzare troppo direi che le nostre opinioni non hanno più peso dato che pochi eletti decidono per tutti, anche se ancora ci illudono con la politica. Il denaro rende ottusa la nostra vista e si proclama come l'unica divinità ancora possibile. Emblematico l'ultimo scandalo nel mondo del calcio. Come combattere la pubblica ottusità? Ecco la mia ricetta:

° rendere la vita più ricca spiritualmente
° educarsi alla semplicità e una vicinanza più intensa con la natura
° riallacciare le vecchie relazioni perse nelle quali conserviamo ricordi positivi
° praticare la solidarietà non solo all'interno di un gruppo
° conoscere i più grandi pensatori e rivivere con loro le esperienze più intense

Tra la causa maggiore di questa "pubblica ottusità" per concludere io vedo come ragione principale, l'elogio, la santificazione della furbasteria ovvero della disonestà, malanno e antico vizio dell'uomo.

 




Il valore delle propie convinzioni 15/04
Non sempre le nostre opinioni rispecchiano la realtà dell'ambiente circostante. Secondo le nostre attitudini o esperienze ognuno forma i propi pensieri e convinzioni, nella convinzione che esse siano le più vicine alla realtà. Il modo di esporci o meno in ragionamenti superficiali o di approfondimento di un qualsiasi argomento, è dato anche dal nostro livello culturale o se vogliamo scolastico. Per la stragrande maggioranza di noi i periodo dell'apprendimento termina con la scuola dell'obbligo. Al limite qualche corso di aggiornamento professionale o linguistico per migliorare il propio bagaglio lavorativo. Se vi è uno sforzo di apprendimento lo si sostiene unicamente per migliorare la propia condizione personale nel mondo del lavoro. Almeno questa è l'osservazione fatta nel mio ambiente conoscitivo. Fatta eccezzione dell'esperienza fatta negli anni 90, quando frequentavo regolarmente seminari o convegni universitari "UZZ", sui più svariati argomenti. Spesso il tema scelto era in combinazione con un viaggio in un paese, che io ritenevo interessante dal punto di vista religioso, esoterico o in genere culturale. Altre volte invece era la storia o la filosofia che attirava il mio interesse di ascoltare il professore di turno che con metodo e precisione scientifica, citava il personaggio o la tesi oltre alle sue convinzioni personali. Ecco solo in quella esperienza notai interesse vero di dare un valore (non assoluto) il più vicino alla realtà, da parte dei partecipanti. La propia convinzione svaniva di fronte alla presentazione o alla sublimazione di personaggi noti storicamente sia per il loro contributo come piuttosto che alla loro idea o filosofia di vita. Era uno stato puro di apprendimento per me che mi nutrivo di letture di ogni genere di carattere prevalentemente umanistico. Purtoppo non essendo di natura un letterato ne di professione, e tantomeno di studio in senso formativo, non riuscì ad entrare in stretto contatto con studenti o professori che evidentemente dall'alto dei loro titoli già in partenza osservano "l'estraneo" come non idoneo o degno di considerazione. Così ho seguito e seguo tuttora il mio metodo autodidattico di "amore per la conoscenza". Devo dire che il valore più importante che pongo nelle mie convinzioni, è quello di non averne nel senso di valori assoluti. Non disdegno i mezzi di diffusione di massa come la televisione o i giornali per formarmi un'idea su qualcosa. L'importante è se di convinzione si può parlare, che se ne possiedo, queste nascono o vengono generate dal mio cervello o da una concatenazione di informazioni ricevute e come in frullatore mescolate, per poi farne uscire una (se possibile) nuova. Biasimo i loughi comuni, le dicerie o i pappagalli che assumono il valore di una convinzione ripetendo le opinioni su dei temi che i media in quel periodo ritengono sia importante per noi. Deviando o più giustamente secondo me, manipolando le conversazioni tra le persone in un specifico ambiente in un preciso momento (catastrofi, guerre, epidemie o sport). Prendete se vi capita o avete la mia stessa fortuna, l'occasione di approfondire e studiare una materia che interessi solo a voi in questo preciso istante. Senza lucro o apprezzamento altrui, ciòe approvazioni esterne la soddisfazione e intensità nell'impegno è massima. Non si tratta di volere imporre le mie idee, se sul tema in questione io sò 10 e tu mio interlocutore ne sai 4. Ma di volere esporre come in un dialogo di Socrate ogni sfaccettatura, ascoltando le risposte e seguendo un filo di ragionamento a due che come in un cammino alla fine ci condurrà ad'una meta finale o comune. Esiste la possibilità che questo nostro cammino di dialogo bruscamente si interrompa e che le nostre strade si separino. Perlomeno nello scambio avvenuto il valore delle mie convinzioni si sarà arricchito. (penso io serenamente). Purtroppo lo stolto ed ignorante non saprà mai che esiste un cammino come quello da me metaforicamente descritto sopra!!!

 




Pensieri di primavera 08/03
In questi giorni in cui le giornate ci offrono più ore di luce, e la temperatura è mite mi si offrono diversi motivi di osservazione, per credere che anche il nostro istinto naturale guida i nostri comportamenti. Le persone alle nostre latitudini improvvisamnete sentono il richiamo di passare molte ore all'aperto, di incontrarsi per svolgere attivita in società ecc... Come se ci fossimo svegliati da un lungo letargo. Eppure è sempre (in apparenza) il mondo mecchanico o tecnologico a dettare i ritmi della nostra esitenza. Questo mondo artificiosamente creato da qualcosa che la natura non possiede, ha come premessa un pregiudizio dei sensi e un pregiudizio psicologico. Tutto è calcolabile, cose (atomi), la cui azione rimane costante. Se noi dovessimo eliminare questi ingrdienti alla nostra esitenza, per la maggir parte di noi non rimarebbe più nulla. Senza i nostri cellulari, televisori, automobili o in genere le macchine, saremmo costretti a rivalutare il bene più prezioso ovvero noi stessi! Tutta questa finzione soggettiva chiamata scienza è oggi l'imperativo assoluto che domina ogni attività umana. Anche dietro le cosidette azioni "spirituali" o "religiose" vi è un'interesse personale e non collettivo. Il mio imperativo pur subendo questa soggettività è la primavera che con i suoi richiami ci rammenta che il nostro istinto primordiale (animale), è colui che dovrebbe prevalere. Purtroppo abbiamo costruito dei mostri chiamati: "morale"  e "propietà" che distruggono l'unico valore per la quale vale la pena vivere con saggezza e felicità. L'amore per il prossimo (non solo dei propi famigliari) e la cura o educazione delle propie virtù. Lasciamoci guidare come avviene per gli uccelli migratori, che volano per settimane intere verso paesi dove il sole li riscalderà dopo un lungo inverno. Che sia la conoscenza il nostro sole che esso riscaldi il nostro spirito e ci liberi dal peso delle apparenze!!!

 




Voto per corripondenza 27/02
Dopo anni di lotte politiche finalmente si è ottenuto per gli italiani che vivono all'estero, "il diritto" di votare per corrispondenza su questioni riguardanti "referendum" e elezioni politiche della realta italiana. È stato un buon successo e io sono il primo a volere compiere il mio "dovere" di cittadino. Ma un'altra domanda mi nasce spontanea, e credo a tutti coloro che non traggono alcun vantaggio personale, sia che vivono una qualsiasi forma di vita associativa o siano coinvolti direttamente sotto forma politica. Non sarebbe più giusto che noi (una minoranza di questa mia generazione), non in posesso del prestigioso passaporto rossocrociato avessimo oltre ai sacrosanti doveri di cittadini, anche il diritto di esprimere il nostro parere politiche in questioni che ci riguardano e influenzano la nostra esitenza?  È possibile stare in un posto per intere generazioni senza mai far pesare la propia presenza? È possibile per concludere che questa società si evolve, cresca intorno a noi e senza di noi? Oppure tutto questo discorso è inutile, essendo noi tutti indipendentemente dai nostri diritti politici (calpestati), nazionalità o votanti (molto pochi), unicamente dei CONSUMATORI???

 


 

Periodo 2005

Riflessione di fine anno 31/12
Vorrei innanzitutto porgere a tutti i marinai che navigano sul mio sito, i migliori auguri di un buon anno 2005 a voi e tutte le vostre famiglie. Alcuni amici si sono persi per il cammino, altri nuovi si sono affacciati nella mia vita. Da parte mia il bilancio di questo anno "turbolente" (lo sono ormai tutti), non può che essere positivo. Sia professionalmente che nello studio ho compiuto notevoli passi, che daranno il loro frutto nel mio futuro prossimo. I miei figli crescono sani ed intelligenti, e questo insieme alla mia adorata moglie sono le cose che valgono più di ogni altra a questo mondo. Non nego il mio disinteresse al livello pratico per il sociale, la fede in qualche dio o partito, che chiuso nella mia quotidianità non fanno onore al mio bel scrivere su questa rubbrica. Il mio unico impegno se così si può chiamare è l'esempio! Sul lavoro, con i miei figli con gli amici cerco di dare sempre un'immagine di onestà e di profondità nell'interpretare la vita.




Metafora sul futuro:
Il mondo se fosse in mio potere girerebbe in modo anarchico e sopra-viverebbero unicamente i più dotati di inteletto e ragione. Senza distinzione sociale o di provenienza, darei le redini nelle mani di gente virtuosa verso il bene comune. Eliminerei ogni distinzione che sia una nazione o partito per eliminare tutte le barriere di classe o casta. Darei più potere agli ambientalisti non di partito ma di cuore verso la nostra comune madre natura. Fermerei questa specie di marketing sociale creato dalle multinazionali che distribuiscono il lavoro non in base dell'interesse comune o nazionale ma per servire sempre più il dio del profitto, esportando la produzione nei paesi meno sviluppati aggravando così l'offerta sul nostro mercato del lavoro ecc.... In questa società sempre più del "click" le istituzioni sanno sempre più di tutto su ognuno di noi, mentre noi non sappiamo niente di nessuno. Esempio ecclatante e attuale è l'apocalittca situazione nel sud est asiatico causata dal maremoto. Dopo circa tre ore dal terremoto le autorità indonesiane dichiaravano alla televisione che vi era stato un morto! L'agenzia di controllo sismologico americano situata nel pacifico presso le isole Haway pur avendo rivelato il sisma non si è preoccupato di avvisare in modo meno procedurale (sarebbe bastata un semplice chiamata a qualche sindaco), dell'eminente catastrofe, perchè l'area interessata non era situata nel oceano pacifico! Lo stesso vale per i sistemi di rivelamento giapponesi. Ecco la grande sconfitta della scienza! Per una guerra di interessi come nel 90 presso il golfo persico, si sono mobilitati più di 40 paesi con portaaeri e ogni altro tipo di tecnologia per fermare un pazzo dittatore. Oggi si inviano pacchi gettati dagli aeri pieni di vestiti o altri oggetti, per svuotare qualche fabbrica o grande magazzino, mentre l'emergenza più grande è di natura sanitaria oltre che idrica. Mi auguro di vedere per il 2005 alcune immense portaaerei statunitensi o brittanniche, varcare il golfo del Bengale per soccorere quiei martoriati popoli. Mi rendo sempre più conto che se in natura la ruota non è mai stata inventata, è perchè oltre a non servire provoca dei danni incalcolabili. (hai mai visto un gatto con le ruote?) Ci documentiamo con preoccupazione sulle catastrofi imminenti che le future generazioni dovranno subire, e allo stesso tempo siamo indecisi sul modello di cellulare da acquistare. A parte le negatività di questo mondo vorrei esprimere alcuni desideri realizzabili.

 




Desideri per il 2005 e oltre

Desidero incontrare persone, che non dico la pensino come me, ma che ancora non siano del tutto scomparse dietro una sigla seguita da un @.

Desidero ricevere non più testi copiati di barzelette o filmini, ma idee e opinioni su i più svariati temi.

Desidero incontrare fisicamente gli amici che vorrebbero conoscermi meglio.

Desidero abbracciare nuove conoscenze ed esperienze, fatte di passione e non di dogmi.

Desidero liberarmi dall'eccesso di tecnologia per riprendere nuovamente il discorso con la natura e il mio corpo.

Desidero conoscere persone ricche del bene più importante e pregiato:
Il Tempo

Desidero dare quest'ultima saggezza tratta da una raccolta dei "Sutta" (Suttanipãta) da ricordare per l'intero anno:

Dicono i saggi che la vita è ben breve! Io vedo nel mondo tutta tremante, questa razza dedita alla sete di esitenza, piccoli uomini che si lagnano, in bocca alla morte, poichè non son liberi dal bramare ripetute esistenze. Guardate quelli che tremano, nel loro egoismo, come pesci in un fiume di poca acqua, quasi asciutto. Vedendo questo si proceda distaccati, senza bramare reiterate esitenze. Avendo domato il desiderio per ambo le fini (=nascita, morte), e avendo ben compreso il "contatto", senza essere bramoso, non compiendo ciò che si riprova, il saggio non si attacca a ciò che si ode e si vede. Bene intendendo ciò che è ideazione (sañña) il Muni (saggio) attraversi la corrente, Non contaminato da nessun possesso; Strappata da sè la freccia del desiderio proceda bene attento: Egli non desidera invero questo mondo, o qualcun altro. Auguri a tutti di Buon Anno 2005 - Mario

 




Il mio Modo - 16/08/02

Spesso sento dire che non c`è tempo per se stessi perchè indaffarati, con il lavoro, la famiglia, lo "shopping" ed altre attività doverose ma poco amate come riempire moduli di qualche assicurazione o le tasse ecc... Alla fine quando finalmente abbiamo del tempo disponibile, è la stanchezza a fare da padrona, e così ci abbandoniamo al telecomando del televisore credendo di rilassarci o semplicemente svagarci. In realtà non sappiamo cosa farcene di questo tempo essendo già con la mente lontani al giorno dopo, al lavoro i figli ecc... Io mi chiedo, non essendo diverso dalla massa, come si può andare incontro alla vita creativamente? Credo che non esista una strada che ci porti alla felicità, perchè è la strada stessa la nostra felicità. Spetta a noi compiere le scelte giuste.

Le opzioni sono infinite basterebbe liberarsi di certi preconcetti che finora hanno impedito di vivere creativamente. In ogni circostanza potrei trasformare le mie esperienze quotidiane, in un arricchimento spirituale o di apprendimento. Dovrei accettare di più senza subire passivamente le vicende quotidiane, divenedone causa e non vittima. Una delle mie, se non la più grande passione e attività che sin dall'età dei miei figli mia ha accompagnato, è stata la lettura. Da topolino e braccio di ferro, Tex, Diabolik, per passare ai giornali e settimanali o mensili di vario genere. Decisi così, che non avendo avuto una figura paterna che mi guidava in gioventù, fosse il culturizzarmi attraverso la lettura e i viaggi la mia "linfa" di creatività e di arricchimento spirituale. Dal periodo esoterico, a quello psicologico, passando all'occulto, storico e filosofico, mi sono sempre impegnato di seguire un progetto ben preciso. Ossia l'approfondire varie materie seguendo un mio programma simile a quello scolastico.

Senza pretese di acquisire doti o saggezze particolari, non essendo ne particolarmente letterato, o dotato di qualità specifiche, seguo tutt'oggi la mia dottrina personale ispirata da uno dei miei maestri più amati: "Socrate". Attraverso Platone esso ci insegna l'importanza del sapere come unica arma contro la sofferenza e il male. Nessuno potrà mai togliermi il mio sapere narra attraverso i suoi dialoghi con i commercianti, politici e uomini potenti che tentavano di svelare il segreto della sua felicità, cercando di comprarlo con i loro beni terreni così effimeri. Ritornando al discorso sul tempo non esiste un metodo giusto sul suo impiego. Nietsche disse: "Questo è il modo mio...Qual è il tuo? Il modo non esiste". Dovrebbe questo diventare il motto di tutti noi, desiderosi di crescere in creatività, eliminando sempre più la rigidezza e quella corazza difensiva verso il prossimo (pieni di sospetti), essendo invece fonte inesauribile di frustrazioni.

Questo è il "mio modo" dico a voi. Occupare il mio tempo conoscendo oltre i media usuali (televisione, giornali), il mondo di oggi e quello che fù. Perchè a scuola riempiamo i nostri figli di nozioni esigendo dei risultati positivi, essendo poi noi che non troviamo il tempo, l'esempio da non seguire? Conoscendo i mecchanismi di questi ultimi decenni, dominati dalla dissoluzione della famiglia, i problemi sociali e l'indifferenza sempre più regnante, il "mio modo" mi rende felice di compiere le scelte giuste. Ritornando al tempo si gioca con la cosa più preziosa che ci sia; Esso inganna perchè è immateriale, invisibile e maltrattato. Si considera come se fosse gratuito il nostro tempo. "Il mio Modo" è di liberarmi da tutti gli impegni inutili, rinunciando a guadagni, incarichi che vadasno oltre il mio lavoro, e fino al mio ultimo giorno imparare a vivere attraverso la conoscenza. Vorrei frequentare regolarmente alcuni amici cari dialogando, confrontando i "propi Modi" ma mi devo arrendere al tempo o alla pigrizia di essi. Siamo noi (o dovremmo) i padroni delle propie decisioni apparentemente, anche se spesso ho l'impressione che rincorriamo "Il Modo" dettato dalla superficialità regnante travestito da mode! È più appasionante e dona molta più ebbrezza la profondità del mio cosmo, e di quello già esistente ovvero la natura. Tutto il resto non corrisponde al "mio Modo"...

 




Periodo 2004

Natale - 24/11/04 

Pubblicizzare, il "Santo" Natale. Un Buon Natale è possibile secondo me alle seguenti condizioni: 

Boicottiamo il Natale dei consumi, degli affari. Propongo, invece, di dire sì alla festa natalizia della famiglia allargata a nonni, cugini, zii, nipoti (se ancora esistono) ma anche a quella dell'emmarginato che lavora per noi. Sì a un consumo critico, al regalo fatto in casa con amore e con le proprie mani, o a quello equo e solidale. Sì alla pace e alla nonviolenza. Un altro Natale è possibile: ci può essere ancora un Buon Natale! 

Due mondi, due bimbi, divisi da un invisibile muro di vetro. Il primo, fa parte del 20% dell'umanità che si "pappa" l'83% delle risorse mondiali. Il secondi, fa parte dell' oltre un miliardo di 'esuberi umani' che devono accontentarsi dell' 1,4% delle risorse, costretti a vivere con meno di 1 dollaro al giorno: sono gli innocenti di cui si rinnova la strage oggi:  

Milioni di bimbi muoiono di fame, malattie, aids: un bimbo muore di fame ogni due secondi, 11 milioni ne muoiono all'anno per malattie meno gravi di un raffreddore, centinaia di milioni non inizieranno neanche la prima elementare. 

Due mondi, due Natali. Il nostro è il Natale dell'opulenza, delle luci, dei regali del consumismo degli affari. È un business senza fine, è uno shopping anche di domenica. Questo sfavillio di luci natalizie sembra un meraviglioso "acquario" in cui guizzano costosissimi pesciolini esotici. A scrutarlo centinaia di milioni di bimbi dal volto scuro che guardano affascinati l'acquoso ed esotico luccichio. 

Fino a quando la parete di vetro proteggerà il banchetto degli esotici pesciolini? Per assicurarci che la parete di vetro sia davvero infrangibile e ci protegga eternamente da quei visi sognanti di bimbi affascinati noi investiamo somme astronomiche in armi: Usa ed Europa nel 2003  programmano di spendere 750 miliardi di dollari. Questo antiamericanismo che pervade l’Europa è ingiustificato e scorretto, oltrechè manipolato! Ogni regalo costoso contribuisce ad allargare il consumismo, ed ad allargare sempre più il margine tra noi il restante 80% che lotta per avere gli stessi previlegi che le nostre multinazionali attraverso i governi corrotti distribuiscono secondo i loro interessi e lucri. 

Diciamo no al consumismo vieppiù indotto e incentivato e diciamo sì alla festa natalizia della famiglia allargata a nonni, cugini, zii, nipoti ma anche alla famiglia dell'immigrato che lavora per noi o che ci è più vicino. Solo così il Natale ritornerà ad essere la festa della vita che farà rifiorire la speranza di un altro mondo possibile. Coraggio, dunque, ci può ancora essere un Buon Natale!

 




Controcorrente - 29/09/04 
(da un “primos” deluso ma curioso di conoscere le vostre reazioni,anche di coloro che non conosco). Non è tanto il passaporto svizzero che serve sia ai giovani nati in questo paese e tantomeno ai cosidetti “secondos”, bensì la consapevolezza che agli occhi dei veri e autentici svizzeri chiunque abbia un nome diverso sarà sempre uno straniero. Straniero di che cosa? La parola stessa implica una diversità di comportramento e questo dovrebbe essere un fatto positivo e di arricchimento. Si scambia l’integrazione con l’assimiliazione che è un’altra cosa. Ciò che a mio avviso serve è un cambio di mentalità nel senso che la naturalizzazione avrebbe un valore se veramente tutti coloro che possiedo il “prestigioso” passaporto svizzero partecipassero in modo attivo alla politica andando a votare. Mentre chi a preso questa decisione lo ha fatto esclusivamente per un interesse personale (alzi la mano chi l’ha fatto per altri valori). Io vorrei vivere (chissa?) il momento in cui sarà importante possedere un passaporto europeo e non dovere chiedere all’elettorato svizzero (pregare pagando) un riconoscimento avrebbe permesso alla confederazione di modernizzare la società la cultura e l’integrazione sociale e multietnica.

Avrebbe permesso ad un piccolo stato, nel cuore dell’Europa di dimostrare ai giganti del continente, che la convivenza pacifica e solidale non è un fatto quantitativo ma qualitativo. Non centra niente Blocher o L’SVP che già oggi è nei fatti un partito totalitario. Il popolo svizzero ancora ci vede (compresi voi tutti) come potrenziali concorrenti, sia nel mondo del lavoro che nella politica.
È vero che molti di noi sono affermati e persone di successo in tutti i campi, ma a quale prezzo? Chi non ricorda gli’anni 70 cresciuti nella discriminazione per il solo fatto di essere diversi? Ogni soldo e avanzo di carriera lo abbiamo sudato tutti, illudendoci he con l’aqcuisizione del famoso passaporto le cose potessero solo migliorare. Quanto scaturito domenica dalle urne «  è grave e mostra un Paese chiuso su sé stesso: il risultato è pure il frutto di una campagna demagogica e razzista portata avanti dalla destra:

la cosa era stata denunciata pubblicamente la scorsa settimana anche dalla Commissione cantonale per l’integrazione e la lotta al razzismo. E parte dei nostri media hanno contributo a questa campagna diffondendo dati statistici assolutamente inattendibili  ».

La lotta contro pregiudizi e stereotipi è purtroppo ancora lunga.

Zum Schluss noch ein Zitat von Herman Hesse der vielleicht besser meine Empfindung ausdrücken kann:

Intensiv leben kann man nur auf Kosten des Ichs. Der Bürger nun schätzt nichts höher als das Ich (ein nur rudimentär entwickeltes Ich allerdings). Auf Kosten der Intensität also erreicht er die Erhaltung und Sicherheit, statt Gottbesessenheit erntet er Gewissensruhe,

statt Lust Behagen, statt Freiheit Bequemlichkeit, statt tödlicher Glut eine angenehme Temperatur. Der Bürger ist deshalb seinem Wesen nach ein Geschöpf von schwachem Lebensantrieb, ängstlich, jede Preisgabe seiner selbst fürchtend, leicht zu regieren.

Er hat darum an die Stelle der Macht die Majorität gesetzt, an die Stelle der Gewalt das Gesetz, an die Stelle der Verantwortung das Abstimmungs-verfahren.

 




Stiamo Invecchiando - 14/04/04

A tutti coloro della mia generazione dedico questa riflessione:

I giovani entrati all’università nacquero nell’anno 1984, e per loro esite solo un papa che ha durato dalla loro nascita.

Non hanno mai cantato “We are the world, we are the childeren, e quando Garcìa Marqueuz vinse il premio Nobel ancora non erano nati.

Lo stesso dicasi quando l’Italia di Pablito Rossi vinse il mondiale spagnolo.

Avevano 8 anni quando si disintegro l’Unione Sovietica, e 5 quando cadde il muro di Berlino.

Non ricordano la guerra fredda e conoscono una solo Germania, anche se a scuola glia hanno raccontato che ne esistevano due.

Per loro l’AIDS è sempre esistito.

Non hanno fatto in tempo a giocare con l’Atari.. e il CD entrò nel mercato quando avevano un anno. Lo stesso dicasi per il gioco del Pac-Man.

Star Wars le appare abbastanza falso, e gli effetti speciali sono per loro patetici, molti di loro non sanno o non ricordano che la televisione aveva solo 13 canali. Non se la possono immaginare senza telecomando o in bianco e nero, e naquero tre anni dopo che la Sony lancio il primo Walkman.

Per loro i pattini sono sempre stati con le ruote in linea. Senza parlare della banalità di vedere ed usare un PC o un cellulare.

Non nuotano mai con la paura di incontrare al mare lo squalo bianco, e come possono credere che John Travolta abbia potuto ballare con la pancia che si ritrova?

Micheal Jackson è sempre stato bianco.

Ricordate che tutti questi giovani è entrata all’università o nel mondo del lavoro l’anno passato! Sono loro i giovani di oggi!!...

Ecco i sintomi inequivocabili che stiamo invecchiando: 

Quando ad una donna puoi dire di no senza rimorsi 

Quando essendo donna puoi dire di sì ad un uomo senza rimorsi. 

Quando fai dello sport e con orgoglio lo racconti ai tuoi conoscenti. 

Quando hai dei medicamenti sul comodini da notte.

Da quando la verginità non è più un tema di conversazione. 

Quando con i bambini avevi una certa complicità, e oggi ti chiamano “signore” dandoti del lei, o peggio ti chiamano “Zio”.

Quando si necessita di molto più tempo per recuperare dopo avere fatto tardi la notte. 

Quando tu stesso appendi l’asciugamano dopo la doccia. 

Quando ti infastidisce que qualcuno non chiuda il tappo del dentifricio. 

Quando vai in spiaggia e rimani tutto il giorno senza bagnarti. 

Quando vedi le partite di calcio e i concerti alla televisione invece che dal vivo.

Quando ricominci a fare dei regali di compleanno o di Natale come da bambino.

Quando per fare dello sport acquisti degli indumenti che invece di mostrare i il tuo corpo lo nascondono. 

Quando preferisci vedere un amigo che parlare con lui delle ore al telefono.

Quando già sai quello che vuoi dalla vita.

Quando, dopo avere letto questa mia riflessione, decidi di inviarlo ad un amico

che sicuramente lo leggera con gusto. 

... Stiamo invecchiando, triste pero vero!!!

 




Lettera agli amici  -  12/11/04
Amici carissimi 
Vorrei ringrarvi per essere venuti alla festa (riunione) del mio 41 ° compleanno. È stato piacevole trascorrere qualche ora piacevole scherzando, bevendo giocando e ragionando sui più svariati temi.Gli anni passano e le buone amicizie con i ricordi che ci legano restano. Tutto questo è rassicurante, perchè avendo un passato da rievocare o da analizzare si dovrebbe comprendere meglio in quale posizione o stato oggi noi ci troviamo, e decifrare non dico quello che sarà nel futuro ma perlomeno quello che non saremo mai. Avendo io la passione della scrittura (mai pubblicata) tento attraverso di essa di esprimere le mie sensazioni sui nostri modi di vivere e di pensare, dato che sicuramente mi riesce meglio del parlare. Non per mancanza di vocabolo o per timore, bensì per evitare di urtare troppo il pensiero di vedute tanto distanti dalle mie. È l’abitudine consueta di non dire mai quello che si pensa per non limitare la libertà altrui, o per non ferire l’amico facendo buon viso e adattandosi ad un menefreghismo generale, nel quale contano solo le propie idee e quelle del branco cui ci sentiamo di appartenere. Questo mi lascia il dubbio se veramente si possa definire vera amicizia, il non esprimere apertamente le divergenze che vi sono. Cosa voglio comunicare a voi tutti?

Vediamo un pò...
Dio mio, ma se le parole... ma le parole non vogliono più dire niente, se tu prendi una parola e gli dai il significato opposto, è finita! Non torni più indietro. Le parole sono tremende, amici, e questa è l'informazione che viaggia, che ci confonde, che ci smemorizza. Non sappiamo più niente, non sappiamo più distinguere se una cosa è vera o falsa. Crediamo a tutto. Attraverso i processi di “liberazione, democratizzazione, o pace” i governi “democratici” appoggiati dalla finanza e industria colonizzano i paesi possessori di risorse di energia e ricchezza di materie prime come il petrolio, diamanti e generi alimentari, senza alcun fine morale o etico, ma sopratutto peggiorando la situazione di questi popoli sventurati, a vantaggio della nostra economia e benessere.

E allora l'informazione cos'è diventata? Veloce, ti arriva, ti arriva qui e ti rimane qui. Crediamo a qualsiasi cosa. Basta far precedere qualsiasi cosa da "Uno scienziato ha detto ..." che noi ingoiamo tutto! Non riesco più a distinguere la realtà dalla finzione. Da come ragioniamo svegliamo la nostra provenienza, il giro di persone che frequentiamo, i giornali e programmi televisivi che vediamo etc...
Per questo contano come complemento a mio giudizio le proprie esperienze e non le informazioni bombardateci quotidianamente dai media, o dai pareri degli altri. Il mio parere per fare un’esempio, sugli Albanesi si limita a quello che o letto e sentito di questo popolo sventurato, ma con questo non posso crearmi dei preconcetti senza un mio coinvolgimento diretto ne con il paese ne con la loro gente. E così via parlando di nord e sud, arabi o americani.

Le nostre discussioni si basano su scambi di informazioni prelevati, a seconda della propia cultura e tendenza da letture (raramente) e sopratutto dai titoli in prima pagina di quotidiani popolari (Blick). Ma sopratutto dalla televisione che standartizza le nostre menti a seconda dei canali che abitudialmente consumiamo.E noi lì che siamo sempre più disinformati. Cosa ci ricordiamo delle guerre balcaniche, o dell’oro degli Ebrei rimasto nei forzieri delle banche svizzere? Perché è stato condannato Milosevic? Per quale reato? L'abbiamo visto in diretta al processo? Che fine ha fatto Saddam Hussein? E le guerre poi rimodellate dal cinema: Questa è la guerra del bene contro il male (n.d.r.: la guerra degli Stati Uniti in Afghanistan per la cattura di Bin Laden). E' la guerra dei grassi contro i magri. Quale terzo mondo? Due mondi: i grassi e i magri. Stiamo male tutti e due: noi perché mangiamo troppo, loro perché non mangiano nulla. Sei di sinistra?, mi accusano a volte. Non lo so... io sono stato fermo: si sono spostati tutti gli altri. Berlusconi una volta ha detto: "Io devo avere come mito e come sogno per i miei figli l'America? Ma allora? Che diciamo della libertà negli Stati Uniti? Sei libero e stai bene se sei miliardario, non sei negro e vivi a Manhattan. Per il resto è per lo più un casino. Ripeterebbe questa frase oggi, dopo gli attentati?"Un momento. Gli attentati non sono stati  fatti contro il popolo americano ma contro la politica estera americana. Sono convinto che la stragrande maggioranza degli americani non sa cosa hanno combinato negli ultimi cinquant'anni. Proprio là dov'è c'è democrazia, la libertà di informazione, il popolo americano è il meno informato di tutti. Credo che la Cnn sia come era la Pravda per i russi. Davvero cadono dalle nuvole, gli americani, quando gli parli delle scuole militari di Panama, di cosa hanno fatto in Cile, del Guatemala, della Cia. Ti guardano sbigottiti. Non sanno nemmeno dov'è. E non sanno nulla dell'Islam, di Maometto, del Corano. E' il popolo meno informato del mondo. E' un popolo talmente specializzato nel nulla...".

E noi nella nostra Svizzera benestante e perbenista, che garantisce ai pensionati il minimo vitale (vegetale). Nè l’ordinameto scolastico, che seleziona, secondo criteri classisti, saperi, abilità e intelligenze. (noi ne siamo la prova vivente). Come non riconoscere anzichè difendere questa patria o matrigna burbera e poco generosa nei confronti della popolazione estera. Eppure, noi “stranieri”, ci viviamo da 20, 30, 40 anni. Vi abbiamo costruito strade ponti, gallerie e benessere economico. (questo vale per tutti i paesi sviluppati). È possibile stare e nascere in un posto per intere generazioni senza mai far pesare la propia presenza? È possibile che la societa civile cresca intorno a noi e senza di noi? Probabilmente c`è più bisogno di braccia, senza nessun diritto decisionale in tutti i paesi avanzati per lasciare a costoro i lavori più umili (ma utilissimi) e a basso costo.

Naturalmente è una pacchia e ci fa sentire più buoni il Natale con il suo consumo dilatante che sta per incombere. È una pacchia potere andare anche la domenica!! e fino alle ore 21:00 nei grandi magazzini per fare dello shopping. Che poi vi siano dei slavi o sudamaericani che lavorano per 2800.- mensile lavorando anche la domenica, importa poco. Noi non ne siamo assulotamente responsabili! Non comprendiamo che consumando è più importante che andare a votare! Senza domanda non vi è offerta insegna il mondo del business. Chi sono allora i consumatori di miliardi di pasticchie di superdroghe, che ogni anno vengono consumate? Forse il vicino o il collega di lavoro? Ma forse è un’esagerazione, come gli ottomila morti a causa del fumo in questo nostro paese?

Eccovi l’homo ignorantis!!!

È lo spirito solidare che è morto dentro ognuno di voi (me compreso che non faccio altro che scrivere queste banalità). Mi infastidisce non poco che molti di voi secondos vi sentiate diversi e più evoluti dei primos o terceros. Criticate la politica, la televisione, la società e tutto quello che peridicamente sui media viene riportato a partire dalle regioni che dal Gottardo indicano il sud dell’Europa e via più in giù fino ai paesi meno sviluppati. Leggendo la storia sulla nostra emigrazione un secolo fà, nella citta di Zurigo venne fatta una razzia ad opera di liberi cittadini svizzeri, che vollero fare una specie di caccia degli italiani, accusati di essere facili di coltello e rubacuori delleloro donne. Esattamente nel nostro ex quartiere quattro. Ecco oggi i nuovi emigranti, o stagionali o se preferite asilanti, in che modo vengono considerati da molti di voi italosvizzeri? Vi è bisogna dire un indice di una migliorata accettazione dello “straniero” da parte degli elvetici. Del milione e mezzo di stranieri residenti 300 mila sono italiani, la comunità più importante. L’integrazione è progredita inevitabilmente anche se talvolta imperfetta e spesso incompleta. Abbiamo saputo conquistarci la fiducia e oggi siamo apprezzati per il nostro lavoro.



Ecco alcune famosi frasi dello scrittore svizzero “Max Frisch” sul tema:
Die Schweiz als Heimat? Rede zur Verleihung des Großen Schillerpreises (1974)

"Heimat hat mit Erinnerung zu tun [...] Heimat ensteht aus einer Fülle von Erinnerungen, die kaum noch datierbar sind."

"Unsere Mundart gehört zu meiner Heimat."

"...so ist Heimat ein Problem der Idenität, d. h. ein Dilemma zwischen Fremdheit im Bezirk, dem wir zugeboren sind, oder Selbstentfremdung durch Anpassung."

"Muß man sich in der Heimat wohlfühlen?"

"Identifikation mit einer Mehrheit, die aus Angepaßten besteht, als Kompensation für die versäumte oder durch gesellschaftlichen Zwang verhinderte Identität der Person mit sich selbst, das liegt jedem Chauvinismus zugrunde, Chauvinismus als das Gegenteil von Selbst-Bewusstsein."

"Heimat ist nicht durch Behaglichkeit definiert."

"Mit der schweizerischen Militär-Justiz, wo die Armee als Richter in eigner Sache richtet, kann ein Demokrat sich schwerlich identifizieren."

Io vi metterei una frase a me molto cara dello scrittore:

„Volevamo braccia, sono arrivati uomini“.

Ancora un ringraziamento se siete arrivati sino in fondo alla mia lettera, e ad altre se darete un vostro parere su alcuni punti che a voi interessano. Si inviano tante "cazzate" nella rete che ogni tanto qualche pensiero sano e coraggioso purificherebbe questo immondezzaio! Un abbraccio devotamente da Mario
Salutoni ecologici


 

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Last modified Mai 1, 2013